Diritto e Fisco | Articoli

Cosa succede se finiscono le ferie?

17 Maggio 2021
Cosa succede se finiscono le ferie?

Al lavoratore deve essere garantita la possibilità di fruire di un periodo di ferie annuali pari ad almeno quattro settimane.

Hai avuto numerose esigenze di assentarti dal lavoro per i motivi più disparati. Perciò, hai consumato tutte le ferie a tua disposizione e non hai più nemmeno un giorno di assenza a disposizione. Ti chiedi come puoi gestire ulteriori esigenze di assenza.

Il lavoratore ha diritto a fruire delle ferie annuali, nella misura prevista dalla legge oppure, se maggiormente favorevole, dalla contrattazione collettiva. A volte, tuttavia, le ferie non bastano per gestire tutte le esigenze personali e familiari e il lavoratore consuma tutto il monte ferie residue. In questi casi, ci si chiede: «Cosa succede se finiscono le ferie?». Il lavoratore può godere dei permessi retribuiti, se il saldo è attivo, oppure può chiedere delle giornate di aspettativa. Ma andiamo per ordine.

Ferie retribuite: cosa sono?

La Costituzione [1] prevede che il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie annuali retribuite al quale non può rinunciare. Le ferie sono delle giornate di assenza dal lavoro durante le quali il lavoratore, pur non dovendo prestare la propria attività lavorativa a favore del datore di lavoro, ha comunque diritto a mantenere la normale retribuzione.

Le ferie servono a consentire al lavoratore di riposarsi e di recuperare le energie spese nel lavoro. Inoltre, durante la fruizione delle ferie, il dipendente può dedicarsi alla propria vita sociale e famigliare e ad attività extra-lavorative. Ne consegue che il diritto alle ferie è direttamente collegato alla tutela della salute, sia fisica che psichica, del prestatore di lavoro.

Ferie retribuite: quanti giorni spettano?

La legge [2] prevede che il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Si tratta di una soglia minima che, tuttavia, può essere innalzata sia dalla negoziazione individuale tra datore di lavoro e lavoratore (lettera di assunzione), sia dalla contrattazione collettiva, nazionale o aziendale.

Per quanto concerne le modalità di fruizione e di smaltimento delle ferie, la legge prevede che le ferie vanno godute, per almeno due settimane, nel corso dell’anno in cui maturano e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione. Le due settimane di ferie annue devono essere godute consecutivamente se il lavoratore lo richiede espressamente.

Ferie retribuite: come maturano?

Le ferie, al pari di altri istituti contrattuali del rapporto di lavoro (come le mensilità aggiuntive, i permessi retribuiti, etc.) maturano progressivamente, nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro. In particolare, il lavoratore matura ogni mese un rateo di ferie che può essere calcolato dividendo il numero di giorni spettanti in un anno diviso 12.

Ad esempio, se il Ccnl prevede il diritto a 26 giorni di ferie annue, il dipendente matura 2,166 giorni di ferie al mese. Va da sé che il lavoratore potrà fruire delle ferie solo quando il suo saldo è positivo e nei limiti dei giorni a disposizione.

Cosa succede se finiscono le ferie?

Può accadere che il dipendente, in un determinato periodo, ha una particolare esigenza di assentarsi dal lavoro e finisca le ferie residue a disposizione. In questo caso, il lavoratore può continuare ad assentarsi solo se ha a disposizione altri istituti contrattuali che giustificano l’assenza.

Per effettuare assenze generiche, non legate ad una specifica motivazione, il lavoratore potrà utilizzare i permessi retribuiti (rol ed ex festività) previsti dalla contrattazione collettiva, ove ne abbia disponibilità.

Il dipendente potrà sempre assentarsi se ha diritto a fruire delle varie tipologie di permesso retribuito previste dalla legge o dalla contrattazione collettiva.

Inoltre, in caso di malattia, che impedisce temporaneamente lo svolgimento della prestazione di lavoro, potrà assentarsi presentando la relativa certificazione medica al datore di lavoro.

Il lavoratore potrà prendere i permessi 104 se deve assistere un parente disabile grave e ha i requisiti previsti dalla legge per l’accesso a questo beneficio.

Se non vi sono istituti che possono essere invocati per legittimare l’assenza il dipendente potrà concordare con il datore di lavoro una temporanea sospensione del rapporto di lavoro durante la quale egli è esonerato dalla prestazione di lavoro e l’azienda dal pagamento della retribuzione.


note

[1] Art. 36 co. 3 Cost.

[2] Art. 10 D. Lgs. 66/2003.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube