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Privacy: quali regole tra i banchi di scuola?

23 Maggio 2021
Privacy: quali regole tra i banchi di scuola?

Gli istituti scolastici, per svolgere le loro funzioni istituzionali, trattano i dati personali dei bambini e dei loro genitori.

Sei genitore di un bambino che frequenta la scuola primaria. La scuola ti ha chiesto il consenso per la pubblicazione delle foto che vengono scattate durante le iniziative didattiche e le recite. Ti chiedi se devi prestare o meno il tuo consenso a questo trattamento di dati e, in generale, quali sono le regole che gli istituti scolastici devono rispettare nella gestione della riservatezza dei bambini.

L’entrata in vigore del Gdpr, ovvero del regolamento generale dell’Unione Europea in materia di protezione dei dati personali, lo scorso maggio 2018, ha imposto a tutti i soggetti giuridici che trattano i dati personali altrui di ripensare il loro modus operandi e di adeguarsi alle nuove regole approvate dall’Unione Europea. Tale operazione di adeguamento riguarda anche le scuole. Non c’è dubbio, infatti, che gli istituti scolastici debbano rispettare la privacy degli studenti e, in questo articolo, vedremo quali regole si applicano tra i banchi di scuola.

Il Garante Privacy, per agevolare il lavoro delle scuole e delle famiglie, ha fornito un esaustivo vademecum relativo alla privacy in ambito scolastico.

Privacy a scuola: è necessaria l’informativa?

Prima di parlare di privacy tra i banchi di scuola è opportuno fare una breve premessa generale sul trattamento dei dati personali e le regolative regole. Il Gdpr [1], entrato in vigore lo scorso maggio 2018, è attualmente il corpus normativo di riferimento in materia di privacy e protezione dei dati personali.

Il regolamento individua, tra le altre, le seguenti figure coinvolte nella gestione della privacy:

  1. titolare del trattamento: soggetto che tratta i dati personali altrui (in questo caso, la scuola);
  2. interessato al trattamento: soggetto al quale si riferiscono i dati personali trattati (in questo caso, lo studente, la sua famiglia e i professori);
  3. trattamento dei dati personali: qualsiasi operazione avente ad oggetto dati personali (raccolta, registrazione, comunicazione, conservazione, etc).

Come noto, uno dei principali obblighi del titolare del trattamento previsti dal Gdpr è la consegna all’interessato di uninformativa relativa ai dati trattati ed alle modalità del trattamento [2]. Questa regola vale anche per gli istituti scolastici, siano essi pubblici o privati, i quali devono portare a conoscenza degli interessati come vengono trattati i loro dati personali.

L’informativa deve essere pubblicata con le modalità più opportune affinché giunga a conoscenza dei destinatari. I dati trattati dalla scuola non sono solo quelli degli studenti ma anche quelli dei professori e delle famiglie degli studenti.

Privacy a scuola: si può accedere ai propri dati personali?

Ogni soggetto i cui dati siano trattati dall’istituto scolastico ha diritto di conoscere quali sono le informazioni in possesso del titolare, le modalità del trattamento e, soprattutto, di rettificare le informazioni trattate o farle correggere se non sono più aggiornate. Per esercitare tale diritto è sufficiente rivolgersi al titolare del trattamento, ossia alla scuola, contattando l’indirizzo email indicato nell’informativa privacy.

Privacy a scuola: i dati relativi agli esami sono pubblici?

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) ha stabilito un generale regime di conoscibilità con riferimento alle informazioni relative al rendimento scolastico. I dati relativi agli scrutini o agli esami di Stato non sono, dunque, riservati ma sono pubblici.

Tuttavia, gli istituti scolastici, nel dare pubblicità a queste informazioni, devono evitare di fornire dati relativi allo stato di salute degli studenti o, più in generale, informazioni personali il cui trattamento non sia strettamente necessario per il perseguimento della finalità perseguita.

Privacy a scuola: è possibile effettuare video e fotografie?

Capita spesso che i genitori, durante le recite, i saggi o le gite, facciano delle foto o dei video ai loro bimbi riprendendo necessariamente anche gli altri bambini. Tale pratica non è vietata perché si tratta di una utilizzazione a fini personali e privati delle immagini o delle registrazioni. Diversamente, se i genitori decidono di pubblicare le foto o i video sui social network dovrebbero avere il consenso di coloro che esercitano la potestà genitoriale sui minori che sono stati ripresi attraverso lo smartphone.

Allo stesso modo, se la scuola intende effettuare delle riprese o delle foto dei bambini e pubblicarle sui siti internet deve ottenere il consenso dei genitori che esercitano la potestà genitoriale sui bambini che sono oggetto delle riprese.


note

[1] Regolamento (UE) n. 679/2016.

[2] Art. 13, Regolamento (UE) n. 679/2016.


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