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Quali diritti per i neopapà?

18 Maggio 2021
Quali diritti per i neopapà?

Nel corso del tempo, la legge ha esteso le forme di tutela della maternità anche ai neopadri.

Tra poche settimane, diventerai padre per la prima volta. Non vorresti far mancare a tua moglie ed al piccolo la tua presenza nei primi giorni di vita. Ti chiedi se hai diritto a dei permessi retribuiti dopo l’evento della nascita.

L’arrivo di un figlio all’interno di una famiglia determina la necessità di ripensare il rapporto tra vita lavorativa e vita familiare. Per questo, le leggi prevedono numerosi diritti a favore delle neo-mamme. Ma quali diritti per i neopapà? Progressivamente, anche ai neo-padri sono state estese delle forme di tutela in caso di nascita di un figlio, riconoscendo ad entrambe le figure genitoriali pari importanza nella crescita del figlio.

Diritti del neopapà: il congedo parentale

Il neopapà, ossia il lavoratore subordinato che diventa padre, può fruire, al pari della madre, del cosiddetto congedo parentale. Si tratta di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro durante il quale il papà percepisce un’indennità economica a parziale copertura della retribuzione persa a carico dell’Inps.

Hanno diritto al congedo parentale i genitori naturali, che siano lavoratori subordinati, entro i primi 12 anni di vita del bambino, Il congedo spetta per un periodo complessivo, a disposizione di entrambi i due genitori, non superiore a dieci mesi. I mesi vengono incrementati a 11 se il neopapà si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi. I genitori possono fruire del congedo anche contemporaneamente, purché non venga superato il periodo massimo a disposizione cumulativamente. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il diritto al congedo viene meno a partire dalla data di interruzione del lavoro.

Il congedo parentale spetta anche in caso di adozione o affidamento del minore. In questo caso, il limite massimo anagrafico di 12 anni di vita del bambino non si applica e si prevede che il congedo possa essere fruito entro 12 anni dalla data di ingresso del minore adottato o affidato nella famiglia.

Congedo parentale: quanto spetta?

Il neopapà, durante le ore o le giornate di fruizione del congedo parentale, ha diritto a ricevere dall’Inps un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata sulla base della retribuzione percepita il mese precedente all’inizio del periodo di congedo, entro i primi sei anni di età del bambino oppure entro i primi 6 anni dalla data di ingresso del minore in famiglia e per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di sei mesi.

Tra i sei e gli otto anni di vita del minore (o dall’ingresso in famiglia) l’indennità economica spetta solo se il reddito individuale del genitore che ne fa richiesta è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione.

Oltre gli otto anni di vita del bimbo (o di ingresso in famiglia), non spetta più alcuna indennità ma solo il diritto ad assentarsi dal posto di lavoro.

Diritti del neopapà: il congedo papà

La riforma Fornero [1] ha istituito il congedo papà che si compone di:

  • un congedo obbligatorio;
  • un congedo facoltativo, che può essere fruito solo in alternativa al congedo di maternità della madre.

Il congedo papà può essere fruito dal padre lavoratore dipendente, anche se adottivo e affidatario, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio.

In particolare, nel 2020, la legge ha previsto [2] sette giorni di congedo obbligatorio e 1 giorno di congedo facoltativo. Per il 2021, il congedo obbligatorio è stato esteso a ben dieci giorni.

Il congedo obbligatorio può essere fruito dal padre entro il quinto mese di vita del bambino mentre il congedo facoltativo è invece condizionato alla decisione della madre lavoratrice di rinunciare ad un giorno di congedo maternità, anticipando dunque il termine finale del congedo di maternità.

Congedo papà: quanto spetta?

Il padre lavoratore dipendente ha diritto a ricevere, durante i giorni di fruizione del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo, un’indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione.

Generalmente, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro direttamente in busta paga e, successivamente, recuperata attraverso il conguaglio con i contributi dovuti all’Inps. In questi casi, la domanda di fruizione del congedo papà deve essere indirizzata al datore di lavoro.

Solo in caso di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps, la relativa domanda deve essere presentata all’Istituto.


note

[1] Art. 4, co. 24, lett. a), L. n. 92 del 28.06.2012.

[2] Art. 1, co. 342, L. n. 160 del 27.12.2019.


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