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Un solo schiaffo alla moglie non è reato di maltrattamenti in famiglia

27 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 gennaio 2014



Non può essere condannato per maltrattamenti in famiglia chi picchia la moglie una sola volta: il reato si configura quando le violenze sono abituali.

 

Un solo schiaffo alla moglie non basta a far condannare il marito per reato di maltrattamenti in famiglia [1]. Affinché quest’ultimo si configuri è infatti necessario che la condotta violenta posta in essere dal familiare sia abituale e, come tale, consista in continui atti di vessazione tali da cagionare nella vittima sofferenze, privazioni e umiliazioni ripetute nel tempo.

È quanto sottolineato dal Tribunale di Campobasso che, con una recente sentenza [2], ha definito il delitto di maltrattamenti in famiglia come condotta criminosa abituale, fonte di uno stato di disagio continuo per la vittima ed incompatibile con normali condizioni di esistenza familiare.

Ne deriva che un unico episodio violento isolato nel tempo non può configurare reato di maltrattamenti in famiglia se esso non rientra in un quadro complessivo di condotte criminose (consistenti anche in minacce, ingiurie, vessazioni) che ledono l’esistenza quotidiana del familiare.

Tuttavia, l’unico episodio violento può non restare impunito; chi provoca sofferenze fisiche e/o morali al familiare può infatti essere condannato per altri reati: lesioni, violenza privata, minaccia, ingiuria, violazione degli obblighi di assistenza morale o materiale o altro reato a seconda degli elementi del comportamento illecito commesso e subìto dalla vittima.

Dunque, il requisito fondamentale affinché si possa parlare di reato di maltrattamenti in famiglia è l’abitualità degli atti violenti e vessatori. Per la prova dell’abitualità sono decisive le testimonianze di persone vicine alla famiglia che conoscano gli atteggiamenti di un coniuge nei confronti dell’altro e possano dimostrare l’esistenza di più episodi di maltrattamento.

Nel caso di specie i vicini di casa hanno confermato che il marito non era solito picchiare la moglie e che quello denunciato da quest’ultima era stato l’unico episodio di violenza. Non è servito alla donna provare che le schiaffo le era stato dato in presenza dei carabinieri chiamati sul posto, in quanto tale prova si riferiva comunque all’unico episodio denunciato.

note

[1] Art. 572 cod. pen.

[2] Trib. di Campobasso, sent. n. 580/2013.

Autore immagine: 123rf.com

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