Diritto e Fisco | Articoli

Quali sono gli orari in cui non si può fare rumore?

27 Gennaio 2021
Quali sono gli orari in cui non si può fare rumore?

Silenzio in condominio: le regole da rispettare per non essere denunciati per disturbo alla quiete pubblica. 

Fare rumore non è sempre vietato. Ci sono rumori leciti e rumori illeciti. Sono leciti innanzitutto i rumori tollerabili, quelli cioè che non superano i 2 decibel rispetto il rumore esterno. Si pensi a un asciugacapelli, allo scarico del bagno, ecc.

Poi, ci sono i rumori che, seppure intollerabili, sono comunque necessari e inevitabili, e pertanto sono anch’essi leciti: si pensi ad esempio a quelli di ristrutturazione di un appartamento o ad un aspirapolvere. Ma proprio con riferimento a questi ultimi, per evitare che gli stessi possano disturbare il riposo e le attività dei vicini di casa, è necessario osservare determinati orari di silenzio. Quali siano però questi orari, la legge non lo dice, né ne menziona l’esistenza. Per sapere quali sono gli orari in cui si può fare rumore bisogna allora rifarsi alle convenzioni sociali. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Qui di seguito spiegheremo quando un rumore è reato, chi chiamare in caso di rumori e soprattutto in quali orari è possibile fare rumore. Ma procediamo con ordine.

Rumori: è reato?

Il rumore non può mai superare la “normale tollerabilità”, salvo nel caso di attività di demolizione e ristrutturazione di appartamenti. 

La tollerabilità si determina non solo sulla base dell’intensità del rumore, ma anche in base all’orario in cui il rumore viene realizzato, al luogo (in una zona residenziale, caratterizzata da maggior silenzio, la soglia di tollerabilità si abbassa rispetto invece a un centro urbano, dove il rumore proveniente dalla strada copre gran parte degli altri suoni), alla persistenza dello stesso rumore (un conto è un piatto che cade a terra e si rompe, un altro è invece spostare i mobili ogni giorno da un lato all’altro dell’appartamento).

Proprio per evitare abusi e arbitrarie interpretazioni della legge, le aule dei tribunali si sono dati un criterio empirico per stabilire quando un rumore è illegale ossia intollerabile: si considera tale quello che supera 2 decibel il rumore proveniente dall’esterno. Cosicché tanto più c’è silenzio attorno all’immobile, tanto più bassi devono essere i rumori dei vicini.

Il fatto però che il rumore superi la soglia dei 2 decibel non significa necessariamente che costituisca reato. Il rumore diventa reato solo quando lo stesso arrivi potenzialmente all’orecchio di molte persone (ad esempio tutti i condomini del condominio o gli abitanti del quartiere), a prescindere poi da quanti se ne lamentano. In questo caso, si può sporgere denuncia per disturbo alla quiete pubblica. Non è necessaria una raccolta di firme: basta una singola segnalazione. Peraltro, la polizia deve intervenire anche senza segnalazioni, se ha notizia dell’illecito, trattandosi di un reato procedibile d’ufficio. 

Quindi, è molto più facile, nelle zone urbane dense di popolazione, che un rumore integri il reato.

Viceversa, un rumore che viene ascoltato solo da poche famiglie (o perché è poco intenso, o perché la zona è scarsamente abitata) non costituisce reato. Ma non perciò resta impunito. Infatti, se il rumore è comunque intollerabile, la vittima può citare il responsabile innanzi al giudice civile per ottenere una condanna alla cessazione dei rumori e un risarcimento del danno (danno che andrà materialmente provato, non essendo presunto nel semplice fatto dell’attività rumorosa).

Rumori: che fare?

In caso di rumori che superano la normale tollerabilità e che quindi sono verosimilmente superiori di 2 decibel rispetto l’ambiente circostante, è possibile: 

  • presentare una denuncia alla polizia o ai carabinieri se il rumore viene avvertito da numerose persone. In alternativa, la denuncia può essere depositata presso la Procura della Repubblica;
  • chiamare un avvocato affinché avvii un giudizio civile per la cessazione della molestia se il rumore viene avvertito da poche famiglie (ad esempio, quelle più prossime all’immobile del responsabile).

Quali sono gli orari in cui non si può fare rumore?

Per chi vive in un edificio, stabilire quali sono gli orari in cui non si può far rumore passa da una previa verifica: quella del regolamento condominiale. Questo documento infatti può stabilire delle fasce orarie in cui osservare il silenzio. In tali frangenti, la soglia della “normale tollerabilità” si abbassa ulteriormente, sicché non saranno ammessi rumori di alcun tipo. 

La violazione del regolamento però non conduce necessariamente a una incriminazione per disturbo alla quiete pubblica se non ne sussistono i presupposti. Tutt’al più – laddove previsto dal regolamento – l’amministratore potrà stabilire delle sanzioni pecuniarie in capo al responsabile. In alternativa, si potrà ricorrere al giudice civile affinché intimi il rispetto del silenzio.

Se il regolamento di condominio non dispone nulla a riguardo, gli orari del rumore sono abitualmente quelli del lavoro, tenendo conto che alcune attività iniziano anche prima. Ad esempio, i lavori di ristrutturazione di un appartamento non potranno mai iniziare prima delle 8.30 e non dovranno protrarsi oltre le 19. Tuttavia, ben potrà essere possibile accendere la televisione, una lavatrice, una lavastoviglie o un’aspirapolvere ancor prima delle 8, tenendo conto ad esempio dell’esigenza di chi deve uscire per lavoro di badare prima alla casa.

Buon senso civico imporrebbe di rispettare anche una pausa di silenzio subito dopo pranzo, rispettando l’abitudine di molta gente di fare il riposino pomeridiano. Parliamo quindi della fascia che va dalle 13.30 alle 15.00.

Quindi sintetizzando, gli orari in cui non si può fare rumore sono i seguenti:

  • dalle 19:00 di sera alle 8:00 di mattina;
  • dalle 13.30 alle 15.00 del pomeriggio.

Anche se non capita spesso, il Comune potrebbe disporre una propria normativa, che avrebbe valore solo in ambito locale, in cui indica gli orari di silenzio da rispettare nelle abitazioni e nei locali commerciali.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

12 Commenti

  1. Durante questo periodo di pandemia, le mura sembravano talmente sottili che riuscivamo a sentire ogni minimo rumore nel cuore della notte: dalla tosse in bagno del vicino alla caduta di un piatto fino allo spostamento di un mobile. Stare a casa è stato intollerabile e lo sta diventando sempre di più per la nostra salute mentale e anche il minimo rumore ci dà fastidio ormai

  2. La vicina attacca la lavatrice di notte perché si risparmia e intanto io che l’indomani mi devo svegliare presto per andare a lavoro devo trascorrere la notte insonne perché poi la vicina deve stendere i panni e deve risparmiare qualche euro…Ma vi pare giusto? Ma ci sono altri orari in cui può attivare la lavatrice e con educazione gliel’ho fatto presente ma lei fa orecchie da mercante. Quanto è scostumata certa gente!

  3. Ci sono persone che non hanno niente da fare durante il giorno e la notte ascoltano la tv ad alto volume, si asciugano i capelli con il phon rumoroso, si mettono a spostare mobili perché devono cambiare disposizione per via dell’arrivo di nuove poltrone. Ma tutto questo non possono farlo in orari consoni senza disturbare i vicini? Se questi hanno problemi ad addormentarsi saranno anche fatti loro ma mica possono disturbare il sonno ed il riposo altrui…

  4. Allora, i ritmi di sonno veglia sono sicuramente cambiati in questo periodo a causa del covid, dello smart working, della scuola a distanza e di tante altre problematiche. E questo lo capisco. Siamo tutti esseri umani e ci sta un po’ di esaurimento nervoso in alcuni giorni. Sono comprensivo, ci mancherebbe. Però ogni maledetta mattina non si può fare un baccano che si sente fino all’altra parte della penisola perché bisogna avere contezza dei rumori, dello squillo della propria voce e dei decibel consentiti per evitare di arrecare disturbo e fastidio alle persone. Ecco perché ho sollevato il problema durante l’assemblea condominiale e fortunatamente ho trovato l’appoggio ed il sostegno di altri condomini affinché si potesse trovare una soluzione. Ora, la situazione è migliorata però ogni tanto gli scatti di nervosismo non mancano

  5. In condominio abbiamo un vicino davvero fastidioso che non ne vuole sapere di porre fine ai rumori quotidiani. Abbiamo più volte rimarcato il problema, ma lui ci prende per fessi dicendo che smetterà ma dopo un primo momento di quiete poi siamo punto e a capo. Come possiamo dimostrare i rumori davanti a un giudice? A chi dobbiamo rivolgerci? Aspetto un vostro riscontro grazie come sempre

    1. L’unico modo per registrare i rumori del vicino è affidarsi ad un consulente tecnico d’ufficio (meglio noto come Ctu) nominato dal giudice nel corso della causa che avrai intrapreso contro il tuo vicino. Pur trattandosi di un soggetto privato, il ctu è un pubblico ufficiale e, pertanto, le sue dichiarazioni acquisiscono valore di “piena prova”.

      1. Buonasera, ma per quanto riguarda i rumori scaturiti da lavori di ristrutturazione effettuati nei giorni “rossi” da calendario, cosa dice la legge?
        E’ possibile farli?
        Grazie per la risposta

  6. Durante questo periodo di pandemia, le mura sembravano talmente sottili che riuscivamo a sentire ogni minimo rumore nel cuore della notte :E purtroppo tutto il giorno. dalla tosse in bagno del vicino alla caduta di un piatto fino allo spostamento di un mobile. Stare a casa è stato intollerabile e lo sta diventando sempre di più per la nostra salute mentale e anche il minimo rumore ci dà fastidio ormai. E non solo durante la pandemia ma sempre!

  7. Lottando contro la maleducazione e l’ineducazione da oltre sessant’anni SOTTOSCRIVO a caratteri cubitali quanto eccepito dagli amici che hanno commentato. Ai “terroristi condominiali” voglio solo dire: feltrini sotto sedie e mobili se li spostate più di una volta al secolo, i bambini di 4-5-6 anni, all’una di notte, NON possono fare i kamikaze nell’appartamento, INSEGNATEGLIELOOOOO… I concerti di chitarra, i canti a squarciagola andate a farveli nel bosco (se i cinghiali ve lo permetteranno)… In condominio si usano pantofole silenziose e NON zoccoli o scarpe rumorose… ALLE VITTIME: armatevi di una solida mazza da baseball se i rumoristi NON vogliono sentire ragione… Uomo avvisato…

  8. … Dimenticavo: aggiungiamo a quanto ho scritto i maleodoranti profumi di pessima cucina (che invadono anche le scale) con tanto di affumicamento, ai livelli della nebbia tardo-autunnale in Padania, provocato dal barbecue sul balcone!!!… Provare per credereeeee… S’i fossi foco….

  9. Tutti dobbiamo combattere prima o poi con un vicino scostumato e rumoroso. Ecco, vorrei capire se non si arriva alla commissione di un reato, allora che strumenti ha il povero vicino infastidito dai rumori per difendersi?

    1. Puoi avviare un normale giudizio (a tue spese) che può essere predisposto anche nelle forme di un ricorso d’urgenza al tribunale. Lo scopo è ottenere un’ordinanza del giudice con al responsabile viene ordinato di non molestare più i vicini (parliamo della cosiddetta inibitoria). In caso di violazione, i giudice può disporre una sorta di “multa” per ogni giorno in cui l’ordine non verrà rispettato. In più, puoi avviare una causa ordinaria per ottenere il risarcimento. Tuttavia, in tal caso, occorre provare il danno subito, la compromissione della qualità di vita (come l’impossibilità di dormire o di riposare).

Rispondi a Riccardo Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube