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Cosa fare per impedire che il credito si prescriva?

28 gennaio 2014


Cosa fare per impedire che il credito si prescriva?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 gennaio 2014



Prescrizioni ordinarie e presuntive: cosa sono, quali i termini e da quando decorrono.

 

La legge prevede che i diritti si estinguano qualora non vengano esercitati per un certo periodo di tempo che varia a seconda del tipo di diritto. Se, pertanto, il creditore vuole evitare che il proprio credito si estingua ha due possibilità:

1) rivolgersi a un avvocato perché notifichi al debitore l’atto con il quale si inizia il giudizio prima della scadenza del termine di prescrizione. Tale atto si chiama “atto di citazione” o, in materia di lavoro, “ricorso”. Se vi sono prove scritte si può procedere con un “ricorso per decreto ingiuntivo”, con tempi relativamente più brevi;

2) mandare lui stesso una lettera di diffida con cui si intima il pagamento al debitore.

Poiché in futuro potrebbe essere necessario dimostrare di aver spedito tale richiesta scritta di pagamento, si raccomanda sempre di inviarla tramite raccomandata A.R. o, quantomeno, di procurarsi una ricevuta dell’avvenuta consegna a mani della richiesta di pagamento.

È importante che nella lettera sia ben specificato il motivo per cui si vanta il diritto e l’importo di cui si chiede il pagamento.  Inoltre, deve essere ben specificata tanto la somma che si chiede in pagamento, quanto l’intimazione che si fa al debitore.

Ecco un esempio di lettera che si potrà spedire al debitore

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Spett. Ditta XXX

Via YYY

C.A.P., città

raccomandata A.R.

Io sottoscritto … (nome e cognome del creditore) con la presente chiedo che mi venga corrisposto il prezzo della merce consegnataLe in data … e specificata nelle fatture n. … e nei documenti di trasporto n. … , merce di valore complessivo di euro …

oppure

il compenso, ammontante a euro …, dovuto per la riparazione del frigorifero eseguita in suo favore in data …..

La presente viene inviata anche agli effetti interruttivi della prescrizione ai sensi e per gli effetti dell’art. 2943 del Codice Civile.

Firma del creditore

—————–

Dunque, quando si vanta un diritto in base a un contratto oppure si è subito un danno o quando il datore di lavoro non ha pagato gli stipendi ai dipendenti, non basta avere ragione in base alla legge. Per far valere il proprio diritto, bisogna anche esercitarlo nei limiti di tempo stabiliti dalla legge.

Trascorsi i predetti termini si dice che i diritti sono prescritti e quindi, non più azionabili in giudizio.

In che tempo si prescrivono i diritti?

Se la legge non prevede un diverso termine, il diritto si prescrive in 10 anni.

Si prescrivono in 20 anni i diritti di servitù su fondo altrui (ad esempio: servitù di passaggio su fondo altrui) e il diritto di usufrutto.

Si prescrive in 5 anni il diritto al risarcimento del danno che abbiamo subito a causa di un atto illecito altrui (per esempio, se si chiede il risarcimento per essere stati offesi pubblicamente oppure se qualcuno ha danneggiato un bene altrui).

 

Nel caso di incidente stradale (tra auto, moto e biciclette) bisogna distinguere:

– i danni materiali (cioè riportati dal veicolo e dalle cose in esso trasportate) si prescrivono in soli 2 anni;

– i danni alla persona, invece, si prescrivono nei termini di prescrizione previsti dal Codice Penale per il reato ravvisabile nel caso specifico. Ad esempio, se chi viene investito muore (omicidio colposo), il termine di prescrizione per i danni da lesioni è di 10 anni, se chi viene investito riporta lesioni personali più o meno gravi (lesioni personali colpose) il termine è di 5 anni.

Si prescrive in 5 anni il diritto del lavoratore ai compensi inerenti all’attività svolta (l’argomento merita però un approfondimento per il quale si rinvia all’articolo “Prescrizione dei diritti del lavoratore”).

Si prescrivono in 5 anni anche:

– i ratei di pensione;

– tutto ciò che si paga periodicamente ad anno o in termini più brevi;

– i canoni di locazione e altri corrispettivi legati alla locazione (come il rimborso pattuito delle spese condominiali).

Il decorso dei termini di cui si è parlato sinora comporta l’estinzione definitiva dei crediti.

Dai termini di cui si è detto sopra bisogna distinguere quelli di cui si dirà tra breve. Si tratta dei termini correlati con l’istituto della prescrizione presuntiva.

Decorsi i termini di cui si dirà tra poco, la legge presume che il credito sia stato già pagato. Ciò significa che nel caso in cui il debitore, citato in giudizio, non ammetta di essere inadempiente il creditore può soltanto invitare il debitore a riconoscere in sede di giuramento davanti al giudice l’esistenza del credito. Se il debitore è disonesto e giura di aver già pagato, il creditore perde la causa e non recupera il proprio credito.

I principali termini di prescrizione “presunta” sono i seguenti:

– si prescrive in 1 anno il credito dei commercianti per il prezzo di merci vendute a privati (non, quindi, ad altri commercianti) e il credito dei farmacisti per il prezzo dei medicinali;

– si prescrive in 3 anni il credito dei professionisti (avvocati, medici, commercialisti, notai, architetti ecc.).

note

Autore immagine: 123rf.com


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