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Congedo di paternità al posto della maternità: quando e come?

17 Maggio 2021
Congedo di paternità al posto della maternità: quando e come?

La legge, nel 2012, ha introdotto uno specifico congedo a tutela della paternità.

Sei un lavoratore dipendente e stai per diventare padre. Si tratta di un evento importantissimo per la tua vita e vuoi garantire al nascituro la tua presenza nei primi giorni di vita. Vuoi sapere se esistono delle specifiche tipologie di congedo che ti consentono di assentarti dal lavoro dopo la nascita di tuo figlio.

Diventare genitori è una grande gioia ma anche una grande responsabilità. Quando arriva un figlio non ci si può più concentrare solo su sé stessi e sul proprio lavoro ma occorre dedicarsi alla funzione genitoriale. Per questo, nel nostro ordinamento, sono previsti degli strumenti che tendono a favorire la possibilità dei neo-genitori di assentarsi dal lavoro e dedicarsi alla cura della prole.

In questo ambito, si inserisce il congedo papà che si distingue in congedo obbligatorio e facoltativo. Quest’ultimo, in particolare, è una forma di congedo di paternità al posto della maternità: ma quando e come si può utilizzare? La disciplina del congedo papà è stata soggetta ad alcune modifiche nel corso degli anni ma resta sempre fermo il limite entro cui le giornate di assenza devono essere fruite dal dipendente.

Congedo papà: cos’è?

Il congedo papà è uno strumento di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro introdotto, per la prima volta, dalla riforma Fornero nel 2012 [1]. In particolare, il congedo papà si compone di due distinti congedi:

  1. congedo obbligatorio di paternità;
  2. congedo facoltativo di paternità.

Il congedo obbligatorio deve essere fruito obbligatoriamente dal lavoratore e non è, dunque, rimesso ad una sua scelta discrezionale.

Il congedo facoltativo, invece, è alternativo al congedo di maternità della madre. Ne consegue che il neopapà può fruire del congedo facoltativo solo se la madre decide di rinunciare ad una giornata di congedo di maternità, rientrando dunque prima al lavoro.

Congedo papà: entro quando deve essere fruito?

Entrambe le sottocategorie di cui si compone il congedo papà devono essere fruite dal lavoratore che ne abbia diritto entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio. In caso di affidamento o adozione, il neopapà adottivo o affidatario deve fruire del congedo papà entro e non oltre il quinto mese dall’ingresso del minore nella famiglia adottiva/affidataria.

Congedo papà: quanti giorni spettano?

La durata del congedo papà, ossia il numero dei giorni di assenza spettanti al dipendente, è stata oggetto, nel corso degli anni, di oscillazioni poiché, ogni anno, il Parlamento ha finanziato questa misura con una apposita disposizione della Legge di Bilancio. Ne consegue che questo istituto sconta una endemica instabilità e, di anno in anno, viene stabilita la durata del congedo.

Per quanto concerne l’anno 2021, la Legge di Bilancio per l’anno 2021 [2] ha esteso la durata del congedo obbligatorio a dieci giorni mentre la durata del congedo facoltativo resta fissa ad un giorno che, come detto, può essere goduto solo in alternativa al congedo di maternità della madre.

Congedo papà: quanto spetta?

Durante la fruizione del congedo papà il padre lavoratore ha diritto a ricevere dall’Inps una indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione. La fruizione del congedo, dunque, non determina alcuna penalizzazione economica per il neopapà.

L’emolumento viene, generalmente, anticipato dal datore di lavoro alle normali scadenze dei periodi di paga, in busta paga e successivamente portato a conguaglio con gli oneri contributivi da erogare all’Inps. Solo in determinati casi specifici si prevede l’erogazione dell’indennità per congedo papà direttamente dall’Inps al dipendente.

Congedo papà: come fare domanda?

Al fine di consentire al datore di lavoro una corretta organizzazione e programmazione del personale, si prevede che il neopapà debba comunicare all’azienda le date in cui ha intenzione di fruire del congedo papà con un preavviso di almeno 15 giorni.

Se il congedo viene richiesto in concomitanza con l’evento nascita, il preavviso di 15 giorni deve essere calcolato con riferimento alla data presunta del parto.

Se l’indennità viene erogata dal datore di lavoro, salvo conguaglio, la domanda di fruizione del congedo papà deve essere indirizzata direttamente all’azienda.

Quando, invece, l’Inps eroga direttamente l’emolumento al lavoratore la domanda deve essere presentata all’Inps in una delle seguenti modalità:

  1. online, direttamente nel sito Inps, accedendo con il proprio Spid o Pin dispositivo Inps;
  2. contattando telefonicamente il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  3. tramite l’intermediazione degli enti di patronato.

note

[1] Art. 4, co. 24, lett. a), L. n. 92 del 28.06.2012.

[2] Art. 1, co. 363, L. 178/2020.


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