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Donazione di beni tramite Facebook e Instagram

30 Gennaio 2021
Donazione di beni tramite Facebook e Instagram

Com’è disciplinato il “dono/regalo di oggetti” (non alimentari – non somme di denaro) tramite un sito internet/applicazione, ovvero una piattaforma interattiva che si occupi di mettere in contatto le parti (per esempio Give away?) Esistono limiti normativi previsti dalla legge italiana o europea?

A prescindere dalla modalità di comunicazione tra donante e donatario e dagli strumenti di interazione, devono ritenersi applicabili le norme generali in materia di donazione e, ai fini dell’individuazione della normativa applicabile (italiana o straniera), deve tenersi in considerazione la legge del donante. Difatti, ai sensi dell’art. 56 della Legge 31 maggio 1995, n. 218 (diritto internazionale privato): “Le donazioni sono regolate dalla legge nazionale del donante al momento della donazione”. Tuttavia il donante può, con dichiarazione espressa contestualmente alla donazione, sottoporre la donazione stessa alla legge dello Stato in cui egli risiede.

La donazione è valida, quanto alla forma, se è considerata tale dalla legge che ne regola la sostanza oppure dalla legge dello Stato nel quale l’atto è compiuto.

Dunque, anche se lo scambio del bene avviene grazie all’utilizzo di applicazioni o piattaforme on line, la donazione, per poter essere giuridicamente valida, deve rispettare i requisiti dettati dalla legge nazionale applicabile. In Italia, le regole di validità sostanziale e formale della donazione sono stabilite dal codice civile (art. 769 e ss.).

Occorre innanzitutto lo spirito liberale in capo al donante (cosiddetto animus donandi): si tratta di un requisito essenziale, in quanto il donante deve essere capace di intendere e di volere, oltre che capace di gestire il proprio patrimonio, e la sua volontà di donare deve essere spontanea e non coartata con violenza o minaccia. La donazione si definisce, infatti, come il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione.

Non possono fare donazione coloro che non hanno la piena capacità di disporre dei propri beni; la donazione fatta da persona che, sebbene non interdetta, si provi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace di intendere o di volere al momento in cui la donazione è stata fatta, può essere annullata su istanza del donante, dei suoi eredi o aventi causa.

Il codice prescrive anche determinati obblighi di forma delle donazioni: la regola generale è quella secondo cui la donazione deve essere fatta per atto pubblico, a pena di nullità. Se essa ha per oggetto cose mobili, è valida solo per le cose specificate con indicazione del loro valore nell’atto medesimo della donazione, ovvero in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio.

L’accettazione può essere fatta nell’atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato al donante.

È tuttavia prevista una deroga per le cosiddette donazioni di modico valore: ai sensi dell’art. 783 c.c., la donazione di modico valore che ha per oggetto beni mobili è valida anche se manca l’atto pubblico, purché vi sia stata la tradizione (cioè la consegna del bene).

Per comprendere cosa si intende per donazione di modico valore, occorre effettuare una doppia valutazione: oggettiva, con riferimento al valore economico del bene donato; soggettiva, con riferimento alle condizioni economiche del donante. A tal proposito, la donazione può definirsi di modico valore se non incide in modo apprezzabile sul patrimonio del donante.

Secondo la giurisprudenza, l’art. 783 c.c., con il quale è stabilito che la modicità del valore della donazione deve essere valutata in rapporto alle condizioni economiche del donante, importa che, sulla base della potenzialità economica di quest’ultimo, può venire meno il carattere della modicità se quelle condizioni siano modeste, come, viceversa, può ricorrere quel carattere se quelle condizioni siano particolarmente prospere.

Alla luce di quanto precede, posto che la maggior parte delle volte le donazioni on line, mediante piattaforme social, hanno ad oggetto beni di modico valore, non è richiesto il rispetto di norme particolari, se non quelle generiche, sopra evidenziate, relative all’animus donandi e alla capacità di donare. Per esempio, nel caso del gruppo Facebook, si considerano applicabili le regole generali in materia di donazione, senza particolari restrizioni.

Discorso a parte meritano le iniziative cosiddette “Giveaway”, sempre più diffuse sui social network. Non è possibile considerare tali contest come donazioni, in quanto il promotore subordina la concessione del premio (sotto forma di regalo di un bene o servizio, oppure di sconto), al compimento di una determinata azione (per esempio diffusione di post o commenti).

I contest Giveaway sono, infatti, equiparati a concorsi a premi e, come tali, se effettuati in Italia, devono rispettare la normativa di cui al DPR 430/2001.

In particolare, possono essere promotori dei concorsi a premi esclusivamente i soggetti iscritti nel Registro delle imprese e non le persone fisiche, anche se titolari di partita Iva Le iniziative, aventi carattere di manifestazione a premio, svolte da soggetti che non rientrano nelle succitate categorie sono vietate e sottoposte ad una sanzione amministrativa pecuniaria da una a tre volte l’Iva sul montepremi posto in palio.

Inoltre, per poter realizzare correttamente un “Giveaway”, sono necessari alcuni adempimenti: 1) comunicare l’inizio svolgimento  al Ministero dello Sviluppo Economico, compilando online apposito modulo; 2) redigere un regolamento, da comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico; 3) versare una cauzione; 4) l’estrazione del vincitore dovrà avvenire in presenza di un notaio o funzionario della Camera di Commercio; 5) trasmettere  il verbale di chiusura al Ministero dello Sviluppo Economico, compilando online il modulo predisposto.

Ai sensi dell’art. 6 del citato DPR non si considerano concorsi a premio: “a) i concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in àmbito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all’autore dell’opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività; b) le manifestazioni nelle quali è prevista l‘assegnazione di premi da parte di emittenti radiotelevisive a spettatori presenti esclusivamente nei luoghi ove si svolgono le manifestazioni stesse, sempreché l’iniziativa non sia svolta per promozionare prodotti o servizi di altre imprese; per le emittenti radiofoniche si considerano presenti alle manifestazioni anche gli ascoltatori che intervengono alle stesse attraverso collegamento radiofonico, ovvero qualsivoglia altro collegamento a distanza; c) le operazioni a premio con offerta di premi o regali costituiti da sconti sul prezzo dei prodotti e dei servizi dello stesso genere di quelli acquistati o da sconti su un prodotto o servizio di genere diverso rispetto a quello acquistato, a condizione che gli sconti non siano offerti al fine di promozionare quest’ultimo, o da quantità aggiuntive di prodotti dello stesso genere; c-bis) le manifestazioni nelle quali, a fronte di una determinata spesa, con o senza soglia d’ingresso, i premi sono costituiti da buoni da utilizzare su una spesa successiva nel medesimo punto vendita che ha emesso detti buoni o in un altro punto vendita facente parte della stessa insegna o ditta; d) le manifestazioni nelle quali i premi sono costituiti da oggetti di minimo valore, sempreché la corresponsione di essi non dipenda in alcun modo dalla natura o dall’entità delle vendite alle quali le offerte stesse sono collegate; e) le manifestazioni nelle quali i premi sono destinati a favore di enti od istituzioni di carattere pubblico o che abbiano finalità eminentemente sociali o benefiche”.

Per comprendere, dunque, se si tratta di semplice donazione o di concorso a premi ed individuare, dunque, la normativa applicabile, occorre tener conto delle caratteristiche sopra citate, sia in ordine alla qualità del soggetto (donante o promotore), sia in ordine alla concreta operazione che si richiede (il donante si libera di un bene cedendolo gratuitamente, oppure, opera a fini promozionali e richiede comunque il compimento di una determinata azione da parte del donatario).

Resta inteso che, a prescindere dal tipo di operazione effettuata (donazione o concorso), l’utilizzo delle piattaforme digitali impone comunque il rispetto di obblighi normativi, accessori ma comunque collegati, in materia di privacy e trattamento dei dati personali (GDPR – Regolamento UE 2016/679).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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