Cronaca | News

Covid: l’allarme sulle zone gialle

1 Febbraio 2021
Covid: l’allarme sulle zone gialle

Restrizioni meno rigorose in quasi tutto il Paese: gli esperti temono il pericolo di un generale abbassamento della guardia.

Da oggi, la cartina dell’Italia si tinge di giallo. Ma già ieri, quando ancora si accarezzava soltanto la semplice idea del ritorno in zona gialla, gli assembramenti si sono moltiplicati.

I centri storici delle città sono tornati a riempirsi come ai livelli pre-natalizi: scene di assembramenti si sono viste, nel weekend, a Milano, Firenze, Roma, Palermo, Napoli e in molte altre grandi città. Al punto che il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), Agostino Miozzo, si è sentito in dovere di lanciare l’allarme: «Zona gialla non vuol dire normalità. Gli assembramenti vanno evitati: il rischio che la curva dei contagi aumenti rapidamente, con numeri difficilmente gestibili, è più che concreto», ha ricordato Miozzo, richiamando l’esempio di quanto accaduto in estate.

La curva epidemiologica, a settembre, è schizzata all’improvviso, dopo luglio e agosto senza pensieri e con pochi freni. In più, in questo momento, il mondo assiste al dilagare delle varianti, sulle quali si sa ancora poco. Ma il pericolo è che le mutazioni rendano il virus ancora più contagioso.

«Penso che queste immagini siano comprensibili ma non accettabili – ha continuato Miozzo, intervistato dall’agenzia di stampa Adnkronos -. Comprensibili perché dopo settimane e mesi di restrizioni c’è un grande desiderio di normalità ma inaccettabili perché il virus è tra noi, non siamo fuori dall’emergenza. Ci sono Paesi intorno a noi che sono in condizioni peggiori. La speranza di un ritorno alla normalità rischia di farci tornare al periodo post estivo».

Non è il solo a esprimere preoccupazione. Il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università di Milano, teme che, da questa situazione a una terza ondata di Coronavirus, il passo possa diventare brevissimo. Lo ha spiegato ieri alla trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cesano Campus: «Non è facile, nel momento in cui si dà il via libera, trovare modalità per contingentare gli ingressi nelle zone più frequentate. Tutti dobbiamo continuare ad essere attenti, è fondamentale per non ricadere in un rischio di terza ondata».

Per Pregliasco il lockdown resta ancora il miglior mezzo di contrasto alla corsa del virus. « Il lockdown più efficace sarebbe quello duro, lungo ed impietoso, ma impossibile da attuare, anche perché ci sono dei rischi di ribellione sociale. Si tratta di trovare un meccanismo per modulare le restrizioni, sperando che la vaccinazione possa andare alla grande e proceda più velocemente possibile».

I sindaci, intanto, non ci stanno a prendersi la responsabilità degli affollamenti nei centri storici e nelle zone di movida. La replica piccata alle parole di Miozzo è arrivata dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, primo cittadino di Bari.

«Dare la colpa ai sindaci sta diventando il nuovo sport nazionale. Miozzo, che ci accusa di immobilismo di fronte agli assembramenti nelle città, sembra impegnato in un disperato tentativo di allontanare da sé le responsabilità e addossarle sugli obiettivi più facili, quelli che per natura e per senso del proprio dovere, sono abituati a esporsi in prima persona, sempre: i sindaci».

«Voglio ricordare a Miozzo – ha proseguito il presidente dell’Anci – che noi sindaci non siamo responsabili della sorveglianza di strade e piazze nelle azioni di contrasto alla diffusione del virus. E che, fino a oggi, ci siamo ben guardarti dallo scagliarci contro alcune discutibili scelte dello stesso Cts. Abbiamo sempre, al contrario, provato a tenere insieme le nostre comunità, ormai economicamente e psicologicamente stremate, dopo un anno di restrizioni».



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1 Commento

  1. Sono persone irresponsabili ed egoiste quelle che creano assembramenti e si buttano a flotta nelle piazze sul corso. Ma come sempre pendono la zona gialla come un libera tutti, come se il pericolo fosse scampato e adesso sia tutto a posto. Anche se si abbassa la guardia tra riapertura delle scuole, belle giornate e shopping nei centri commerciali in cui tutti stanno ammassati, la situazione peggiora di nuovo e ci rinchiudono tutti. Ve lo dico. Rivediamo com’è la situazione per fine febbraio

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