Cartelle e avvisi bonari: rinvii e meno sanzioni

29 Gennaio 2021 | Autore:
Cartelle e avvisi bonari: rinvii e meno sanzioni

Invio scaglionato di atti e cartelle in due anni, taglio degli interessi e delle penalità per chi ha avuto un calo di fatturato: le intenzioni di Gualtieri.

Fisco più generoso con i contribuenti che hanno un debito. Secondo quanto accennato nelle ultime ore dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, c’è da prevedere un taglio di interessi e sanzioni sugli avvisi bonari spediti a chi ha avuto un calo di fatturato importante (forse, addirittura, della metà) su base annuale. Mentre cartelle o avvisi di accertamento rimasti ancora nel cassetto dell’Agenzia delle Entrate potrebbero essere spediti sulla base di un piano di scaglionamento di due anni.

L’aspetto che preoccupa di più è l’invio di decine di milioni di cartelle rimaste sospese dal mese di marzo dell’anno scorso a causa dell’emergenza Covid. Non più tardi dell’altro ieri, era stata ventilata l’ipotesi di inserire nel decreto Milleproroghe un emendamento con cui prorogare al 1° marzo la ripresa dell’attività di riscossione: solo in quella data, cartelle e avvisi sarebbero stati spediti ai destinatari. In questo modo, il Governo avrebbe potuto collegare l’arrivo delle cartelle alla nuova rottamazione o ad altre agevolazioni per il pagamento dei debiti, in modo da non soffocare i contribuenti, già alle prese con le conseguenze della crisi.

Ora, Gualtieri si spiega meglio: «Stiamo lavorando a uno scaglionamento degli invii delle cartelle dell’Agenzia della Riscossione e degli atti dell’Agenzia delle Entrate che li diluiscano in un periodo di tempo più lungo per alleggerire la pressione sui contribuenti ed evitare affollamento degli uffici. Inoltre – aggiunge il ministro –, pensiamo a una riduzione degli importi di alcuni atti delle entrate per i soggetti che abbiano subito un calo del fatturato per effetto della pandemia».

Le misure che riguardano la riscossione potrebbero essere approvate nel Consiglio dei ministri previsto già per oggi, sempre che i tecnici del ministero dell’Economia portino a termine in tempo utile il loro lavoro. Confermato, invece, l’emendamento al Milleproroghe per quanto riguarda la proroga della sospensione delle cartelle, di cui si occuperà il Parlamento.

Al ministero si parla anche della necessità di «ragionare in termini di debito tributario complessivo, consentendo una gestione dello stesso, con una dilazione temporale adeguata, senza applicazione di sanzioni o interessi, che consenta a chi è in difficoltà di tornare sul mercato in condizioni migliori». Altra strada che si vuole seguire, infine, è quella di intervenire in maniera strutturale sulle cartelle allargandone la platea dei beneficiari senza il vincolo dei cali del fatturato e di affrontare il problema del magazzino dei ruoli.



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