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Decadenza responsabilità genitoriale: il curatore speciale

27 Gennaio 2021 | Autore:
Decadenza responsabilità genitoriale: il curatore speciale

Quando si perde la potestà sulla prole, il tribunale deve nominare una figura che si prenda cura dei bambini e garantisca loro un difensore.

Ci sono delle situazioni familiari in cui, purtroppo, i bambini stanno meglio lontano da un genitore che non a portata di mano del padre, della madre o di entrambi. Succede in quei contesti in cui i figli vengono trascurati o sono vittime dell’abuso di potere di genitori incuranti del fatto che stanno violando i loro doveri come tali. In casi come questi, la legge consente – anzi, dispone – l’allontanamento dei bambini dalla sfera familiare, o quanto meno dalla persona he rappresenta per lui non un punto di riferimento, come dovrebbe essere, ma una minaccia. Le domande, però, vengono in automatico: in caso di decadenza della responsabilità genitoriale, dove finiscono i figli? Chi si prende cura di loro, dei loro interessi? Chi decide per loro?

Si sa che la normativa ed i tribunali devono tutelare i diritti delle persone più indifese. Quando è un minore a trovarsi in quella situazione di «persona indifesa» verso la quale si presuppone un pericolo concreto (la violenza fisica o psicologica, la mancanza di sostentamento, ecc.), viene pronunciata la decadenza della responsabilità genitoriale. Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che a quel punto, cioè quando scatta la decadenza, il tribunale deve nominare un curatore speciale per i minori coinvolti. Il quale, a sua volta, deve nominare un avvocato difensore per i bambini.

Vediamo bene come funzionano questi passaggi e come vengono tutelati i bambini.

Responsabilità genitoriale: cos’è?

La responsabilità genitoriale è la potestà in capo ai genitori di proteggere, educare ed istruire un figlio minorenne e di pensare ai suoi interessi. Poiché la responsabilità (una volta, appunto, chiamata «potestà») è affidata al padre e alla madre, entrambi hanno il ruolo di rappresentanti legali del minore, con capacità di agire per conto suo.

Se i genitori non ci sono più, viene nominato un tutore incaricato di amministrare i beni e di provvedere ai bisogni del minore.

I principali doveri di chi ha la responsabilità genitoriale sono:

  • custodire i figli nel proprio domicilio o residenza;
  • fornire loro il necessario per sopravvivere (cibo, acqua, vestiti, ecc.);
  • educare i figli secondo la diligenza del buon padre di famiglia ai costumi del luogo dettati dall’esperienza comune;
  • istruire i figli aiutandoli ad ottenere il cosiddetto «obbligo di risultato» nella loro formazione scolastica;
  • amministrare e gestire i rapporti patrimoniali conservandone la sostanza;
  • utilizzare i beni per il godimento di una cosa senza che venga alterata la sua destinazione d’uso;
  • compiere dei negozi giuridici al posto dei figli, come ad esempio la firma di un contratto dopo la scuola o l’apertura di un rapporto bancario nel caso in cui i ragazzi siano ancora minorenni.

Responsabilità genitoriale: quando decade?

I presupposti per la decadenza della responsabilità genitoriale emergono quando c’è l’esigenza di tutelare i minori da un’eventuale condotta pericolosa del genitore, cioè quando il padre o la madre (o tutti e due) violano i loro doveri nei confronti dei figli e mettono a rischio la loro incolumità. Non è necessario che il genitore abbia agito con la volontà di ledere i diritti dei bambini: basta che potenzialmente ci siano le condizioni perché ciò possa accadere. Inoltre, la decadenza della responsabilità non fa venir meno l’obbligo di mantenimento della prole.

Proprio per questo, cioè perché si tratta di una violazione, la decadenza della responsabilità genitoriale viene ritenuta una misura sanzionatoria ma anche preventiva, visto che – come detto – tende a proteggere i minori sia da un punto di vista fisico sia da quello psichico. Inoltre, può essere adottata d’ufficio proprio perché i rischi per i figli potrebbero restare tali se la decisione viene lasciata ai genitori.

Ecco alcuni esempi di situazioni riconosciute dalla giurisprudenza che portano alla decadenza della responsabilità genitoriale:

  • violenze sessuali o abusi in famiglia;
  • omessa denuncia da parte di un genitore di episodi di violenza sessuale o di abusi commessi dal coniuge o da terzi nei confronti dei figli;
  • comportamenti aggressivi o vessatori del genitore verso i figli o il coniuge;
  • maltrattamenti rilevati e continui di un genitore nei confronti dell’altro;
  • volontà di continuare la convivenza insieme alla prole con un genitore responsabile di maltrattamenti o vessazioni verso i figli;
  • indottrinamento dei figli verso comportamenti criminali o delinquenziali;
  • uso da parte dei genitori di sostanze stupefacenti che possa nuocere lo sviluppo morale e psicologico dei figli senza la volontà di un recupero dalla tossicodipendenza;
  • disinteresse verso il mantenimento materiale e verso lo sviluppo morale e spirituale dei figli o verso i suoi comportamenti sociali;
  • abuso di potere.

Responsabilità genitoriale: la figura del curatore speciale

Una recente ordinanza della Cassazione [1] ha stabilito che nei giudizi relativi alla decadenza della responsabilità genitoriale il giudice di merito deve nominare un curatore speciale al minore o ai minori coinvolti, il quale, a sua volta, è tenuto a munire i ragazzini di un avvocato difensore. Si tratta di un vincolo che va rispettato, pena la nullità del procedimento di secondo grado.

Inoltre, la stessa ordinanza ricorda che «negli altri giudizi che riguardano i minori la tutela di questi ultimi si realizza mediante l’ascolto del minore nei casi previsti dalla legge, senza necessità di nomina di un curatore speciale e/o di un difensore, costituendo violazione del principio del contraddittorio e dei diritti del minore il suo mancato ascolto, quando non sia sorretto da un’espressa motivazione sull’assenza di discernimento, tale da giustificarne l’omissione, a meno che la nomina di un curatore speciale e/o di un difensore non sia espressamente prevista dalla legge».

Il curatore speciale ha gli stessi poteri e le medesime funzioni dei genitori e può compiere nell’interesse del minore determinati atti giuridici come, ad esempio, accettare un’eredità. Deve, però, limitarsi agli atti di ordinaria amministrazione, mentre quelli straordinari (come un atto che presuppone la riduzione del patrimonio del minore) può essere compiuto solo con l’autorizzazione del giudice tutelare (leggi anche Chi è il curatore speciale dei minori).


note

[1] Cass. ordinanza n. 1471/2021 del 25.01.2021.


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