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Immobile pericolante: come tutelarsi?

6 Febbraio 2021
Immobile pericolante: come tutelarsi?

Sono proprietaria di un appartamento in un palazzo del 1899 che ha un cedimento strutturale; palazzo senza condominio e senza assicurazione. Vorrei accedere al bonus 110% per ovviare a tale problematiche ma, a parte un altro proprietario, gli altri si rifiutano perché le loro case non sono a norma.

Esiste, inoltre, un verbale dei vigili del fuoco e del comune che dispone di risolvere la problematica. Accederò ugualmente al bonus e provvederò ad effettuare la messa in sicurezza sismica ma limitatamente al mio appartamento. Come posso tutelare la mia persona? 

Il modo migliore per tutelare la Sua persona è quella di provare la Sua intenzione di collaborare per conservare l’immobile, oggetto di cedimento strutturale. L’invio della lettera è la soluzione più corretta.

Personalmente, rappresenterei ai proprietari che il mancato intervento può far sorgere responsabilità penale nei loro confronti, posto che l’art. 677 del codice penale stabilisce che il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 154 euro a 929 euro. Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a 309 euro.

Il concetto di rovina di edificio non comprende solo il crollo improvviso o lo sfascio dell’edificio o della costruzione nella loro totalità, ma anche il distacco di una parte non trascurabile di essi (Cassazione penale, sez. I, 18/09/2015, n. 43697).

Essendo questo reato di natura omissiva e carattere permanente, occorre necessariamente provare che Lei abbia fatto di tutto per stimolare gli altri proprietari nella realizzazione di opere finalizzate alla conservazione dell’immobile.

Infatti, ai fini della configurabilità dell’elemento soggettivo nel reato di omissione di lavori in edifici che minacciano rovina, è necessaria una volontà cosciente e libera, che è esclusa nel Suo caso dalla oggettiva impossibilità di esecuzione dei lavori non dipendente da colpa.

Pertanto, nel momento in cui Lei prova che tale omissione non sia derivata da Sua responsabilità, ma dalla mancata collaborazione degli altri proprietari, esime qualsiasi responsabilità in merito.

Per tali ragioni, il mio consiglio è quello di inviare una lettera a tutti gli interessati, anche tramite legale, rappresentando quanto appena detto e intimando loro una assemblea straordinaria, finalizzata a risolvere la questione, deliberando l’urgenza dei lavori di conservazione dell’immobile; per conoscenza, manderei la lettera, anche al comando provinciale dei vigili del fuoco di Cosenza.

In questo modo, quell’autorità avrebbe conoscenza legale della Sua condotta e, nella denegata ipotesi in cui dovesse accadere qualcosa di irreparabile, avrebbe la prova della Sua condotta collaborativa e del difetto dell’elemento soggettivo, costituente il reato sopra individuato, da individuare in capo agli altri proprietari che, nel mentre, non hanno collaborato.

La mancanza di un atto scritto, invece, aggraverebbe la Sua posizione, in quanto sarebbe difficile dimostrare che Lei si sia adoperata per risolvere la questione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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