La riforma del catasto: i punti essenziali

30 Gennaio 2014
La riforma del catasto: i punti essenziali

Con la revisione delle rendite catastali, l’erario andrà a colpire quasi tutti gli immobili degli italiani: il valore patrimoniale medio sarà stabilito in base al valore di mercato in metri quadri, fissato con funzioni statistiche.

L’agognata riforma del catasto è attesa ormai tanto dal fisco quanto dai cittadini (sebbene non con le stesse aspettative). Le nuove norme, ormai sostanzialmente approvate già da Camera e Senato, porteranno a nuove rendite e valori catastali per circa 60 milioni di immobili. Ad essere toccati, dunque, saranno quasi tutti gli italiani.

Ecco i punti principali su cui si fonderà la riforma:

– il valore patrimoniale medio dovrà essere stabilito sulla base del valore di mercato, espresso in metri quadrati e determinato con funzioni statistiche espresse in un algoritmo che sarà frutto delle metodologie scientifiche espresse a livello nazionale;

– la rendita catastale (utilizzata attualmente, per esempio, ai fini delle imposte sui redditi) andrà determinata con metodologie analoghe a quelle usate per il valore ma basata sul valore locativo ed espressa anch’essa in metri quadrati;

– i Comuni dovranno partecipare al processo di riforma, con un richiamo esplicito, voluto da un emendamento governativo, all’obbligo di delegare ai municipi le funzioni di “revisione degli estimi e del classamento”;

– andrà ridefinito il sistema delle commissioni censuarie e delle sanzioni catastali;

– le Entrate dovranno partecipare all’elaborazione di piani per lo scambio d’informazione con i Comuni: l’Agenzia – sempre in base a un emendamento di origine governativa – si sostituirà completamente in caso d’inerzia degli enti locali;

– il contribuente potrà ricorrere in autotutela sull’attribuzione delle nuove rendite catastali.


note

Autore immagine: 123rf.com

Saverio Fossati, Il Sole 24 Ore del 30.01.14


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