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Permessi diritto allo studio: come e quando?

22 Maggio 2021
Permessi diritto allo studio: come e quando?

I docenti e il personale Ata hanno diritto a degli speciali permessi retribuiti per motivi di studio.

Sei stato assunto di recente come insegnante presso un istituto scolastico. I tuoi colleghi ti hanno detto che, entro una determinata data di ogni anno, puoi chiedere degli appositi permessi retribuiti annuali per motivi di studio. Ti chiedi come funziona questo istituto.

Il personale docente e il personale Ata, assunto presso gli istituti scolastici e di istruzione, ha la possibilità di fruire di appositi permessi per finalità di studio e di approfondimento tecnico-scientifico.

Queste ore di congedo retribuite sono dette permessi diritto allo studio e, in questo articolo, vedremo come e quando il personale che ne ha diritto può farne domanda e fruirne. Ma andiamo per ordine.

Permessi diritto allo studio: cosa sono?

I permessi diritto allo studio sono delle ore di assenza dal lavoro retribuite che possono essere richieste dalle seguenti categorie di dipendenti del settore scolastico:

  • personale docente;
  • persona educativo;
  • personale Ata;
  • insegnanti di religione cattolica.

I permessi diritto allo studio possono essere richiesti sia dal personale assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato che dai dipendenti a termine. Inoltre, i permessi spettano sia ai lavoratori con orario di lavoro pieno sia ai dipendenti con orario di lavoro parziale. Nelle ipotesi di contratto di lavoro part time, i permessi per studio sono concessi in proporzione alla durata dell’incarico e delle ore di servizio.

Permessi diritto allo studio: per quali attività?

I permessi retribuiti per motivi di studio sono finalizzati a frequentare dei corsi di studio. In particolare, il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto istruzione [1] prevede che siano i contratti integrativi regionali a stabilire:

  • le tipologie di corsi;
  • la ripartizione delle ore tra frequenza, esami e studio libero;
  • l’ordine di priorità in base al quale vengono graduate le domande.

Inoltre, i contratti integrativi regionali possono regolare una possibile quota massima assegnabile in relazione alla tipologia del percorso per consentire di soddisfare un maggior numero di richieste.

In linea generale, i permessi per studio possono essere richiesti per frequentare:

  • corsi finalizzati al conseguimento del titolo di studio proprio della qualifica di appartenenza;
  • corsi finalizzati al conseguimento di titoli di qualificazione professionale (compresi i corsi di abilitazione e di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno, corsi di riconversione professionale e quelli comunque riconosciuti nell’ambito dell’ordinamento pubblico);
  • corsi finalizzati al conseguimento di un diploma di laurea (o titolo equipollente) o di istruzione secondaria;
  • corsi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio post-universitario.

Fa parte della competenza esclusiva dei dirigenti scolastici [2] verificare:

  • i presupposti del diritto ai permessi dei singoli richiedenti;
  • la concessione dei permessi;
  • il diniego dei permessi.

Permessi diritto allo studio: quante ore spettano?

Ogni lavoratore che ne ha diritto può richiedere un massimo di 150 ore individuali di permessi per la frequenza di corsi di studio che danno diritto ai permessi diritto allo studio. Il monte ore può essere fruito dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento.

Durante la fruizione delle ore di permesso, il lavoratore è esonerato dalla prestazione di lavoro e mantiene il diritto al trattamento retributivo che gli sarebbe spettato se si fosse normalmente recato in servizio.

Per quanto concerne le modalità di erogazione dei permessi diritto allo studio, occorre considerare che, ogni anno, il lavoratore che ne intende fruire deve presentare un’apposita domanda. Per quanto concerne i permessi retribuiti per l’anno 2021, la domanda è scaduta il 15 Novembre 2020.

Permessi diritto allo studio: criteri di accoglimento

Il lavoratore, per verificare le modalità di inoltro della domanda di permessi per diritto allo studio, deve verificare cosa è previsto dal proprio ufficio scolastico regionale e dal proprio ambito territoriale di competenza. Nei siti di queste istituzioni, sono pubblicati i criteri per la presentazione delle domande. La richiesta di fruizione dei permessi deve essere consegnata alla segreteria didattica della scuola in cui si presta servizio che provvederà ad inoltrarla all’ufficio scolastico regionale.

Occorre ricordare che i permessi per diritto allo studio sono concedibili, al massimo, al 3% dell’organico in servizio a livello provinciale. Il personale che beneficia dei permessi già in un’altra provincia conserva la parte oraria residua fino al 31 dicembre senza che questo rientri sul contingente disponibile nella nuova provincia.


note

[1] Ccnl Istruzione, art. 22, co. 4, lett. b4).

[2] Art. 14, D.P.R. n. 275/99.


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