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Quanto viene tolto dallo stipendio per malattia?

19 Maggio 2021
Quanto viene tolto dallo stipendio per malattia?

Durante l’assenza per malattia, il lavoratore ha diritto a ricevere un’indennità economica a carico dell’Inps se ricorrono determinati presupposti.

Sei un lavoratore subordinato del settore terziario. Ti sei ammalato ed hai comunicato al tuo datore di lavoro l’assenza per malattia. Vuoi sapere quale sarà la tua retribuzione durante il congedo dal lavoro e quanto perderai di stipendio rispetto alla tua normale remunerazione.

La legge tutela il diritto del lavoratore di assentarsi dal lavoro quando lo stato di salute non gli consente il regolare svolgimento della prestazione lavorativa. Oltre ad avere diritto a non recarsi al lavoro, il dipendente in malattia riceve un’indennità economica a carico dell’Inps, se ricorrono una serie di presupposti.

Ma a quanto ammonta la tutela economica offerta al lavoratore in malattia? Quanto viene tolto dallo stipendio per malattia? Come vedremo, l’indennità economica erogata dall’Inps non copre l’intera retribuzione normalmente percepita dal lavoratore. A tal fine, la gran parte dei contratti collettivi prevede l’obbligo del datore di lavoro di erogare una integrazione a suo carico al dipendente.

Malattia del lavoratore: cos’è?

Per malattia del lavoratore si intende un’alterazione dello stato psicofisico del dipendente che non gli permette, temporaneamente, di svolgere la prestazione di lavoro prevista dal contratto di assunzione.

Per poter ottenere i diritti e le tutele previsti dalla legge, il lavoratore in malattia deve produrre un’apposita certificazione medica che attesta lo stato morboso e l’impossibilità temporanea all’esecuzione della prestazione lavorativa.

Il certificato telematico di malattia deve essere comunicato al datore di lavoro e all’Inps e, subito dopo l’insorgere dello stato morboso, il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro la sua assenza, prima dell’inizio del turno di lavoro.

Malattia del dipendente: quali diritti?

Il principale diritto del lavoratore in malattia è astenersi dal lavoro senza perdere il posto di lavoro. La legge [1], infatti, prevede che il lavoratore assente a causa del suo stato morboso non possa essere licenziato per un lasso di tempo massimo (detto periodo di comporto) stabilito dai contratti collettivi. Inoltre, dal punto di vista retributivo, il dipendente in malattia riceve un’apposita indennità economica a carico dell’Inps se ricorrono una serie di presupposti.

Indennità di malattia Inps: a chi spetta?

L’indennità di malattia Inps è un trattamento economico che viene erogato dall’istituto previdenziale al lavoratore, in sostituzione della retribuzione, durante tutte le giornate di assenza coperte da apposita certificazione medica.

Possono ottenere l’indennità di malattia Inps le seguenti categorie di lavoratori:

  • operai del settore industriale;
  • operai ed impiegati del settore terziario;
  • lavoratori agricoli;
  • lavoratori assunti con contratto di apprendistato;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori marittimi.

Indennità di malattia Inps: in cosa consiste?

L’indennità di malattia Inps è una somma di denaro che viene erogata dall’ente di previdenza al lavoratore per il tramite del datore di lavoro. Quest’ultimo, infatti, anticipa l’emolumento direttamente in busta paga salvo poi portarlo a conguaglio con i contributi dovuti all’istituto previdenziale.

L’indennità di malattia spetta per un massimo di 180 giorni nell’anno solare e a condizione che le giornate di assenza siano coperte da un’apposita certificazione medica.

Per quanto concerne il quantum della tutela economica, ai lavoratori dipendenti spettano i seguenti importi:

  • il 50% della retribuzione media giornaliera dal quarto al ventesimo giorno;
  • il 66,66% della retribuzione media giornaliera dal ventunesimo al 180° giorno.

Ne consegue che i primi tre giorni di assenza per malattia non sono coperti dall’indennità di malattia Inps (cosiddetto periodo di carenza) e sono indennizzati, come vedremo, solo se il Ccnl di settore prevede l’obbligo del datore di lavoro di erogare una integrazione a suo carico.

Quanto viene tolto dallo stipendio per malattia?

Come abbiamo visto, l’indennità di malattia Inps non consente al lavoratore di ottenere, durante il periodo di assenza, la stessa retribuzione che viene percepita ordinariamente. Proprio per questo, numerosi contratti collettivi di lavoro prevedono che il datore di lavoro debba integrare la prestazione erogata dall’istituto previdenziale con una ulteriore somma a proprio carico al fine di aumentare la percentuale di copertura della retribuzione del dipendente.

Per sapere, quindi, qual è la penalizzazione economica cui andranno incontro i lavoratori in malattia, occorre fare riferimento alle relative disposizioni del contratto collettivo.


note

[1] Art. 2110 cod. civ.


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