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Valido l’assegno in bianco

30 Gennaio 2014 | Autore:
Valido l’assegno in bianco

Le norme che disciplinano l’assegno prevedono come requisiti essenziali la denominazione di assegno, l’ordine incondizionato di pagare, il nome del trattario e la sottoscrizione dell’emittente, ma non il nome del prenditore che, quindi può restare in bianco.

 

Con una interessante sentenza [1] il Tribunale di Brindisi ha risolto un caso che non di rado può coinvolgere i cittadini sia, come consumatori che come operatori commerciali.

Nel caso in esame, infatti, era stato chiesto ai giudici pugliesi di stabilire se potesse considerarsi valido un assegno nel quale fosse rimasto in bianco il nome del prenditore (colui, cioè, in favore del quale il titolo viene emesso).

La risposta fornita dai magistrati è stata positiva: il titolo è pienamente legittimo per il semplice motivo che la legge non richiede l’indicazione del nome del prenditore dell’assegno come requisito di validità dell’assegno stesso (a differenza, invece, della denominazione di assegno, dell’ordine incondizionato di pagare, del nome del trattario e della sottoscrizione dell’emittente, che devono necessariamente essere indicati affinché l’assegno sia valido come tale).

Da questa conclusione emerge chiaramente come l’assegno possa tranquillamente essere considerato un titolo che circola al portatore, cosa che invece è esclusa per la cambiale da cui, per l’appunto, l’assegno si differenzia per questo importante aspetto.

Possiamo, perciò, fornire un importante consiglio ai cittadini e agli operatori commerciali spesso alle prese con assegni: non considerateli nulli o invalidi se non fosse indicato il nome del prenditore e, anzi, se servisse per agevolare consumi e/o operazioni commerciali considerate perfettamente normale e lecito lasciare in bianco questa indicazione.


note

[1] Trib. Brindisi sent. del 05.04.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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