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Colpire con violenza la moglie colta in tradimento è reato o raptus di gelosia?

29 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 gennaio 2014



Il coniuge che scopre la moglie con un amante e la colpisce con un crick commette reato di tentato omicidio e non può giustificarsi sostenendo di aver perso il controllo per gelosia.

Non ha giustificazioni il coniuge che reagisce al tradimento della moglie colpendola violentemente: secondo la Cassazione [1] tale condotta potrebbe anche arrivare ad integrare il reato di tentato omicidio (nel caso di specie, l’uomo aveva provato a colpire la consorte con un crick alla testa) e non vi è modo di invocare attenuanti dovute al raptus di gelosia; al contrario, si può arrivare anche ad applicare la misura della custodia cautelare in carcere.

Nel caso di specie, l’uomo, resosi già in passato protagonista di episodi di violenza sia pur meno gravi nei confronti della moglie, l’aveva aggredita in strada con un crick perché sorpresa all’uscita da un albergo in atteggiamento affettuoso con un uomo.

I giudici ritengono che episodi simili non possano essere giustificati come semplici raptus di gelosia; ciò perché, a rilevare ai fini dell’applicazione della pena, è l’indole violenta dell’autore del reato, confermata dai precedenti episodi nei confronti della stessa persona.

Ciò dimostra una chiara incapacità di autocontrollo e legittima il ricorso alla misura cautelare del carcere.  Non è accettabile, infatti, la richiesta degli arresti domiciliari, anche se in un luogo distante dalla vittima.

note

[1] Cass. sent. n.3793 del 28.01.14.

Autore immagine: 123rf.com

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