Diritto e Fisco | Articoli

Sequestro probatorio e preventivo: come funziona?

15 Maggio 2021 | Autore:
Sequestro probatorio e preventivo: come funziona?

In campo penale, sono previsti tre diversi istituti mediante i quali, per finalità differenti, viene imposto un vincolo di indisponibilità su determinati beni.

In generale, il sequestro è uno strumento giuridico, sia di diritto civile sia di diritto penale, che consiste nel sottrarre un bene, mobile o immobile, alla disponibilità del legittimo titolare. In particolare, per quanto riguarda l’ambito penale, il Codice di procedura disciplina due tipologie di sequestro: il sequestro probatorio e il sequestro preventivo. Come funzionano lo vedremo da qui a breve; tuttavia fin da ora è opportuno rilevare che la legge penale prevede anche un terzo di tipo di sequestro, quello conservativo, che è una misura cautelare reale, applicabile per qualsiasi genere di reato.

Questi tre tipi di sequestro differiscono tra di loro in relazione alle finalità. Infatti, quello probatorio tende alla ricerca della prova, il preventivo ha come scopo l’interruzione del compimento di un reato nel senso che cerca di impedire l’attività di un soggetto, imponendogli degli obblighi di fare e di non fare, mentre l’obiettivo del sequestro conservativo è di assicurare al procedimento alcuni beni affinché tramite gli stessi sia garantito il pagamento delle spese di giustizia o delle somme dovute al danneggiato.

In cosa consiste il sequestro probatorio

Il sequestro probatorio è uno dei mezzi di ricerca della prova, rientra cioè tra gli strumenti di appannaggio del pubblico ministero e della polizia giudiziaria finalizzati alla ricerca di elementi probatori [1]. È uno strumento atto ad assicurare una cosa mobile o immobile al procedimento per finalità probatorie mediante la sottrazione coattiva del bene e la creazione di un vincolo di indisponibilità sullo stesso. In tal modo, si conservano immutate le caratteristiche della cosa sottoposta a sequestro per assicurare l’accertamento dei fatti.

A norma del Codice di procedura penale, possono formare oggetto del sequestro probatorio [2]:

  • il corpo del reato, ovvero le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo (vedi la pistola con la quale è stato commesso un omicidio, i gioielli rubati durante un furto o il denaro proveniente da riciclaggio);
  • le cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti.

Chi e quando si procede al sequestro probatorio

Il sequestro probatorio viene disposto con decreto motivato da parte dell’autorità giudiziaria (A.G.) ovvero del pubblico ministero (P.M.), e allo stesso procede personalmente l’autorità giudiziaria o un ufficiale di polizia giudiziaria, all’uopo munito di apposita delega da parte dell’A.G. Copia del decreto che dispone il sequestro va consegnata all’interessato, se presente.

In alcuni casi, però, il sequestro probatorio può essere effettuato anche prima che venga emesso il decreto dell’A.G. come accade ad esempio quando la polizia nel perquisire una persona sospetta, la trova in possesso di una sostanza stupefacente. In questa ipotesi, gli agenti non possono aspettare che il pubblico ministero pronunci l’apposito decreto ma devono procedere immediatamente al sequestro della sostanza prima che il fermato possa sbarazzarsene o distruggerla.

Nell’espletamento delle indagini, quindi, può accadere che debbano essere compiute alcune attività urgenti al fine di non compromettere l’esito degli accertamenti investigativi. La legge prevede che gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria curano che le tracce o le cose pertinenti al reato siano conservate e che lo stato dei luoghi e delle cose non venga mutato prima dell’intervento del pubblico ministero.

Se, tuttavia, vi è pericolo che tali cose, tracce e luoghi siano alterate, essi compiono gli accertamenti e i rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose se il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente o non ha ancora assunto la direzione delle indagini.

Pertanto, procedono al sequestro del corpo del reato e delle cose allo stesso pertinenti [3].

Cosa succede successivamente al sequestro probatorio

Nel caso in cui abbia proceduto a sequestro, la polizia giudiziaria enuncia nel relativo verbale il motivo del provvedimento e ne consegna copia alla persona alla quale le cose sono state sequestrate. Il verbale è trasmesso senza ritardo e comunque non oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove il sequestro è stato effettuato [4].

Nelle successive quarantotto ore, il pubblico ministero deve procedere alla convalida del sequestro, con decreto motivato, se ne ricorrono i presupposti, altrimenti dispone che le cose sequestrate vengano restituite.

Contro il decreto di convalida del sequestro è possibile proporre richiesta di riesame, al tribunale del capoluogo di provincia nella quale ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento, entro dieci giorni dalla notifica del decreto, ovvero dalla diversa data in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’avvenuto sequestro.

I soggetti legittimati ad impugnare la convalida del sequestro sono la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione [5].

Dove si conservano le cose sequestrate

I beni sequestrati vengono conservati nella cancelleria o nella segreteria del tribunale competente. Qualora ciò non fosse possibile o opportuno, l’autorità giudiziaria dispone che la custodia avvenga in un luogo diverso, determinandone le modalità e nominando un custode.

Quando non è più necessario mantenere il sequestro probatorio, le cose sequestrate vengono restituite all’avente diritto, anche prima delle sentenza.

In cosa consiste il sequestro preventivo

Il sequestro preventivo ha come presupposti:

  1. il pericolo di ulteriori conseguenze del reato o di ulteriori reati;
  2. l’accertamento della sussistenza di elementi idonei a far ritenere concretamente configurabile la fattispecie di reato ipotizzata (il così detto fumus commissi delicti).

Il sequestro preventivo viene disposto dal giudice con decreto motivato, su richiesta del pubblico ministero, quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero possa agevolare la commissione di altri reati. Prima dell’inizio dell’azione penale il sequestro viene disposto dal giudice per le indagini preliminari [6].

Tuttavia, nel corso delle indagini preliminari, quando si determina una situazione di urgenza tale da non potere attendere il provvedimento del giudice, questo tipo di sequestro può essere disposto dal pubblico ministero con decreto motivato. Negli stessi casi d’urgenza, prima dell’intervento del pm, al sequestro preventivo possono procedere gli ufficiali di polizia giudiziaria, i quali nelle quarantotto ore successive, devono trasmettere il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito.

Il sequestro perde efficacia qualora entro le successive quarantotto ore il pm non ne richiede al giudice la convalida, ovvero qualora il giudice non provvede in merito, entro dieci giorni dalla richiesta di convalida stessa.

Su cosa può essere disposto il sequestro preventivo

Il sequestro preventivo può essere eseguito su:

  • beni mobili e crediti;
  • beni immobili o mobili registrati;
  • beni aziendali organizzati per l’esercizio di un’impresa;
  • azioni e quote sociali;
  • strumenti finanziari dematerializzati, ivi compresi i titoli del debito pubblico.

Il sequestro preventivo può essere disposto anche in relazione a beni che possono venire confiscati. Più precisamente il giudice è tenuto a disporlo su beni di cui è ammessa la confisca nel corso di procedimenti penali per reati contro la Pubblica Amministrazione (vedi nelle ipotesi di peculato, concussione, corruzione di atti giudiziari, ecc.).

Quando può essere revocato il sequestro preventivo

Il sequestro preventivo può essere revocato a richiesta del pm o dell’imputato quando venga accertata l’insussistenza delle condizioni di applicabilità dello stesso o se queste sono venute meno per fatti sopravvenuti.


note

[1] Artt. 253-265 cod. proc. pen.

[2] Art. 253 cod. proc. pen.

[3] Art. 354 cod. proc. pen.

[4] Art. 355 cod. proc. pen.

[5] Art. 324 cod. proc. pen.

[6] Art. 321 cod. proc. pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube