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Malattia: cosa prevede il Ccnl dei metalmeccanici?

16 Maggio 2021
Malattia: cosa prevede il Ccnl dei metalmeccanici?

Il Ccnl Metalmeccanici disciplina la malattia del dipendente sia sotto il profilo degli obblighi del lavoratore che con riferimento alla tutela economica.

Sei stato assunto da poco da un’azienda che opera nel settore metalmeccanico. Al tuo rapporto di lavoro si applica il contratto collettivo di settore. Vuoi sapere quali sono le regole previste dalla contrattazione collettiva in caso di assenza per malattia.

Il Ccnl Metalmeccanico, al pari degli altri contratti collettivi di settore, disciplina in modo dettagliato la malattia del dipendente con riferimento ai vari aspetti giuridici connessi allo stato morboso del lavoratore.

Durante la malattia, infatti, il lavoratore ha sia diritti che doveri. Ma cosa prevede il Ccnl dei metalmeccanici? In linea generale, la disciplina presente in questo contratto esprime un elevato grado di protezione per il lavoratore in malattia. Vediamo perché.

Malattia del dipendente: cos’è?

Prima di esaminare la disciplina della malattia nel Ccnl dei metalmeccanici occorre chiarire che la malattia del lavoratore è un’alterazione dello stato di salute che non permette, temporaneamente, al dipendente di svolgere la prestazione di lavoro.

La malattia determina sia diritti che doveri per il lavoratore.

Il lavoratore ha, infatti, dei precisi doveri di informazione e di comunicazione da rispettare. Oltre ai doveri, tuttavia, il lavoratore ha anche dei diritti e, in particolare, il diritto a conservare il posto di lavoro per il periodo indicato dal Ccnl e la tutela economica.

Proprio per questo, è molto importante verificare la disciplina della malattia del Ccnl di settore, cui sono demandati importanti aspetti regolatori in questa materia.

Ccnl dei metalmeccanici: gli obblighi di comunicazione del lavoratore in malattia

Il Ccnl dei metalmeccanici contiene un’articolata disciplina della malattia e fissa, innanzitutto, i doveri del dipendente che si assenta a causa del suo stato morboso.

In particolare, si prevede che, in caso di assenza per malattia, il lavoratore deve avvertire l’azienda entro il primo giorno d’assenza (fine turno) comunicando il domicilio presso cui si trova se diverso da quello noto all’azienda e inviare entro il secondo giorno dall’inizio dell’assenza il protocollo del certificato medico. Allo stesso modo, se il lavoratore continua ad essere malato alla fine della prognosi, la prosecuzione dell’assenza dal lavoro deve essere comunicata all’azienda con le medesime modalità viste sopra. Se il lavoratore omette di inviare le predette comunicazioni, fatta eccezione per il caso di giustificato impedimento, l’assenza verrà considerata ingiustificata.

Il lavoratore, inoltre, ha l’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità durante le quali può ricevere le visite fiscali Inps che l’azienda ha il potere di richiedere [1].

Ccnl dei metalmeccanici: il periodo di comporto

La legge [2] prevede che, in caso di assenza per malattia, il lavoratore non può essere licenziato per un periodo di tempo massimo stabilito dal Ccnl di riferimento (periodo di comporto). Se l’assenza per malattia si protrae oltre tale periodo di tempo, non è più garantita la conservazione del posto e il datore di lavoro può licenziare il dipendente per superamento del periodo di comporto.

Il Ccnl dei Metalmeccanici prevede una disciplina molto articolata del comporto, che viene distinto in comporto breve e comporto prolungato a seconda della patologia che colpisce il dipendente.

In particolare, il comporto breve, è pari a:

  • 183 giorni di calendario per anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti;
  • 274 giorni di calendario per anzianità di servizio oltre i 3 anni e fino ai 6 anni compiuti;
  • 365 giorni di calendario per anzianità di servizio oltre i 6 anni.

Nei seguenti casi, invece, il lavoratore ha diritto al periodo di comporto prolungato:

  • evento morboso continuativo con assenza ininterrotta o interrotta da un’unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a 61 giorni di calendario;
  • quando si siano verificate almeno due malattie comportanti, ciascuna, un’assenza continuativa pari o superiore a 91 giorni di calendario;
  • quando alla scadenza del periodo di comporto breve sia in corso una malattia, compresa la prognosi prevista nell’ultimo certificato medico, pari o superiore a 91 giorni di calendario.

Il comporto prolungato è pari a:

  • per anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti: 274 giorni di calendario;
  • per anzianità di servizio oltre 3 anni e fino ai 6 compiuti: 411 giorni di calendario;
  • per anzianità di servizio oltre i 6 anni: 548 giorni di calendario.

La regolamentazione contrattuale mira, evidentemente, ad offrire una maggiore tutela ai dipendenti che si assentano a fronte di patologie realmente gravi.

Il comporto previsto dal Ccnl dei Metalmeccanici è per sommatoria: si prevede, infatti, che i predetti periodi di conservazione del posto e le causali di prolungamento si intendono riferiti alle assenze complessivamente verificatesi nei tre anni precedenti ogni nuovo ultimo episodio morboso. Questa disposizione scoraggia, evidentemente, gli assenteisti cronici e coloro che sono soliti fare piccole ma frequenti assenze per malattia.


note

[1] Art. 5 L. n. 300 del 20.05.1970.

[2] Art. 2110 cod. civ.


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