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Se il datore non versa la maternità: il reato

15 Dicembre 2014
Se il datore non versa la maternità: il reato

Di quale reato risponde il datore che non versa la maternità, ma conguaglia ugualmente tali somme?

Linea dura della Cassazione per il datore di lavoro che non versa la maternità ma conguaglia ugualmente tali somme.

Scatta infatti il reato di indebita percezione di erogazioni a danno della Stato [1] nei confronti del datore che esponga fittiziamente somme corrisposte al lavoratore a titolo di indennità per maternità, ottenendo così dall’INPS il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute all’istituto previdenziale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni.

A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [2].

Il reato in questione prescinde dall’esistenza di un danno patrimoniale sofferto dalla persona offesa (il lavoratore). Infatti, secondo l’interpretazione della Suprema Corte, la legge [1] sanziona la percezione indebita delle erogazioni, senza che rilevino particolari destinazioni funzionali.

Inoltre, nel concetto di conseguimento indebito di una erogazione da parte di enti pubblici rientrano tutte le attività di contribuzione ascrivibili a tali enti, non soltanto attraverso l’elargizione di una somma di danaro, ma pure attraverso la concessione dell’esenzione dal pagamento di una somma agli stessi dovuta, perché anche in questo secondo caso il richiedente ottiene un vantaggio e beneficio economico che viene posto a carico della comunità” [3].

Pertanto, nel caso in cui il datore, mediante la fittizia esposizione di somme corrisposte al lavoratore a titolo di indennità per maternità, ottenga dall’INPS il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute all’istituto previdenziale a titolo di contributi previdenziali o assistenziali, percepisce indebitamente le corrispondenti erogazioni.

In conclusione, integra il delitto di indebita percezione di erogazioni a danno della Stato la condotta del datore che esponga fittiziamente somme corrisposte al lavoratore a titolo di indennità per maternità, ottenendo così dall’INPS il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute all’istituto previdenziale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni.


note

[1] Art. 316 ter cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 51845/14 del 12.12.2014.

[3] Cass., S.U., sent. n. 7537/2011.

Autore immagine: 123rf com


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