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Congedi parentali degli insegnanti: no differenze tra precari e assunti a tempo indeterminato

28 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 gennaio 2014



Durante i congedi parentali i lavoratori hanno diritto ad un’indennità calcolata sulla base della retribuzione integrale, a prescindere dal tipo di contratto con il quale sono stati assunti.

 

Anche gli insegnanti precari hanno diritto alla retribuzione integrale durante i congedi parentali e il periodo di astensione obbligatoria: è illegittima la disparità di trattamento tra docenti assunti a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato.

È quanto chiarito da una recente ordinanza [1] con cui la Cassazione ha respinto il ricorso del Miur contro alcuni docenti scolastici.

In caso di congedi parentali e astensione obbligatoria dal lavoro, la parità di trattamento sul piano retributivo tra lavoratori a tempo indeterminato e determinato è stata già definitivamente raggiunta grazie ad espressa previsione contenuta nel contratto collettivo nazionale del comparto scuola 2002-2005 [2].

Il dubbio sulla parità di trattamento nasceva dal fatto che la legge [3] nulla dice al riguardo, limitandosi a disciplinare il trattamento economico e normativo dei congedi parentali. In particolare essa stabilisce che:

– durante il congedo di maternità le lavoratrici hanno diritto ad un’indennità giornaliera pari all’80 per cento della retribuzione per tutto il periodo del congedo [4];

– durante i periodi di congedo parentale il genitore che ne usufruisce ha diritto ad un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria [5].

Il contratto collettivo nazionale [6] stabilisce poi che, durante il periodo di astensione obbligatoria, alla lavoratrice o al lavoratore spetta l’intera retribuzione fissa mensile, nonché le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti che competono nei casi di malattia superiore a 15 giorni consecutivi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero.

Nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuiti per intero, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e le indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute [6].

Come si può notare le norme appena elencate si riferiscono in generale a “lavoratrici” e “lavoratori” senza specificare il tipo di contratto con il quale sono stati assunti. La contrattazione collettiva del comparto scuola ha sciolto definitivamente ogni dubbio prevedendo il diritto all’intera retribuzione anche per i lavoratori a tempo determinato.

note

[1] Cass. ord. n. 1835/2014.

[2] Art. 19 Ccnl comparto scuola 2002-2005.

[3] D. Lgs. 151/2001.

[4] Art. 22 D. Lgs. 151/2001.

[5] Artt. 32 e 34 D. Lgs. 151/2001.

[6] Art. 12 Ccnl comparto scuola.

Autore immagine: 123rf.com

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