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Decurtazione stipendio per malattia post ricovero

22 Maggio 2021
Decurtazione stipendio per malattia post ricovero

Durante la degenza ospedaliera o la malattia, il lavoratore ha diritto a ricevere un’indennità economica dall’Inps se ricorrono determinate condizioni.

Sei un lavoratore subordinato del settore industriale. Devi sottoporti ad un intervento chirurgico e, dopo il periodo di degenza ospedaliera, dovrai stare a casa per un periodo di convalescenza. Ti chiedi se, durante il periodo di malattia post ricovero, il tuo stipendio verrà decurtato e quale sarà il trattamento economico che ti verrà erogato.

Il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro quando il suo stato di salute non gli permette il regolare svolgimento delle mansioni previste nella lettera di assunzione. Durante tale periodo di congedo dal lavoro, il lavoratore riceve una tutela economica da parte dell’Inps, se ricorrono i presupposti previsti per l’erogazione di questo emolumento. Tale tutela viene erogata anche durante i periodi di degenza ospedaliera.

Ma a quanto ammonta l’indennità di malattia Inps? I lavoratori in malattia subiscono la decurtazione stipendio? Cosa succede in caso di assenza per malattia post ricovero? Come vedremo, sia il periodo di ricovero in ospedale che il successivo periodo di malattia sono coperti dall’emolumento erogato dall’ente previdenziale il quale, tuttavia, copre solo parzialmente l’intera retribuzione normalmente percepita dal dipendente nei periodi di effettivo lavoro.

Cos’è l’indennità di malattia Inps?

L’indennità di malattia Inps è una prestazione economica erogata dall’ente previdenziale ai lavoratori durante i periodi di assenza dal lavoro determinati dallo stato di malattia, ovvero, da un’alterazione dello stato di salute psichica o fisica che non permette temporaneamente lo svolgimento delle mansioni previste dalla lettera di assunzione.

Tale prestazione economica viene, generalmente, anticipata dal datore di lavoro direttamente in busta paga e, successivamente, recuperata presso l’ente previdenziale attraverso il conguaglio con i contributi previdenziali dovuti. L’indennità di malattia Inps non è una misura universale, spettante a tutti i lavoratori.

L’emolumento spetta, infatti, solo a determinate categorie di soggetti e, in particolare a:

  • operai dell’industria;
  • operai ed impiegati del terziario e dei servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori marittimi.

Sono, invece, esclusi dalla possibilità di percepire l’indennità di malattia Inps:

  • colf e badanti;
  • impiegati dell’industria;
  • quadri;
  • dirigenti;
  • portieri;
  • lavoratori autonomi.

Indennità di malattia Inps: quando spetta?

L’indennità di malattia Inps spetta in tutti i casi in cui il lavoratore è temporaneamente inidoneo a svolgere la prestazione lavorativa a causa del suo stato di salute. Ne consegue che tale emolumento può essere erogato sia in caso di malattia che in caso di degenza ospedaliera.

Per poter ottenere il beneficio, tuttavia, lo stato di malattia deve essere debitamente attestato da un medico attraverso il certificato telematico di malattia. Tale attestazione medica, essendo inviata direttamente in modalità telematica dal medico al datore di lavoro e all’Inps, non deve essere stampata e consegnata dal lavoratore né all’azienda né all’ente previdenziale.

In caso di degenza ospedaliera, invece, non essendo ancora le strutture ospedaliere abilitate all’invio telematico della certificazione medica, il certificato di ricovero e dimissioni, in modalità cartacea, deve essere consegnato alla struttura territoriale Inps anche oltre i 2 giorni dalla data del rilascio ma comunque nel termine di prescrizione della prestazione.

Indennità di malattia Inps: a quanto ammonta?

Sia in caso di malattia che in caso di degenza ospedaliera, il lavoratore ha diritto a ricevere dall’Inps un importo pari al:

  • 50% della retribuzione giornaliera mediamente percepita dal quarto al ventesimo giorno di assenza per malattia;
  • 66,66% della retribuzione giornaliera mediamente percepita dal ventunesimo al 180° giorno di assenza.

L’indennità di malattia, infatti, viene erogata per un periodo massimo di 180 giorni nell’anno solare. Se, superato il 180° giorno, il lavoratore continua ad essere assente per malattia potrà mantenere il rapporto di lavoro, se non viene superato il periodo di comporto, ma non avrà diritto ad ottenere alcuna indennità a carico dell’Inps.

Per conoscere con precisione il trattamento retributivo spettante durante l’assenza per malattia o per degenza ospedaliera, tuttavia, occorre consultare le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavoro.

La gran parte dei Ccnl, infatti, prevede che il datore di lavoro debba erogare al lavoratore una integrazione della malattia Inps per coprire i primi tre giorni di assenza, che non sono coperti dall’indennità dell’ente previdenziale (periodo di carenza) e per aumentare la percentuale di copertura della retribuzione normalmente percepita dal dipendente nei restanti periodi.



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