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Podcast: la normativa

22 Maggio 2021
Podcast: la normativa

I podcast sono un fenomeno in grande crescita che, tuttavia, può presentare delle problematiche giuridiche soprattutto con riferimento alla normativa sul diritto d’autore.

Hai deciso di pubblicare dei podcast su YouTube. Ti chiedi se ci sono degli aspetti giuridici di cui devi essere consapevole. Vuoi sapere se la pubblicazione dei podcast ti può esporre a delle responsabilità.

L’avvento della rete internet ha fatto emergere fenomeni di costume assolutamente innovativi e sconosciuti in passato che, molto spesso, non sono direttamente disciplinati dalla legge e possono presentare dei profili di rilievo giuridico. Uno di questi fenomeni è il podcasting che si esprime nella pubblicazione di brevi interviste o di contenuti sonori su dei canali di informazione, sui blog oppure sui social network. In questo articolo vedremo quali sono i profili giuridici relativi al podcast e qual è la normativa di riferimento. Il principale ambito giuridico con cui il podcasting può entrare in contatto è il diritto d’autore.

Cosa sono i podcast?

Il termine podcasting deriva da una contrazione tra “broadcasting” e “webcasting” con il nome del famoso lettore Mp3 portatile della Apple “iPod”. Non vi sono, tuttavia, dei legami tra il fenomeno del podcasting e la predetta azienda informatica. I podcast, infatti, sono delle registrazioni sonore e dei contributi audio che chiunque può effettuare e pubblicare nella rete internet con i più disparati mezzi come, ad esempio, YouTube, Facebook, Twitter o altri siti web.

Il podcast è, generalmente, un contenuto liberamente accessibile dagli utenti della rete i quali non devono sostenere alcun costo per l’ascolto della registrazione. I podcast, se vengono pubblicati con assiduità, possono diventare una vera e propria forma di programmazione radiofonica fatta in casa. Solitamente, il podcast non viene ascoltato in diretta ma in differita ed è fruibile direttamente online, senza necessità di essere scaricato.

Podcast: quali contenuti?

A differenza dei programmi radiofonici, generalmente, i podcast non contengono la trasmissione di canzoni e di brani musicali ma, nella gran parte dei casi, hanno ad oggetto delle interviste o dei monologhi relativi ai temi più disparati. I podcast, infatti, vengono spesso realizzati per affrontare un determinato argomento di attualità e presentare un determinato punto di vista. Non ci sono, tuttavia, delle regole nella registrazione di un podcast e può, quindi, accadere che il podcaster inserisca all’interno della registrazione anche dei brani musicali o delle canzoni.

Podcasting: i profili giuridici

Di per sé, l’attività di podcasting è assolutamente libera e non presenta particolari rilievi giuridici. Inoltre, tale fenomeno non è, allo stato, soggetto ad una specifica disciplina normativa. Può, tuttavia, accadere che questa attività entri in contatto con l’ambito del diritto d’autore, soprattutto quando il podcaster inserisce all’interno della registrazione sonora anche dei brani protetti dal diritto d’autore. In questi casi, il podcaster dovrebbe avere l’autorizzazione degli autori dei pezzi e, in particolare, dovrebbe sottoscrivere un accordo con i titolari dei relativi diritti, che non spettano solo al soggetto che ha interpretato il brano musicale ma anche agli autori ai produttori, agli artisti ed interpreti, agli esecutori [1].

Insomma, il podcaster, se decide di pubblicare nei propri podcast anche dei brani protetti da diritto d’autore, dovrebbe avere le medesime autorizzazioni di cui dispongono i programmi radiofonici e quindi, tra gli altri, l’accordo con la Siae (Società italiana autori ed editori) e con le società di gestione che amministrano i diritti d’autore dei discografici.

L’unico caso in cui il podcaster può liberamente pubblicare dei brani musicali senza aver precedentemente sottoscritto alcun accordo con il titolare dei diritti d’autore è l’ipotesi in cui vengano trasmessi dei brani nei confronti dei quali l’autore non ha interessi economici. In questo caso, infatti, l’autore ha rinunciato ab origine a far valere i diritti patrimoniali sulla propria opera, lasciando quindi a chiunque la possibilità di diffonderla senza restrizioni.


note

[1] Art. 72 ss. L. 633/1941.


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