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La vittoria di Renzi, la disfatta dei grillini

29 Gennaio 2021 | Autore:
La vittoria di Renzi, la disfatta dei grillini

Minacce di scissione nel Movimento 5 Stelle dopo l’apertura al dialogo con Italia Viva che potrebbe rientrare nel Governo dettando legge e senza Conte.

«Comunque vada, sarà un successo», deve aver pensato Matteo Renzi due settimane fa, quando fece saltare il Governo ritirando le sue ministre dall’Esecutivo. E quel successo, almeno dal punto di vista morale, Renzi lo sta accarezzando al termine del primo (sarà anche l’ultimo?) giro di consultazioni al Quirinale per tentare di risolvere la crisi. L’ex presidente del Consiglio è riuscito in una doppia impresa: tornare al centro dell’attenzione politica per tenere in piedi un Esecutivo che eviti le elezioni anticipate, con molte probabilità di dettare anche legge, e spaccare il Movimento 5 Stelle.

Con una mossa inattesa, l’attuale capo politico dei grillini, Vito Crimi, ha annunciato al termine del colloquio con Mattarella la volontà di mettere in piedi un Conte ter. E fin qui, niente di clamoroso. È stata la parte successiva del suo discorso che ha fatto saltare più di uno sulla sedia: quella in cui ha detto che il suo Movimento è disponibile a lavorare con la stessa maggioranza e di non chiudere le porte a Italia Viva.

Non l’avesse mai detto. Negli ambienti grillini è subito suonato l’allarme. Qualcuno ha chiesto che siano gli iscritti a pronunciarsi in merito, nella più tradizionale democrazia telematica dei 5 Stelle. Altri, però, come Alessandro Di Battista, minacciano la scissione: «Niente veti a Renzi? Se è così, arrivederci», avrebbe detto.

In realtà, quando Crimi è salito al Quirinale accompagnato dei suoi capigruppo alla Camera e al Senato, era già consapevole del rischio che correva. Perché prima della consultazione di oggi, una quarantina di parlamentari avevano già avvertito il loro capo che di sedersi nuovamente al Governo accanto ai renziani non se ne parla. Crimi ha replicato direttamente dal Colle: «Si può accettare che ci siano veti o personalismi? Oppure è il momento della responsabilità e di fare un passo avanti e farlo tutti insieme?», ha chiesto al termine dell’incontro con Mattarella.

Le risposte alle sue domande sono state le stesse: togliere il veto a Renzi vorrà dire spaccare il Movimento in due. E c’è chi è pronto a scommettere che questa volta potrebbe succedere sul serio e a vedere nell’atteggiamento di Crimi una mossa suicida che porterebbe alla disfatta del Movimento.

E Renzi? Non reagisce a caldo alle parole dei vertici pentastellati. Manda avanti il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, che non può non cogliere la palla al balzo: «Le dinamiche interne al M5s le lasciamo a loro. Noi – ha commentato in serata – abbiamo chiesto ieri che ci sia atteggiamento chiaro degli altri partiti di maggioranza verso di noi per una maggioranza politica seria. Mi sembra che la risposta sia stata coerente: verificheremo i passaggi successivi». Accetta, dunque, di tornare al dialogo con i 5 Stelle? «Noi vogliamo essere chiari», premette Rosato. «Abbiamo detto che dobbiamo confrontarci sui contenuti perché il Governo è caduto sull’incapacità di fare le cose. Non si può dire che è andato tutto bene. Se ci confrontiamo con molta schiettezza può nascere un Governo più forte di prima».

Rosato ha dimenticato volutamente di aggiungere «senza l’attuale presidente del Consiglio». Ed è qui che si consumerebbe la vittoria per «goleada» di Renzi: rientrare nella maggioranza da «salvatore della Patria» su invito del Movimento 5 Stelle, con l’alleato più numeroso spaccato in due e avendo tolto Conte di mezzo. Ovviamente, con un altro peso politico all’interno dell’Esecutivo. Forse, nemmeno lo stesso Renzi avrebbe mai immaginato uno scenario del genere. O, forse, gli era tutto chiaro sin dall’inizio, difficile a sapersi.



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1 Commento

  1. sottolineare il “disfattismo” di un essere spregevole come il qui “pandemico” essere può farlo solo soggetti che non hanno rispetto della situazione attuale compreso voi.
    vi cancellerò immediatamente.

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