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Maternità anticipata per gravidanza a rischio: chi può chiederla?

22 Maggio 2021
Maternità anticipata per gravidanza a rischio: chi può chiederla?

Quando la salute della donna incinta o del nascituro è in pericolo è possibile ottenere un’anticipazione del congedo obbligatorio di maternità.

Sei un’operaia del settore industriale e lavori su turni. Sei rimasta incinta e ritieni che le mansioni a cui sei addetta siano troppo faticose per essere svolte durante lo stato gravidico. Ti chiedi se puoi ottenere, in ragione di ciò, un’anticipazione del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro e quali tutele economiche avresti diritto a ricevere.

In generale, la legge tutela la salute della donna incinta e del nascituro prevedendo un periodo di interdizione assoluta dal lavoro. In alcuni casi, però, il periodo di astensione dal lavoro previsto dalla legge non è sufficiente a tutelarli efficacemente. Per questo, la legge prevede la possibilità di andare in maternità anticipata per gravidanza a rischio. Ma chi può chiederla? Con quali procedure e con quali tutele economiche? L’ente a cui rivolgersi per ottenere la maternità anticipata per gravidanza a rischio dipende dalla motivazione che sorregge la richiesta. Ma andiamo per ordine.

Congedo obbligatorio di maternità: cos’è?

Al fine di tutelare la salute della donna incinta e del nascituro, la legge prevede che i datori di lavoro debbano interdire dal lavoro la donna a partire dai due mesi precedenti alla data presunta del parto e fino al terzo mese successivo al parto, ivi compreso il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto, ove non coincidenti.

Solo se le condizioni di salute della donna e del nascituro lo consentono, è possibile collocare diversamente il congedo dal punto di vista temporale.

In particolare, la donna può decidere alternativamente di:

  • fruire del congedo obbligatorio interamente dopo il parto, stando a casa per cinque mesi continuativi;
  • assentarsi dal lavoro a partire da un mese precedente alla data presunta del parto e fino a quattro mesi successivi alla nascita del neonato.

Le due modalità alternative di fruizione della maternità sono possibili solo in presenza di un’attestazione medica che certifichi l’assenza di controindicazioni per la salute della donna e del nascituro derivanti dalla perdurante adibizione al lavoro.

Maternità anticipata per gravidanza a rischio: cos’è?

Le modalità ordinarie di fruizione del congedo obbligatorio di maternità si basano sul presupposto che, all’interno di quelle tempistiche, non ci sono controindicazioni per la donna incinta nello svolgimento dell’attività lavorativa. Tale presupposto, tuttavia, potrebbe non sussistere in tutti i casi, sia per motivazioni oggettive, legate alla tipologia di attività di lavoro svolta dalla dipendente, sia per profili soggettivi, legati al procedere della gravidanza ed allo stato di salute generale della donna incinta. In questi casi, è possibile ampliare il periodo di fruizione del congedo obbligatorio anticipando l’astensione dal lavoro.

La maternità anticipata può essere richiesta in due casi. Innanzitutto, si può anticipare il congedo in caso di gravidanza a rischio, ovvero laddove siano presenti problemi di salute legati all’evoluzione della gravidanza. In questo caso, la lavoratrice, in possesso di un certificato medico di gravidanza a rischio, può recarsi all’Asl competente per territorio e chiedere l’interdizione dal lavoro per gravidanza a rischio. Se l’azienda sanitaria riscontra la sussistenza dei requisiti, disporrà l’interdizione immediata dal lavoro per la donna.

La seconda ipotesi di maternità anticipata si verifica quando vi sono dei rischi per la salute della donna e del nascituro che derivano delle mansioni lavorative svolte. In questo caso, la richiesta di interdizione dal lavoro per maternità anticipata deve essere inoltrata all’Ispettorato territoriale del lavoro e la donna deve presentare un certificato medico rilasciato dal proprio ginecologo (sia del servizio sanitario nazionale che privato).

Maternità anticipata: quale tutela economica?

La tutela economica spettante alla lavoratrice durante il periodo di maternità anticipata è la stessa prevista per il congedo obbligatorio di maternità. La donna ha diritto a ricevere dall’Inps l’indennità di maternità pari all’80% della retribuzione media giornaliera percepita nell’ultimo periodo di paga immediatamente precedente all’inizio del congedo.

Per stabilire la retribuzione di riferimento da usare come base di calcolo dell’indennità di maternità Inps viene, dunque, utilizzata la busta paga relativa al mese precedente all’inizio dell’astensione dal lavoro. L’indennità viene erogata alla lavoratrice dal datore di lavoro in busta paga e, successivamente, conguagliata con i contributi previdenziali dovuti all’ente.

Le operaie agricole a tempo determinato, le lavoratrici domestiche e le lavoratrici dello spettacolo a termine hanno diritto al pagamento diretto dell’indennità di maternità da parte dell’Inps.

Indennità di maternità Inps: come fare la domanda?

L’indennità di maternità Inps non viene erogata in automatico, quando inizia l’astensione obbligatoria dal lavoro, ma deve essere appositamente richiesta dalla lavoratrice con una domanda che deve essere presentata all’Inps.

I canali per inoltrare la domanda di maternità Inps sono tre:

  1. il sito web, accedendo con Pin dispositivo Inps;
  2. il Contact Center multicanale, chiamando da proprio telefono;
  3. gli enti di patronato.

La lavoratrice deve presentare la domanda prima dell’inizio del congedo e, in ogni caso, non oltre il termine di un anno dalla fine del periodo indennizzabile. Il termine di un anno è previsto a pena di prescrizione. Ne consegue che, se non viene rispettato, il diritto a fruire dell’emolumento si prescrive.



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