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Agricoltura: quanti giorni di malattia si possono fare?

2 Febbraio 2021 | Autore:
Agricoltura: quanti giorni di malattia si possono fare?

Braccianti Otd, operai agricoli a tempo indeterminato Oti, impiegati: quali prestazioni sono riconosciute se si ammalano?

Per i lavoratori dipendenti di aziende che operano nel settore agricolo, la tutela delle assenze per malattia risulta in parte differente, rispetto a quanto previsto per la generalità dei lavoratori subordinati.

In particolare, ci si domanda, per i dipendenti del settore agricoltura, quanti giorni di malattia si possono fare.

A questo proposito, bisogna evidenziare che il regime contributivo dei lavoratori agricoli, specialmente dei cosiddetti salariati (operai a tempo determinato Otd), presenta notevoli particolarità, per via della discontinuità della prestazione lavorativa: per alcune prestazioni previdenziali, a seconda della categoria di appartenenza, è richiesto lo svolgimento di un minimo di 51 giornate di lavoro nell’anno.

Per quanto riguarda la generalità dei lavoratori dipendenti, ricordiamo che le giornate di malattia da riconoscere al lavoratore sono decise dal medico. Tuttavia, non sempre i giorni di prognosi (cioè necessari alla guarigione) risultano inferiori al numero massimo di giornate per le quali spettano l’indennità per malattia e la conservazione del posto. Questo, in quanto la patologia può essere così grave da superare sia il periodo indennizzato che quello di comporto.

La durata massima del periodo di comporto, per i dipendenti non agricoli, è generalmente stabilita dal contratto collettivo applicato dall’azienda.

Per gli impiegati, la legge [1] dispone il diritto per il dipendente, in caso di malattia, di conservare il posto per 3 mesi, se ha un’anzianità di servizio fino a 10 anni (al 100% della retribuzione per il 1° mese e al 50% per i successivi 2 mesi), o per 6 mesi per anzianità superiore (al 100% della retribuzione nei primi 2 mesi e al 50% per i successivi). In ogni caso, ad oggi, la generalità dei contratti collettivi prevede disposizioni più favorevoli.

Malattia operai agricoli a tempo determinato Otd

I salariati agricoli, ossia gli operai agricoli assunti a tempo determinato, detti Otd, hanno diritto all’indennità per malattia se:

  • nell’anno precedente all’evento di malattia, hanno svolto almeno 51 giornate di lavoro agricolo [2];
  • nello stesso anno in cui si sono ammalati, hanno svolto almeno 51 giornate di lavoro agricolo, prima dell’inizio della malattia stessa, a condizione che venga presentato il certificato di iscrizione d’urgenza; l’indennità decorre dalla domanda di iscrizione stessa;
  • nell’anno precedente la richiesta della prestazione per malattia possano far valere almeno 51 giornate di effettivo lavoro agricolo subordinato, sia con attività a tempo determinato che indeterminato.

Quante giornate di malattia spettano agli Otd?

Se l’operaio agricolo a tempo determinato risulta aver svolto, nel corso dell’anno precedente, attività nel settore agricolo con la qualifica di lavoratore a tempo indeterminato per almeno 51 giornate, va riconosciuto il diritto alla corresponsione dell’indennità di malattia:

  • per un numero di giornate pari a quelli effettuate nell’anno precedente;
  • fermi restando i limiti di durata massima previsti in materia, pari a 180 giornate;
  • tolti 3 giorni di carenza.

Un operaio agricolo a tempo determinato risulta iscritto agli elenchi nominativi dell’anno 2019 per 80 giornate. La durata della malattia è di 29 giorni, dal 1° gennaio 2020 al 29 febbraio 2020. Tolti 3 giorni di carenza e 4 domeniche, sono indennizzati dall’Inps 22 giorni.

A quanto ammonta l’indennità di malattia per gli operai agricoli?

Per gli operai agricoli l’indennità di malattia, che è posta a carico dell’Inps, spetta:

  • dal 4° al 20° giorno nella misura del 50% della retribuzione media giornaliera;
  • dal 21° al 180° giorno nella misura del 66,66% della retribuzione media giornaliera.

Come osservato, non sono indennizzati i giorni di carenza e le festività; se previsto dal contratto di lavoro, i giorni di carenza possono essere indennizzati a carico dell’azienda.

La cassa di categoria, ossia la cosiddetta “bilateralità” o Cassa Extra Legem, corrisponde agli operai agricoli, sia a termine che a tempo indeterminato, cioè sia Otd che Oti, un’integrazione, che consenta di raggiungere un trattamento minimo nella misura dell’80% del salario giornaliero contrattuale [3].

Quante giornate di malattia spettano agli Oti e agli impiegati?

Gli operai a tempo indeterminato Oti e gli impiegati hanno diritto alle tutele per malattia secondo i requisiti previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti. Per gli Oti sussiste, come appena osservato, anche il diritto a un’integrazione da parte della Cassa Extra Legem.

Un operaio agricolo a tempo indeterminato si ammala, la durata della malattia è di 6 giorni: 3 giorni risultano di carenza, per gli altri 3 giorni è corrisposta l’indennità Inps e l’integrazione della Cassa Extra Legem.

Come si calcola l’indennità per malattia per gli operai agricoli?

Osserviamo un esempio di calcolo dell’indennità per malattia spettante a un operaio agricolo a tempo indeterminato che si assenta per 10 giorni, ricordando che l’ammontare dell’indennità Inps, dal 4° al 20° giorno di malattia, è pari al 66,66% della retribuzione media giornaliera.

La retribuzione media giornaliera si calcola, per gli Oti, dividendo la retribuzione del mese precedente per 26 ed aggiungendo i ratei di tredicesima e quattordicesima.

Ipotizzando una retribuzione del mese precedente pari a 1.400 euro, per il calcolo della retribuzione media giornaliera (Rmg) procediamo dunque come segue: 1.400/26 = 53,84.

Per il calcolo dei ratei 13° e 14° dividiamo la retribuzione del mese precedente per 12, moltiplichiamo il rateo per 2 e lo dividiamo per il coefficiente 25: (1.400 /12 x 2)/25 = 233,33/25 = 9,33

La retribuzione media giornaliera, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima, è pari dunque a 53,84 + 9,33 = 63,17

L’indennità Inps ammonta al 50% di 63,17 per 7 giorni (10 giorni meno 3 di carenza), cioè a 221,10 euro complessivi.

L’indennità Inps è anticipata dal datore in busta paga, mentre l’integrazione spettante è corrisposta dalla Cassa Extra Legem direttamente al lavoratore.



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