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Cartelle Equitalia nulle se notificate col postino: i giudici sconfessano la Cassazione

28 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 gennaio 2014



Inesistente la cartella di pagamento notificata da Equitalia con raccomandata attraverso il servizio postale: la CTP di Campobasso smentisce la Cassazione e aumenta il numero di precedenti a favore del cittadino contribuente.

È una battaglia senza fine quella che si sta consumando tra i tribunali di merito e la Cassazione: i primi a favore del cittadino, la seconda, invece, pro Erario. La diatriba verte sempre sullo stesso importantissimo interrogativo, dal quale dipende la sorte di quasi la totalità delle cartelle esattoriali inviate da Equitalia: è valida o meno la notifica delle cartelle di pagamento quando effettuata – così come sempre avviene – attraverso il servizio postale (ossia con i classici bustoni bianchi inviati con raccomandata a.r.)?

Secondo, infatti, una fila sempre più consistente di giudici di primo e secondo grado, la notifica può essere effettuata solo dagli ufficiali della riscossione o dagli agenti della Polizia municipale o, infine, dai messi comunali. Di contrario avviso la Cassazione.

“La Legge per Tutti” sta seguendo questa vicenda sin da quando è esplosa nelle aule dei tribunali. Così vi abbiamo riportato le principali sentenze dei giudici che sposano la tesi a favore dei contribuenti. Li riportiamo ancora una volta:

Commissione Tributaria Provinciale di Foggia (leggi: “Inesistenti le notifiche per posta delle cartelle Equitalia: anche Foggia conferma l’orientamento”);

Tribunale di Torino (leggi: “Notifiche fatte direttamente da Equitalia: un’altra sentenza ne dichiara l’inesistenza”);

Commissione Tributaria Provinciale di Parma (leggi: “Cartelle Equitalia: tutte nulle le notifiche a mezzo posta dai dipendenti?);

Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza (leggi: “Equitalia e vizi di notifica: sempre più giudici annullano le cartelle esattoriali”);

Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso (leggi: “Notifiche di cartelle esattoriali: tutti i giudici sono contro Equitalia”);

Giudice di Pace di Genova (leggi: “Equitalia: inesistente la notifica per posta di cartelle esattoriali. Precedente favorevole al cittadino”);

Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (leggi: “Nulle tutte le cartelle di Equitalia per difetto di notifica”);

Tribunale di Galatina (prov. Lecce) (leggi: “Notifiche per posta fatte da Equitalia: nulle anche per il Tribunale di Lecce”);

Commissione Tributaria Provinciale di Roma (leggi: “Equitalia: nulle le notifiche per posta (raccomandata a.r.) anche per la CTP di Roma”).

Invece, lo scorso mese di novembre, la Cassazione aveva infranto ogni speranza di vedersi annullati i debiti con l’Agente della riscossione, sposando la tesi opposta: ossia, le cartelle restano comunque valide anche se portate a casa dal comunissimo postino.

A riguardo, rinviamo all’articolo “La notifica della cartella può avvenire con la raccomandata senza identificazione del ricevente”.

Ma la nuova sentenza che qui stiamo per riportarvi è, forse, la più importante di tutte perché, a differenza delle altre sopra indicate, giunge dopo la pronuncia della Cassazione e, quindi, formalmente, ne prende in modo esplicito le distanze. Si tratta della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso [1] (che, peraltro, già in passato si era espressa nello stesso senso).

I giudici tributari hanno dichiarato la nullità assoluta dell’atto impositivo che l’esattore aveva inviato per posta al contribuente: si trattava di una tipica cartella di pagamento notificata da Equitalia con il postino.

La Commissione Tributaria è favorevole alla tesi più estremista e intransigente: la notifica cartella non è nulla, bensì del tutto inesistente.  All’esattore è infatti consentito notificare gli atti di competenza unicamente utilizzando gli intermediari indicati dalla legge [2] (ossia ufficiali di riscossione, soggetti abilitati dal concessionario, messi comunali, agenti di polizia giudiziaria) oppure, oggi, anche a mezzo PEC [3].

In un passaggio delle motivazioni della sentenza, i Giudici di Campobasso ricordano che, in realtà, la Cassazione, pur affermando che la notifica della cartella di pagamento può realizzarsi con varie modalità e così tra l’altro anche senza ricorrere alla collaborazione di terzi (messi comunali, agenti della polizia municipale), ma direttamente ad opera del concessionario mediante invio di raccomandata con avviso ricevimento, non ha mai direttamente affrontato e risolto con una qualche motivazione, la questione della legittimazione dell’Agente di Riscossione a notificare direttamente con il mezzo della posta gli atti di sua competenza dopo l’entrata in vigore della riforma del 1999 [4] che ha rimescolato le carte nel mazzo [5].

note

[1] C.T.P. Campobasso, sent. n. 10 del 21.01.2014.

[2] Nel d.p.r. 633/1972.

[3] Ex comma 1 bis art.26 cit. (aggiunto dall’art.38/4 DL 78/2010).

[4] Il D.lgs. 46 del 1999 infatti ha eliminato dal d.p.r 633 del 1972, dopo le parole “mediante invio” l’inciso “da parte dell’esattore”.

[5] Ma non solo. In sentenza viene chiarito inoltre che le cause di inammissibilità di cui all’art.22 Dlgs.546 del 1992, tra le quali è prevista la difformità tra il ricorso depositato e quello consegnato o spedito, devono interpretarsi in senso restrittivo, riferendole unicamente agli elementi fondamentali e sostanziali del ricorso, ovvero ai casi in cui il rigore estremo che consegue alla inammissibilità trovi seria giustificazione. L’omessa riproduzione della procura al difensore nella copia del ricorso consegnata all’Agenzia delle Entrate, copia nella quale oltretutto il difensore attesta l’esistenza della procura nell’originale del ricorso, non concreta difformità tale da rendere inammissibile il ricorso poiché attiene ad elemento formale e non compromette il diritto di difesa della controparte.

 

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. A me è giunta qualche giorno fa una cartella che mi è stata notificata tramite postino. Ebbene, alla luce di quanto saputo cosa devo fare? Quali sono i vari passaggi affinchè la cartella de quo deve ritenersi nulla?

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