Cronaca | News

Covid, report Iss: le regioni a maggior rischio

29 Gennaio 2021
Covid, report Iss: le regioni a maggior rischio

Situazione migliorata un po’ in tutta Italia. Due i territori più in pericolo, per l’Rt che non scende e a livello complessivo, pressing sulla sanità compreso.

Calano l’indice di trasmissione Rt e l’incidenza dei casi di Coronavirus un po’ in tutta Italia, ma il quadro resta delicato al punto da continuare ad avere meno interazioni possibili.

È l’estrema sintesi del nuovo report settimanale stilato dalla cabina di regia, composta dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dal ministero della Salute. I dati fanno riferimento al periodo compreso tra il 18 e il 24 gennaio.

Gli esperti rilevano «forti variazioni interregionali», dunque un panorama molto variegato, anche se è generale la constatazione di un miglioramento dei livelli di rischio.

I livelli di rischio regione per regione

Come sempre, la cabina di regia distingue tra un livello di rischio dipendente dall’Rt e un livello di rischio complessivo tarato anche su altri parametri, come ad esempio la pressione che una regione sta soffrendo sul proprio sistema sanitario.

Quanto all’indice Rt, «complessivamente, una sola regione ha una classificazione di rischio alto (contro quattro la settimana precedente), 10 con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e dieci con rischio basso – si legge sulla bozza del report -. Una regione, il Molise, ha un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre regioni e province autonome hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno».

Sul terreno del pericolo complessivo di perdere il controllo della situazione, invece, «ad alto rischio risulta essere l’Umbria», qualificata in questo modo per la quarta volta consecutiva. «A rischio moderato Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia autonoma di Trento, Puglia e Toscana. Mentre la Provincia autonoma di Bolzano ha un rischio moderato ad alta probabilità di progressione».

A rischio basso, invece: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Valle D’Aosta, Veneto. Infine basso, ma a elevata probabilità di progressione, il Molise.

Le buone notizie nel report

L’incidenza è diminuita, arrivando a 289,35 per centomila abitanti (nel periodo tra il 4 gennaio e il 17 era a quota 339,24). Scende anche l’Rt nazionale, che si attesta a 0,84.

Calano i ricoveri, consentendo agli ospedali di riprendere fiato: «Il numero di persone in terapia intensiva è in diminuzione da 2.487 (al 19 gennaio) a 2.372 (al 26 gennaio) – è scritto nel report -. Il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in diminuzione passando da 22.699 (al 19 gennaio) a 21.355 (al 26 gennaio)».

I consigli degli esperti

Nonostante questo generale miglioramento, gli esperti consigliano di continuare sulla linea della prudenza e delle precauzioni anti-contagio. Il quadro attuale, scrivono, «conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile».

«L’epidemia resta in una fase delicata – osservano – e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale».



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