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Come aprire un conto corrente condominiale?

18 Maggio 2021 | Autore: Valeria Rainieri
Come aprire un conto corrente condominiale?

Cos’è e come funziona; quando è obbligatorio aprirlo; quali sono i vantaggi e gli svantaggi. Che poteri ha il singolo condomino?

La legge n. 220 del 2012 ha modificato l’articolo 1129 del Codice civile introducendo in Italia l’obbligo di apertura del conto corrente condominiale. Esso prevede l’obbligo dell’amministratore di far transitare su un conto corrente intestato al condominio le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio stesso [1]. Si tratta di una norma imperativa e inderogabile che non può essere quindi superata neppure da una delibera condominiale in senso contrario che autorizzi la non apertura del conto corrente condominiale. La delibera in questione, difatti, sarebbe affetta da nullità e potrebbe essere impugnata da chiunque ne abbia interesse e in ogni tempo.

Ma di cosa si tratta esattamente? Il conto corrente condominiale è quel rapporto bancario o postale nel quale devono transitare tutte le somme versate dai condomini e da terzi nonché erogate da parte del condominio in favore di terzi. Il conto corrente condominiale è stato istituito con l’evidente fine di garantire la trasparenza dell’utilizzo del denaro dei condomini; ma serve altresì all’amministratore (la cui nomina ricordiamo è obbligatoria superati gli otto condomini) per fornire ai condomini un resoconto dettagliato e documentalmente provato del proprio operato.

L’esistenza di un conto corrente intestato al condominio, difatti, evita che possa sorgere confusione tra il patrimonio personale dell’amministratore e quello dei diversi enti da lui amministrati, ponendolo al riparo dalle eventuali accuse di cattiva gestione del denaro dei condomini.

Chiarito lo scopo del conto corrente condominiale, ci occupiamo adesso di dare una risposta alle ovvie domande che ne conseguono: come aprire un conto corrente condominiale e come esercitare in maniera consapevole i diritti di condomini.

Come aprire un conto corrente condominiale?

L’apertura del conto corrente condominiale è un atto che compete in via esclusiva all’amministratore del condominio che, una volta nominato, deve ottemperare all’obbligo prescritto.

Il conto corrente, bancario o postale, deve essere intestato al condomino – che è un ente dotato di personalità giuridica – e non all’amministratore; i condomini, come abbiamo già visto, non posso opporsi a tale procedura.

I costi relativi all’apertura e alla gestione del conto corrente saranno a carico dei condomini. A tal proposito, si segnala l’esistenza di specifiche offerte predisposte da banche e istituto di credito per questa tipologia di conti correnti, con costi e spese variabili in relazione al numero delle unità immobiliari e al numero delle operazioni effettuate. In ogni caso va sostenuta la spesa fissa dell’imposta di bollo.

Sussiste l’obbligo di apertura del conto corrente anche per i piccoli condomini?

L’onere di aprire il conto corrente condominiale grava in via esclusiva sull’amministratore, e non sui singoli condomini, a prescindere dal numero dei condomini. In pratica se c’è un amministratore nominato con delibera assembleare scatta l’obbligo di aprire il conto corrente condominiale.

Ma che succede nei casi in cui non esiste la figura dall’amministratore? Come già anticipato difatti per i piccoli condomìni (fino a otto condomini) non è obbligatoria la nomina dell’amministratore ma solo facoltativa. In questi casi, se l’assemblea condominiale non ha nominato un amministratore, non sussiste alcun obbligo per il condominio di aprire il conto corrente.

Non di meno, anche un piccolo condomìnio può deliberare positivamente per l’apertura di un conto corrente, conferendo la delega a sottoscrivere il contratto presso la banca e ad effettuare tutte le relative operazioni di gestione per conto del condominio ad uno dei condomini o anche ad un soggetto terzo.

Quali sono i vantaggi di un conto corrente condominiale

Il principale vantaggio che scaturisce dall’apertura di un conto condominiale è quella dell’assoluta trasparenza delle operazioni condominiali, che sarà possibile controllare per il tramite degli estratti conto. I benefici sono duplici, perché non solo i condomini possono con certezza avere un quadro delle entrate e delle uscite del proprio denaro, ma anche l’amministratore si tutela contro eventuali accuse di cattiva gestione del patrimonio condominiale.

Che poteri hanno i singoli condomini?

Altro aspetto molto importante da considerare è quello relativo ai poteri spettanti ai singoli condomini, la cui conoscenza consente l’esercizio consapevole dei propri diritti.

Nello specifico, i singoli condomini hanno il diritto di accedere alla rendicontazione periodica del conto corrente, di prenderne visione ed estrarne copia a proprie spese, ma solo per il tramite dell’amministratore.

In sostanza i condomini non hanno accesso diretto alle copie degli estratti conto del condominio, ma possono prenderne visione solo attraverso l’amministratore.

La normativa specifica altresì che tale diritto del correntista si estende ai documenti fino a 10 anni prima, anche se nel lasso di tempo intercorso l’amministratore del condominio dovesse cambiare.



Di Valeria Rainieri

note

[1] Art. 1129 cod. civ.


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