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Bonus casa: come fare la cessione del credito

29 Gennaio 2021 | Autore:
Bonus casa: come fare la cessione del credito

Come funziona una delle opzioni alternative alla detrazione fiscale per fruire del superbonus 110% o delle altre agevolazioni. I documenti richiesti.

Chi deve fare dei lavori di ristrutturazione sfruttando i vari bonus casa ha diverse possibilità per recuperare tutto o parte delle spese: la classica detrazione fiscale riportata nella dichiarazione dei redditi, la cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura.

In particolare, la cessione del credito si sta trasformando sempre più in una sorta di «moneta fiscale», cioè una forma di pagamento alternativa che consente di recuperare una parte della spesa senza dover attendere i 5 o 10 anni previsti per la detrazione fiscale. Questa soluzione è diventata più popolare con l’arrivo del superbonus 110%, perché dà la possibilità di fare praticamente gratis i lavori di miglioramento energetico degli immobili. Vediamo, quindi, come fare la cessione del credito nei casi in cui è possibile fruire dei bonus casa.

Cessione del credito: che cos’è?

Come accennato, la cessione del credito è, insieme allo sconto in fattura, una delle opzioni alternative alla detrazione fiscale per il recupero delle spese sostenute nella realizzazione dei lavori di ristrutturazione e di miglioramento energetico degli immobili. Il committente può cedere il credito d’imposta ad un terzo (di solito ad una banca, ma è possibile farlo anche ad una finanziaria o ad una compagnia di assicurazioni), il quale acquisisce il credito ad un prezzo leggermente inferiore a quello del valore nominale (vedi dopo).

Tra le condizioni per poter esercitare questa opzione è che il credito venga ceduto a chi ha qualsiasi tipo di reddito. Viceversa, il cedente può anche non avere un reddito soggetto a Irpef, come può essere il caso di chi ha come unici ingressi i canoni di locazione di vari appartamenti. È ammessa anche la cessione del credito da parte di chi è incapiente, cioè di chi ha detrazioni superiori alle imposte che dovrebbe versare all’erario, purché, appunto, abbia un reddito.

Oltre ai lavori che rientrano nel superbonus 110%, il credito d’imposta è possibile per gli interventi che danno diritto:

  • al bonus facciate del 90%;
  • all’ecobonus standard (dal 65%);
  • al bonus ristrutturazioni del 50%.

Cessione del credito: come si fa?

Per fruire della cessione del credito d’imposta quando si effettuano i lavori di ristrutturazione edilizia occorre darne comunicazione esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate nei tempi di presentazione della dichiarazione dei redditi, oppure presentandosi di persona presso un Caf entro il 16 aprile (o il primo giorno successivo non festivo).

Cessione del credito: quanto pagano le banche?

Chi opta per la cessione del credito alla banca per accedere al superbonus del 110% riceve mediamente, a seconda dell’offerta del singolo istituto, tra i 100 ed i 105 euro ogni 100 euro. In questo modo, il contribuente non dovrà aspettare a ricevere 11mila euro (il 110%) ogni anno per 5 anni, come succederebbe nel caso della classica detrazione fiscale.

La banca può pagare direttamente all’impresa quanto dovuto, ma in questo caso occorre chiedere un prestito ponte. I soldi possono essere erogati sia al termine dei lavori sia allo stato di avanzamento del 30% e del 60% delle opere.

Cessione del credito: cosa serve?

Oltre alle certificazioni e alle asseverazioni richieste dalla legge per accedere al bonus casa (leggi anche Superbonus 110%: i documenti richiesti), la banca vorrà avere una visura catastale che accerti il titolo di proprietà dell’immobile oggetto dei lavori. In altre parole, l’istituto avrà bisogno di sapere con certezza che chi vuole cedere il credito abbia diritto alle agevolazioni fiscali previste.

A tal proposito, in aggiunta ai documenti citati, la banca può chiedere:

  • un atto notorio in cui si certifica che le spese sono sostenute da chi chiede la cessione del credito;
  • la relazione preventiva che attesti il miglioramento di almeno due classi energetiche alla fine dei lavori;
  • i documenti che dimostrino la regolarità urbanistica delle opere;
  • il visto di conformità sulle spese sostenute;
  • un preventivo dei costi che preveda l’esclusione della banca dall’obbligo di accettare la cessione del credito nel caso in cui il conto finale sia superiore a quello preventivato;
  • atto notorio in cui si certifica che l’immobile oggetto dei lavori non ha una destinazione d’uso relativa ad un’attività d’impresa o professionale;
  • se a chiedere la cessione non è il proprietario dell’immobile ma un inquilino o un comodatario, occorre allegare il contratto di locazione ed il consenso scritto del proprietario della casa;
  • se si tratta di un convivente, serve la certificazione anagrafica;
  • se lo chiede un ex coniuge, occorre una copia della sentenza di separazione che assegna la casa;
  • se si tratta di chi vuole acquistare la casa ma non ne è entrato ancora in possesso, bisogna allegare la copia del preliminare di compravendita registrato;
  • se la cessione del credito venisse richiesta allo stato di avanzamento dei lavori, potrebbero essere richiesti altri documenti, come ad esempio le fotografie del cantiere.

Cessione del credito: che succede in condominio?

La legge di Bilancio ha corretto il precedente orientamento sull’eventuale obbligo di un condomino a cedere il proprio credito pur non volendo aderire. In pratica, c’è la possibilità di attribuire le spese della cessione solo ai condòmini che le accettano attraverso la cessione del credito (leggi anche Superbonus 110%: come risparmiare in condominio).



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