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Chi è un sorvegliato speciale?

22 Maggio 2021
Chi è un sorvegliato speciale?

Presupposti e prescrizioni della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza: cosa dice la legge.

Tempo fa, sei stato chiamato in Questura dove hai ricevuto un ammonimento: ti è stato detto di tenere una condotta rispettosa della legge o la conseguenza sarebbe stata quella di diventare un sorvegliato speciale. Preoccupato per le eventuali conseguenze ti chiedi: «Chi è un sorvegliato speciale?».

Prima di spiegare quali sono le prescrizioni che deve osservare un sorvegliato speciale, vediamo cosa prevede in generale la legge in materia di misure di prevenzione e, in particolare, in tema di sorveglianza speciale.

Le misure di prevenzione

Il nostro legislatore ha previsto degli strumenti di carattere preventivo che sono finalizzati ad evitare la commissione di reati, ossia le misure di prevenzione [1].

Si tratta di provvedimenti che possono essere adottati dal Questore o dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi ed indiziati di reato laddove si pensi che questi possano commettere fatti criminosi.

Ma cosa significa che un soggetto è considerato socialmente pericoloso? Secondo quanto previsto dalla legge, è socialmente pericoloso chi sulla base di elementi di fatto:

  • è abitualmente dedito a fatti delittuosi;
  • vive, anche solo parzialmente, con i proventi di attività delittuosa in ragione della sua condotta e del suo tenore di vita;
  • è dedito alla commissione di fatti di reato che offendono o mettono a rischio l’integrità fisica o morale di minori, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.

Nell’ipotesi in cui un soggetto si trovi in una delle condizioni appena dette e sia indiziato di un reato, anche se non ha precedenti penali, può essere quindi destinatario di un provvedimento con cui gli viene applicata una misura di prevenzione.

La legge prevede:

  • misure di prevenzione personali [2]: provvedimenti che restringono la libertà del soggetto ritenuto socialmente pericoloso (come appunto la sorveglianza speciale di cui tratteremo più specificamente nei paragrafi successivi);
  • misure di prevenzione reali [3]: provvedimenti che colpiscono il patrimonio di colui al quale vengono applicate quali il sequestro [4] (un atto di natura provvisoria con cui al reo viene sottratta la disponibilità di un bene che può costituire frutto di un’attività illecita) e la confisca [5] (un provvedimento che consiste nell’acquisizione da parte dello Stato di determinati beni o dell’intero patrimonio del soggetto socialmente pericoloso).

Le misure di prevenzione personale

Nel paragrafo precedente abbiamo fatto cenno alle misure di prevenzione personale, ossia ai provvedimenti che possono essere adottati dal Questore o dall’Autorità Giudiziaria nei confronti del soggetto socialmente pericoloso e che limitano la libertà di quest’ultimo.

In particolare, il Questore può applicare le seguenti misure:

  • l’avviso orale [6]: il Questore mette a conoscenza il soggetto ritenuto socialmente pericoloso dell’esistenza di indizi di reato che lo riguardano e lo invita a tenere una condotta rispettosa della legge; si tratta, in sostanza di un vero e proprio ammonimento che, se non osservato, comporta l’applicazione della sorveglianza speciale;
  • il foglio di via obbligatorio [7]: è un provvedimento che impedisce a chi lo riceve di far ritorno nel Comune da cui è stato allontanato per un periodo che comunque non può essere superiore a tre anni.

L’Autorità giudiziaria può adottare, invece, misure che incidono maggiormente sulla libertà personale del soggetto, ossia:

  • l’obbligo o il divieto di soggiorno [8]: si tratta di provvedimenti che spesso vengono adottati insieme alla sorveglianza speciale e che consistono nell’ordine di non allontanarsi dal Comune di residenza o di non far ritorno in uno o più Comuni;
  • la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza [9]:come accennato sopra, è una misura che si applica ai soggetti già destinatari di avviso orale che però non hanno accolto l’invito da parte del Questore a cambiare la propria condotta e il proprio stile di vita ed è accompagnata da una serie di prescrizioni che devono essere seguite al fine di dimostrare il cambiamento di stile di vita.

La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza

Una volta chiarito cosa sono le misure di prevenzione, torniamo al nostro esempio iniziale chiarendo in cosa consiste la misura della sorveglianza speciale per poter comprendere concretamente chi è il sorvegliato speciale.

Come brevemente anticipato nel paragrafo precedente, la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza è una misura di prevenzione personale che viene applicata dall’autorità giudiziaria al soggetto socialmente pericoloso già ammonito dal Questore e che non ha cambiato la propria condotta ed il proprio stile di vita.

Il provvedimento di applicazione di tale misura contiene una serie di prescrizioni che il sorvegliato speciale dovrà seguire quali:

  • darsi, entro un congruo termine, alla ricerca di un lavoro;
  • fissare la propria dimora e farla conoscere all’autorità di pubblica sicurezza;
  • non allontanarsi dalla propria abitazione senza preventivo avviso all’autorità medesima;
  • vivere onestamente, rispettare le leggi, non dare ragione di sospetti;
  • non allontanarsi dal comune di dimora (o da parte di esso) senza preventivo avviso all’autorità locale di pubblica sicurezza;
  • non associarsi abitualmente alle persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza;
  • non rincasare la sera più tardi di una certa ora e non uscire la mattina più presto di un’altra data ora e senza comprovata necessità e, comunque, senza averne data tempestiva notizia all’autorità locale di pubblica sicurezza;
  • non detenere e non portare armi, binocoli e visori notturni;
  • non partecipare a pubbliche riunioni di qualsiasi tipo.

Inoltre, al sorvegliato speciale vengono revocati il passaporto e la patente di guida; lo stesso, poi, non potrà ottenere nessun tipo di licenza o esercitare nessuna attività economica, ma è autorizzato a svolgere un lavoro dipendente in ditte ove i titolari non siano pregiudicati o non siano presenti altri pregiudicati oppure lavori autonomi che non prevedano l’iscrizione ad albi professionali.

Come accennato prima, alla sorveglianza speciale può essere aggiunto, laddove sia necessario, il divieto di soggiorno in uno o più comuni diversi da quelli di residenza o di dimora abituale o in una o più Province oppure, nei casi in cui le altre misure di prevenzione non siano ritenute idonee alla tutela della sicurezza pubblica può essere imposto l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza o di dimora abituale. In tale ultimo caso, al sorvegliato speciale può essere inoltre prescritto di non andare lontano dall’abitazione scelta senza preventivo avviso all’autorità preposta alla sorveglianza e di presentarsi all’autorità di pubblica sicurezza preposta alla sorveglianza (ad esempio, i Carabinieri) nei giorni indicati ed a ogni chiamata di essa.

Al sorvegliato è consegnato un “libretto” (la cosiddetta carta di permanenza) nel quale sono annotate tutte le prescrizioni e che il soggetto deve sempre esibire a richiesta dell’Autorità di pubblica sicurezza e sul quale saranno annotati i relativi controlli [10]. Colui che non osserva le prescrizioni e gli obblighi della sorveglianza speciale commette un reato contravvenzionale, che viene punito con l’arresto da tre mesi ad un anno.


note

[1] D. L. n. 159/2011.

[2] Artt. 1 – 15 D. Lgs. n.159/2011.

[3] Artt. 16 – 34 ter D. Lgs. n.159/2011.

[4] Art. 20 D. Lgs. n.159/2011.

[5] Art. 24 D. Lgs. n.159/2011.

[6] Art. 3 D. Lgs. n.159/2011.

[7] Art. 2 D. Lgs. n.159/2011.

[8] Art. 6 co. 2 e 3 D. Lgs. n.159/2011.

[9] Art. 6 co. 1 D. Lgs. n.159/2011.

[10] Art. 8 co. 7 D. Lgs. n.159/2011.


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