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Accertamento e controlli fiscali: quali sono

17 Maggio 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Accertamento e controlli fiscali: quali sono

Quali sono le attività di verifica dell’Agenzia delle Entrate che scaturiscono poi nell’emissione dell’avviso di accertamento

Tutte le maggiori imposte accertate dall’Agenzia delle Entrate a carico del contribuente richiedono un’attività di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, che comincia a seguito della trasmissione della dichiarazione dei redditi da parte del contribuente.

L’Agenzia delle Entrate dispone di una serie di poteri per svolgere i controlli fiscali. In questo articolo, scopriamo quali sono le tipologie di accertamento e i controlli fiscali a cui può essere sottoposto il contribuente e quali sono le garanzie a tutela di quest’ultimo.

Il controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi

Le dichiarazioni dei redditi sono sottoposte ad un primo controllo che ha ad oggetto il calcolo delle imposte dovute e dei rimborsi spettanti in base alle stesse dichiarazioni.

In buona sostanza, questo tipo di controllo, definito “automatizzato“, è finalizzato a:

  • correggere gli errori materiali e di calcolo;
  • controllare che i versamenti siano tempestivi e corrispondenti a quanto dichiarato.

Se, ad esempio, il contribuente somma in maniera errata i redditi percepiti in un determinato anno d’imposta, il controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi segnalerà tale errore.

Il controllo formale delle dichiarazioni dei redditi

Al controllo automatizzato segue il controllo cosiddetto “formale” delle dichiarazioni dei redditi, ossia un tipo di controllo che non riguarda solo la dichiarazione stessa, ma anche i documenti che devono corredarla.

Se, ad esempio, il contribuente nell’anno d’imposta 2019 ha sostenuto una spesa medica per un importo pari a 1.000,00 euro ed ha giustamente sottratto tale importo dal suo reddito complessivo nel medesimo anno, in quanto questo costo è considerato un onere deducibile, l’Agenzia delle Entrate può invitare il contribuente a fornire chiarimenti e a trasmettere la documentazione (ad esempio, la ricevuta del versamento sostenuto) che giustifichino il costo sostenuto e sottratto dal proprio reddito complessivo.

Che cos’è la verifica fiscale?

La verifica fiscale è la forma principale di controllo dei contribuenti, svolta dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza. La verifica consiste in una serie di operazioni che iniziano con l’accesso, seguito da ispezioni documentali.

La verifica si conclude con la redazione di un processo verbale di constatazione in cui i verificatori espongono i rilievi critici emersi durante il controllo fiscale, come ad esempio, il riscontro della presenza, presso la sede in cui il contribuente svolge la propria attività commerciale o professionale, di lavoratori non in regola, ossia senza alcuna copertura fiscale e previdenziale.

Gli accessi, le ispezioni e le verifiche fiscali nei locali del contribuente destinati all’esercizio di attività commerciali e professionali si svolgono durante l’orario ordinario di esercizio delle attività, con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse e informando il contribuente delle ragioni che abbiano giustificato l’ispezione.

La permanenza degli operatori dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza presso la sede del contribuente non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio.

Che cosa sono le indagini bancarie?

Un altro potere attribuito all’Agenzia delle Entrate per effettuare i controlli fiscali è quello di effettuare indagini bancarie, chiedendo agli istituti di credito presso cui il contribuente ha un conto corrente dati, notizie e documenti relativi alle operazioni bancarie effettuate da quest’ultimo (ad esempio, prelievi e versamenti di denaro) in un determinato anno d’imposta.

Se di queste operazioni bancarie non vi è riscontro nella contabilità, il contribuente sarà chiamato a fornire spiegazioni all’Agenzia delle Entrate.

Quali sono le tipologie di accertamento?

Al termine dei controlli, l’Agenzia delle Entrate emette l’avviso di accertamento, ossia il provvedimento amministrativo con cui richiede al contribuente il versamento di uno o più tributi che quest’ultimo ha omesso totalmente o parzialmente di pagare, secondo quanto è emerso dai controlli effettuati.

Vi è innanzitutto l’accertamento analitico con cui l’Agenzia delle Entrate ricostruisce il reddito delle persone fisiche considerandone le singole fonti di reddito (reddito fondiario, di lavoro autonomo, di lavoro dipendente, di impresa, di capitale, redditi diversi), pervenendo così al reddito complessivo del contribuente.

Quando l’Agenzia delle Entrate riscontra delle incongruenze tra quanto dichiarato dal contribuente e quanto accertato mediante i controlli fiscali, può rideterminare il reddito complessivo delle persone fisiche con metodo sintetico, cioè mediante un accertamento che si fonda sulle spese sostenute dal contribuente in un determinato anno d’imposta. Si pensi, ad esempio, al caso di un contribuente che non dichiara redditi, ma possiede un’auto di lusso oppure che conduce uno stile di vita molto elevato.

Per quanto riguarda le società, quando l’Agenzia delle Entrate ritiene, sulla base dei controlli effettuati, che la contabilità aziendale sia complessivamente inattendibile e non veritiera e, dunque, non sia possibile determinare il reddito della società in maniera analitica, può procedere ad accertamento induttivo-extracontabile, avvalendosi di dati e notizie comunque raccolti, prescindendo in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e delle scritture contabili.

In quest’ultimo caso, a sostegno della propria attività accertativa, l’Agenzia delle Entrate può, ad esempio, prendere in considerazione eventuali documenti che ritrova presso la sede del contribuente che potrebbero costituire la cosiddetta “contabilità parallela”, ossia la contabilità “in nero”, magari tenuta su un brogliaccio o su un block-notes, ma anche su supporti informatici (ad esempio, una pen-drive).



Di Vincenzo Delli Priscoli


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