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Superbonus 110%: i documenti richiesti

28 Gennaio 2021 | Autore:
Superbonus 110%: i documenti richiesti

Dalla certificazione che dimostra il salto di classe energetica alle asseverazioni: cosa sono, chi le fa, cosa bisogna conservare.

Chi sta per mettersi «in ballo» con una ristrutturazione edilizia agevolata ha sempre paura di scontrarsi con uno dei peggiori nemici dei cittadini: la burocrazia. La pratica per accedere al superbonus 110% non è da meno: tra certificazioni e asseverazioni, meglio preparare un raccoglitore capiente; ce ne sarà bisogno.

Importante anche sapere chi deve occuparsi di queste carte, chi le deve controllare e firmare e dove devono essere inviate. Infine, occorre prestare attenzione a che cosa bisogna conservare e per quanto tempo.

Diamo le risposte pratiche e sintetiche in questa piccola guida ai documenti richiesti per il superbonus 110%.

Superbonus: come si dimostra il passaggio di classe energetica?

Tutti gli edifici sono dotati dell’Attestazione di prestazione energetica, la cosiddetta Ape. Sarà questa certificazione a dimostrare se, come richiesto per accedere al superbonus, c’è stato tra l’inizio e la fine dei lavori il salto di due classi energetiche (o il raggiungimento di quella più alta dove non è possibile il doppio passaggio). Occorrerà, ovviamente, farne una prima dell’avvio degli interventi ed un’altra a lavori conclusi, in modo da dimostrare il risultato ottenuto.

La certificazione va fatta da un tecnico iscritto ad un ordine o ad un collegio professionale ed abilitato alla progettazione di edifici e di impianti funzionali agli immobili. Se la certificazione comporta delle competenze diverse, potrebbe essere richiesto l’intervento di più tecnici.

All’Ape occorre allegare la cosiddetta «Dichiarazione di indipendenza» che attesta l’assenza di conflitto di interessi del certificatore nella progettazione e nella realizzazione dell’edificio interessato o nei confronti dei fornitori dei materiali. Non deve avere nemmeno alcun grado di parentela fino al quarto grado con il committente.

Superbonus: cosa sono le asseverazioni?

Altro tipo di documenti richiesto per accedere al superbonus 110% è l’asseverazione. È il documento con cui un professionista abilitato dimostra che gli interventi eseguiti sono conformi ai requisiti tecnici previsti e che le spese sostenute rispettano il criterio di congruità stabilito dalla legge.

Il professionista deve consegnare l’asseverazione per via telematica all’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dal raggiungimento di uno degli stati di avanzamento dei lavori o dalla fine degli interventi. L’Enea farà le sue verifiche su almeno il 5% dei documenti presentati. Almeno il 10% di questi devono essere ulteriormente verificati.

Le spese per le asseverazioni rientrano nel superbonus.

Superbonus: il tecnico deve essere assicurato?

Il tecnico che firma le asseverazioni deve avere una polizza assicurativa che preveda una copertura minima di 500mila euro per tutelarlo da eventuali errori.

Se la dichiarazione presentata all’Enea è infedele, si rischia una sanzione da 2.000 a 15.000 euro per ogni asseverazione non corretta. Ma si può arrivare anche al penale se le irregolarità sono più gravi. Nel caso in cui questo tipo di situazioni comportino la perdita del superbonus, il contribuente ha diritto a chiedere il risarcimento al tecnico, che poi dovrà vedersela con il suo ordine o collegio professionale.

Superbonus: quali documenti bisogna tenere?

Bisognerebbe dire che, in questi casi, non si butta via mai niente, ma non bisogna nemmeno tenere della carta inutile.

I documenti che, sicuramente, bisogna conservare sono:

  • le fatture e le ricevute che dimostrano le spese sostenute;
  • le ricevute dei bonifici fatti per pagare tali spese;
  • dichiarazione di consenso del proprietario ad effettuare i lavori se gli interventi vengono fatti da chi detiene l’immobile in affitto, in comodato o in leasing oppure da chi ha firmato l’impegno per l’acquisto senza avere ancora sottoscritto il rogito;
  • copia della delibera dell’assemblea di condominio;
  • tabella millesimale della ripartizione delle spese relative ai lavori eseguiti sulle parti comuni del condominio o, in alternativa, la relativa certificazione dell’amministratore;
  • copia dell’asseverazione trasmessa all’Enea.


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