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Nuovo Governo, Fico esploratore: come andrà a finire

1 Febbraio 2021 | Autore:
Nuovo Governo, Fico esploratore: come andrà a finire

Al via, il secondo round di consultazioni per creare una maggioranza: ma il compito non è facile e i tempi sono ristretti. Quali soluzioni per risolvere la crisi.

Non è un compito facile quello dell’esploratore, specie con una maggioranza spaccata di fronte ai “capricci” di Matteo Renzi che ha aperto la crisi. Ma il presidente della Camera Roberto Fico ha ricevuto il mandato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e si sta impegnando a fondo per cercare soluzioni.

Fico, ha ricevuto un incarico solo «esplorativo»: perciò, non è lui il presidente del Consiglio incaricato, ma ha il compito di trovare un nome, quello del vero futuro premier. E deve verificare se ci sono le condizioni politiche necessarie per sostenerlo.

Dopo il primo round di consultazioni, stamattina, Fico ha convocato alla Camera gli esponenti delle forze di maggioranza per sondare le ipotesi percorribili. I tempi sono ristretti: il Quirinale attende la risposta entro martedì per capire se esiste una coalizione disponibile a sostenere un nuovo Governo.

Un Esecutivo che potrebbe essere presieduto, quindi, non dallo stesso Fico ma da altri (chi?) e in base a un nuovo patto (quale?), diverso da quello di maggioranza attuale, che non c’è più. Anche i programmi del prossimo Governo sono ancora tutti da scrivere.

La vera scommessa si gioca sull’ipotesi di un Conte ter oppure su un cambio alla guida. Magari, affidando le redini a un personaggio tecnico di grossa caratura e autorevolezza, come Mario Draghi il cui nome non a caso rispunta in questi giorni, come premier o anche come ministro dell’Economia.

In ogni caso, dovrà essere un nome capace di guidare un Esecutivo con una maggioranza più ampia, come la maggioranza Ursula o come si dice, un governo “di larghe intese”, cioè con il sostegno di alcuni settori dell’attuale opposizione: parlamentari “responsabili”, europeisti, settori di Forza Italia e, forse, della Lega.

Certo è che non dovrà trattarsi di una maggioranza risicata o “ballerina”: il presidente della Repubblica vuole, e lo ha detto chiaramente poco prima di affidare il mandato a Fico, «un sostegno parlamentare adeguato per non lasciare il Paese esposto agli eventi in questo momento decisivo per la sua sorte». Serve un Governo forte, insomma; però, non è chiaro come comporlo.

Le elezioni anticipate sono l’extrema ratio, la via d’uscita estrema qualora risultasse impossibile formare una maggioranza con l’attuale Parlamento. In quel caso, Giuseppe Conte potrebbe rispuntare come leader di un proprio partito, che secondo i sondaggi è in grado di raccogliere il 16% dei consensi: una forza decisiva per spostare l’ago della bilancia e per strappare la maggioranza assoluta che altrimenti le rilevazioni attribuiscono al centro-destra (leggi chi vincerebbe le elezioni con una lista Conte).

Al di là delle attuali tensioni interne ai partiti, soprattutto nel Movimento 5 Stelle, va constatato che in questo momento nessuno sembra in grado di esprimere un candidato premier politico in grado di reggere alla prova della coalizione: non lo sono, per vari motivi, Luigi Di Maio, Dario Franceschini, Nicola Zingaretti e ovviamente Matteo Renzi che, con le ultime mosse di strappo, si è inimicato il consenso di quasi tutti i suoi ormai ex alleati.

Con i personaggi politici messi fuori gioco dai veti incrociati, risultano più forti, invece, i tecnici in grado di guidare il prossimo Governo: dall’economista Carlo Cottarelli all’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia (per conoscere chi sono i più probabili candidati leggi chi sarà il prossimo presidente del Consiglio).

Con il vantaggio che un Governo tecnico potrebbe essere a termine, fino alle elezioni anticipate di giugno, risolvendo nel frattempo i problemi più urgenti della pandemia e dell’impiego dei fondi europei del Recovery Plan.

Intanto, Roberto Fico durante le consultazioni esplorative ha ricevuto da Matteo Renzi un messaggio sibillino che ha il sapore di un alt: «I nomi vengono dopo, prima i contenuti», ha detto l’ex premier a proposito di un Governo a guida Conte.

Sembra sempre più chiaro che domani Fico si recherà al Colle rappresentando che “l’avvocato del popolo” è l’unico politico ad avere qualche chance di consenso; tutti i partiti di maggioranza convergono su un reincarico a Giuseppe Conte ma su di lui rimane il veto di Renzi, i cui voti sono decisivi soprattutto in Senato. A quel punto, il Capo dello Stato dovrà scegliere un altro nome da incaricare, stavolta non con un mandato solo esplorativo.

E, allora, Mattarella per uscire dall’impasse dovrà decidere se dare l’ultima possibilità a Giuseppe Conte oppure tentare per altre vie la strada di un governo sostenuto da un accordo solido, che duri fino al 2023. Altrimenti, bisognerà sciogliere le Camere e indire le elezioni anticipate. In quel caso, ci sarebbe un Governo istituzionale per gestire l’emergenza fino al voto e il poker in atto non avrebbe né vinti né vincitori.



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