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Debitore sposta soldi sul conto del coniuge: quali rischi

30 Gennaio 2021
Debitore sposta soldi sul conto del coniuge: quali rischi

Mio marito ha ricevuto una piccola somma a saldo di una compravendita e l’ha versata sul proprio conto. Non ha altri beni, a parte un piccolo stipendio. Ora vorrebbe spostarla sul mio. Cosa potrebbero fare i creditori? Considerando che ha circa 20.000 euro di debiti, facendo questo trasferimento commetterebbe un reato?

L’operazione che ipotizza in quesito, ad esempio, eseguibile attraverso un bonifico bancario dal conto di suo marito al suo, potrebbe qualificarsi come una donazione di denaro.

In ogni caso, si tratterebbe di un atto di disposizione con il quale il signore diminuirebbe sensibilmente, se non quasi totalmente, il proprio patrimonio.

Tale atto, poiché pregiudicherebbe le ragioni dei creditori, potrebbe essere oggetto di revocatoria da parte dei medesimi entro i cinque anni successivi all’avvenuta donazione [1]. Con la citata azione legale, essi renderebbero inefficace l’operazione compiuta a loro danno.

Pertanto, pur considerando che i soggetti interessati potrebbero avere delle difficoltà nel venire a conoscenza dello spostamento di denaro, è innegabile il potenziale rischio di inefficacia al quale sarebbe sottoposto l’atto.

Viceversa, per gli anzidetti creditori sarebbe più complicato agire sulla somma in questione, se la stessa venisse prelevata dal titolare del conto. In particolare, sarebbe opportuno farlo in più volte e senza superare la soglia dei 10.000 euro mensili, per evitare segnalazioni alle autorità competenti.

In tal caso, infatti, non ci sarebbe alcun atto di disposizione patrimoniale a favore di terzi e l’importo in esame potrebbe essere, potenzialmente, pignorato soltanto se fosse reperito, ad esempio, presso l’abitazione del debitore.

In questo modo, inoltre, non sarebbe nemmeno configurabile il reato di sottrazione fraudolenta di imposte, visto che

  • la fattispecie punibile presuppone che il reo compia atti fraudolenti su propri beni, ma solo se si tratta di sottrarsi al pagamento di imposte superiori all’ammontare complessivo di cinquantamila euro [2];
  • non commette il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte colui che, pur se pendente una procedura esattoriale, dispone dei propri averi, semplicemente, prelevando integralmente dalla banca le somme in essa già depositate [3];

Pertanto, così tenendo il proprio conto corrente all’asciutto, sarà ancora più probabile che l’eventuale azione esecutiva dei creditori di suo marito andrà ad indirizzarsi, esclusivamente, verso il pignoramento dello stipendio del medesimo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 2901 cod. civ.

[2] Art. 11 Dl. 74/2000

[3] Cass. pen. sent. n. 25677/2012


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