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Che cos’è la maggioranza Ursula

28 Gennaio 2021
Che cos’è la maggioranza Ursula

L’espressione è stata coniata da Romano Prodi e faceva riferimento alla lunga trattativa per formare il Conte-bis. Ora, ritorna in una versione rinnovata.

In principio fu il voto a Strasburgo, nel 2019, per eleggere la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen. Pd e Movimento 5 Stelle – insieme ai Popolari europei – erano compatti dalla stessa parte. Scenario inedito che, pure, è diventata la premessa per il Conte bis.

L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi alludeva proprio a questo quando parlò per la prima volta di «maggioranza Ursula»: un patto di legislatura di stampo europeista tra Pd e 5 Stelle, com’era stato ai tempi del voto congiunto per Ursula Von Der Leyen, per far uscire il Paese dalle secche della rottura con la Lega e della crisi del Papeete.

Inizialmente impensabile per le reciproche diffidenze, la maggioranza Ursula è poi diventata la chiave di volta del Conte bis. È possibile una maggioranza Ursula per il Conte ter? In questo caso, significherebbe aggiungere all’asse portante Pd – 5 Stelle – Liberi e Uguali un’altra forza che condivida lo spirito europeista dei tre partiti, quindi Forza Italia, attualmente centrale per gli equilibri di un ipotetico nuovo Governo con a capo ancora Giuseppe Conte.

Certamente, né la LegaFratelli d’Italia potrebbero fare da puntello, dal momento che invocano le elezioni fin dalla prima ora e non condividono alcunché con l’attuale maggioranza.

Il centrodestra moderato trova, invece, nell’europeismo almeno un punto di contatto con i partiti del Conte Bis e del potenziale Conte ter.

Una versione rinnovata della maggioranza Ursula potrebbe contemplare anche il sostegno di forze come +Europa, Cambiamo Idea e Udc. Lo scenario, in teoria, sarebbe coerente e praticabile. In un primo momento, Forza Italia non si era detta disposta a trattare.

Ieri sera, però, la novità: la mossa del senatore azzurro Luigi Vitali che, prima aveva aderito al gruppo filo governativo degli Europeisti-Maie a palazzo Madama, poi ha deciso di fare marcia indietro, tornando all’opposizione, con Fi.

«D’impulso – ha spiegato Vitali stamattina, intervistato dalla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora – ho detto a Conte che lo avrei aiutato ma subito dopo l’incontro con lui, mentre stavo tornando a casa, mi ha chiamato Silvio Berlusconi e mi ha detto che non poteva credere a quello che avevo fatto. Io gli ho spiegato che avevo detto sì a Conte perché sono contro le elezioni anticipate e Berlusconi mi ha ricordato che anche lui è contro il voto anticipato e che, pur avendo dato la disponibilità di Fi a collaborare su alcuni temi prioritari per l’azione del governo, Conte non gli aveva nemmeno risposto».

Poco dopo gli avrebbe telefonato anche Matteo Salvini per dirgli che anche lui è contro le elezioni anticipate. «Cosa mi ha convinto a tornare indietro? La mia storia e le garanzie che mi hanno dato sulle elezioni anticipate». In sostanza? Chissà.



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