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Tari: come si calcola la prescrizione?

6 Febbraio 2021
Tari: come si calcola la prescrizione?

Buonasera, ho ricevuto una multa per mancato pagamento della Tari per la seconda casa. A me risulta che tale multa non possa risalire a più di 5 anni indietro. La lettera  datata 6 Novembre 2020 (ricevuta 4 gennaio 2021) richiede invece il pagamento per gli anni 2014/2015/2016/2017/2018/2019 senza includere nemmeno l anno 2020. Credo che sia giusto contestarla e pagare invece dal 2016 al 2020. Che dite?

Come da Lei correttamente rilevato, il tributo in questione si prescrive in cinque anni.

Nel caso della Tari, infatti, è applicabile l’art. 2948 comma 1 n. 4 del codice civile, secondo cui si prescrivono in cinque anni: … 4) gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”, ne discende l’assoluta illegittimità della pretesa creditoria in oggetto che è da considerarsi, pertanto, incontestabilmente estinta.

Tale ragionamento è, peraltro, confermato dalla Suprema Corte, la quale ha ribadito che i tributi locali di cui è causa (tasse per lo smaltimento rifiuti, per l’occupazione di suolo pubblico, per concessione di passo carrabile, contributi di bonifica) sono elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico caratterizzato da una richiesta debitoria di tipo continuativo suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione alla quale l’utente è tenuto ad una erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi sul piano temporale della prestazione erogata dall’ente impositore o del beneficio dallo stesso concesso; pertanto al relativo credito si applica la prescrizione breve quinquennale di cui all’art. 2948, n. 4 c.c.”(Cassazione civile, sez. trib., 23/02/2010,  n. 4283).

Si richiamano in proposito anche due recenti pronunce di Codesta Commissione Tributaria Provinciale secondo le quali la Tariffa di Igiene Ambientale (T.I.A.) è un tributo che ha la stessa natura della Tassa sullo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (T.A.R.S.U.), sicché vale lo stesso termine breve prescrizionale di 5 anni (cfr. Comm. Trib. Prov. ME sent. n. 2015/2019; Comm. Trib. Prov. ME sent. n. 752/4/2019).

Con riguardo alla decorrenza del termine, esso ha quale riferimento l’anno d’imposizione poiché i tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui sono dovuti.

Il calcolo viene fatto a far data dal primo giorno dell’anno successivo a quello di riferimento: così facendo l’esempio che ci interessa, i tributi per l’anno 2016 si prescriveranno il 31 dicembre 2021, in quanto il termine prescrizionale decorrerà dal 1° gennaio 2017.

Nel Suo caso, mancando qualsivoglia evento interruttivo (così desumo dalla consulenza), gli anni 2014 e 2015 non andranno pagati, mentre andranno pagati gli anni dal 2016 al 2020.

Unica cosa a cui occorre fare attenzione è la ricezione di eventuali atti interruttivi della prescrizione, che può essere stata realizzata con raccomandata, il cui effetto decorre a partire dalla data di ricezione e non da quella di spedizione (Cass. 27 giugno 2008 n. 17644).

Molto importante, sul punto, un’altra, e recente, sentenza della Cassazione, secondo la quale “in tema di sanzioni amministrative, la consegna dell’ordinanza -ingiunzione al servizio postale per la notifica non è idonea ad interrompere il decorso del termine di prescrizione quinquennale del diritto alla riscossione previsto dall’art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689, dovendosi ritenere che il principio generale – affermato dalla sentenza n. 477 del 2002 della Corte Costituzionale – secondo cui, quale che sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario, non si estende all’ipotesi di estinzione del diritto per prescrizione, in quanto, perché l’atto produca l’effetto interruttivo del termine, è necessario che lo stesso sia giunto alla conoscenza (legale, non necessariamente effettiva) del destinatario” (Cass. n. 19143/2017).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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4 Commenti

  1. Buonasera, in relazione all’articolo sopra vorrei chiedere se nel caso specifico, per quel che riguarda la prescrizione del tributo TARI non si debbano aggiungere termini di sospensione straordinari dovuti all’emergenza Covid.
    Saluti

    1. Suggeriamo la lettura dei seguenti articoli: Nuove misure anti-Covid: quando arriveranno; Prescrizione fiscale più lunga per bloccare le cartelle; Stop prescrizione per Covid: la decisione della Consulta.

  2. Mi permetto di chiedereun info in merito ad un sollecito sulla tassa per i rifiuti. La scadenza in questione riguardava l anno 2013, ma la rac. con relativo avviso di liquidaIone mi e stato inviato 29.1.2015. . Intimandomi di saldare entro i 60 gg canonici. Nel tempo previsto (metà marzo 2015) ho chiesto la rateizzazione. Poi nel tempo ho rimosso il pensiero. Ora ad aprile/ maggio 2021 mi tornano a sollecitare il pagamento in formula piena. Posso titenere la tassa prescritta anche dal sollecito del 2015?. Grazie per la risposta.

    1. Se prima della scadenza del termine di prescrizione della Tari dovesse sopraggiungere un sollecito di pagamento, una cartella o un atto di diffida, la prescrizione si interrompe e la decorrenza ricomincia da capo, a partire dal giorno successivo, per altri cinque anni.

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