Cronaca | News

Chi deve andare a scuola da lunedì 1 febbraio

29 Gennaio 2021
Chi deve andare a scuola da lunedì 1 febbraio

Torna a suonare la campanella nelle regioni dove gli studenti delle superiori erano ancora in didattica a distanza.

Studenti di licei e istituti tecnici di nuovo in classe, anche se al 50%. Dalla didattica a distanza (dad) si ritorna dietro ai banchi in tutte le regioni che stavano ancora utilizzando il metodo delle lezioni online. Si tratta di Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Basilicata, Campania, Sardegna e Sicilia.

La data del ritorno a scuola è lunedì primo febbraio. Per ora i ragazzi svolgeranno a distanza il 50% dell’attività didattica, per poi passare eventualmente al 75% se la curva dei contagi lo permetterà, come autorizza a fare il Dpcm entrato in vigore a inizio gennaio. I provvedimenti dei governatori sono già pronti in ognuna di queste regioni.

Difficile che ci saranno cambiamenti, una volta disponibili i dati del report di ministero della Salute e Istituto superiore di samità (Iss): nessuna di queste regioni corre il pericolo di entrare in zona rossa ed è solamente in queste aree che è obbligatoria la didattica a distanza per gli studenti delle scuole secondarie superiori e per quelli di seconda e terza media.

La Sicilia è tuttora zona rossa ma, da quanto si apprende, potrebbe presto cambiare colore per la situazione epidemiologica in netto miglioramento. In vista del rientro in classe, la Regione ha organizzato uno screening di massa per gli studenti in vista del rientro in classe.

In Veneto, Puglia e Calabria i presidenti delle Regioni sono comunque intenzionati a lasciare la didattica a distanza come modalità di frequentazione delle lezioni opzionale, a discrezione dei genitori. Una scelta che, in Puglia, non è assolutamente piaciuta al sindacato dei presidi Anp e ai sindacati degli insegnanti, che si stanno mobilitando perché non passi questa linea.

Il governatore della Calabria, Nino Spirlì, ha motivato la decisione in una diretta Facebook. «La didattica distanza, a mio parere, è un’esigenza – ha detto -, però, nel pieno rispetto di chi non la pensa in questo modo, ritengo che una buona proposta sia quella sulla quale stiamo lavorando da ieri su mia richiesta sia nei miei uffici che fuori, con un team di persone che sta mettendo in piedi un’ordinanza nuova con la proposta della didattica integrata. O meglio, di una scelta che si possa fare nelle famiglie, d’accordo con le istituzioni scolastiche, per cui ci saranno dei ragazzi che studieranno a casa e dei ragazzi che potranno studiare in presenza».

In Campania, per ora, il rigoroso governatore Vincenzo De Luca non vuole nel modo più assoluto che si oltrepassi la percentuale del 50% e ha raccomandato di essere tassativi su questo. Anche le altre regioni, al momento, sembrano convinte che sia più prudente muoversi in questo modo. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha già annunciato che il passaggio dal 50 al 75% non verrà eseguito prima delle prossime tre settimane.

Nel resto d’Italia, dove gli alunni sono tornati in classe in precedenza a scaglioni, continuano le proteste per il caos trasporti, dove gli assembramenti sono la regola.



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