Diritto e Fisco | Articoli

Quanti tipi di tasse esistono?

15 Maggio 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Quanti tipi di tasse esistono?

Quali sono i tributi previsti dal nostro sistema fiscale? 

Spesso, si fa confusione tra i concetti di tributo, tasse e imposte. Per fare chiarezza, il tributo può essere definito come un’entrata coattiva stabilita con un atto dell’autorità amministrativa (Stato, Regione, Comune) che ricomprende i concetti di imposte e tasse. Le entrate che sono destinate a finanziare le spese indivisibili sono le imposte, mentre quelle che sono destinate a finanziare le spese divisibili sono le tasse. Ma quanti tipi di tasse esistono? Hanno tutte le stesse caratteristiche oppure tra di esse ci sono delle sostanziali differenze? Rispondiamo a queste domande.

Le tasse

Il presupposto delle tasse consiste nella fruizione di un bene oppure di un servizio pubblico da parte di un determinato soggetto. Il contribuente, dunque, versa allo Stato o ad un altro ente impositore un importo di denaro a titolo di tasse per ricevere in cambio un servizio specifico.

Con il pagamento della tassa viene finanziato il servizio offerto in cambio del pagamento. Ad esempio, il pagamento della Tari (tassa sui rifiuti) viene utilizzato dal Comune per coprire i costi della gestione e dello smaltimento dei rifiuti.

La tassa sui rifiuti (Tari)

La tassa sui rifiuti ha come presupposto il possesso o la detenzione di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani (carta, vetro, plastica, alluminio). Per determinare la Tari da versare, si considera la superficie calpestabile delle unità immobiliari.

Possono essere previste delle riduzioni per locali situati in zone non coperte dal servizio di raccolta rifiuti e nei comuni in cui le percentuali di raccolta differenziata siano molto alte.

Inoltre, i comuni che adottano sistemi di rilevazione del singolo conferimento di rifiuti possono sostituire alla Tari un’entrata di carattere corrispettivo. In questo modo, i cittadini pagheranno un importo che sarà proporzionale alla quantità di rifiuti che depositano, senza tener più conto della superficie calpestabile della loro abitazione.

Il canone Rai

A dispetto della denominazione, il canone Rai è una tassa che si paga a fronte di un servizio offerto dalla televisione pubblica (la Rai) per il possesso di uno o più apparecchi radio televisivi. Risulta evidente che se il contribuente non possiede alcun televisore in casa, non usufruirà di tale servizio e quindi non dovrà più pagare il canone Rai.

Il contributo unificato per le spese di giustizia

Il contributo unificato per le spese di giustizia è dovuto in misura variabile in relazione al valore della controversia giudiziale per ciascun grado del processo civile, amministrativo, contabile e tributario. Deve ovviamente essere pagato dalla parte che dà inizio al processo.

Il contributo, se non è assolto spontaneamente, è riscosso, previo invito al pagamento, mediante iscrizione a ruolo da parte dell’ufficio del ministero di Giustizia che riscuote le spese di giustizia. Tale contributo ha natura tributaria, per cui le relative controversie appartengono alla giurisdizione del giudice tributario.

Le tasse di concessione governativa

Le tasse sulle concessioni governative colpiscono i provvedimenti amministrativi emessi dalle amministrazioni statali.

Distinguiamo le tasse di domanda (ad esempio, domanda di brevetto), le tasse di rilascio (ad esempio, passaporto) e le tasse periodiche (porto d’armi).

La Tosap

La tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche ha come presupposto le occupazioni, di qualsiasi natura, effettuate nelle strade, nei corsi, nelle piazze appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei Comuni e delle province. Sono soggette al tributo anche le occupazioni dello spazio sovrastante il suolo e del sottosuolo.

Il potere dell’ente pubblico di applicare e riscuotere la tassa, avendo natura tributaria, può coesistere con il diritto dello stesso ente di esigere il canone di concessione, in quanto proprietario del suolo pubblico dato in concessione.

I Comuni e le province, in quanto soggetti attivi della tassa, devono anche adottare un apposito regolamento per disciplinare i criteri di applicazione e le tariffe.

L’imposta di registro

Il tributo del registro può atteggiarsi come imposta e come tassa. Si tratta di una tassa quando è dovuta in misura fissa, in quanto ha come presupposto e giustificazione la prestazione di un servizio, cioè la registrazione e conservazione di un atto.

Quando invece tale tributo è rapportato, in misura proporzionale, al valore dell’atto registrato, tale tributo assumerà la connotazione di un’imposta.

L’imposta di bollo

Il bollo (marca o valore bollato) permette al Fisco di realizzare un’entrata con la vendita di carte da bollo. Tra gli atti soggetti a tale tributo, vi sono gli atti autenticati da notai o da altri pubblici ufficiali nonché i certificati e le copie rilasciate da organi amministrativi su domanda di privati.

Gli atti processuali non sono più soggetti al bollo in quanto è dovuto il contributo unificato per gli atti giudiziari.

Le imposte dirette e indirette

Oltre alle tasse, ci sono anche le imposte che servono a finanziare le spese indivisibili che non sono collegate ad un determinato soggetto (sanità, illuminazione pubblica, manutenzione delle strade etc.).

Ci sono le imposte dirette (Irpef e Ires) che colpiscono la capacità contributiva del cittadino in un determinato anno. Le imposte indirette (ad esempio, l’Iva) colpiscono la ricchezza solo nel momento in cui questa si manifesta, ossia quando c’è un consumo.



Di Vincenzo Delli Priscoli

note

[3] Art. 53, Cost.

[4] L. n. 145/2018.


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