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Inadempimento del contratto

22 Maggio 2021 | Autore:
Inadempimento del contratto

Cosa succede in caso di mancato adempimento di un obbligo preso contrattualmente: quando una parte è inadempiente e quali sono le conseguenze a suo carico.

Nella vita di tutti i giorni, stipuliamo in continuazione contratti, anche se non ce ne accorgiamo. Qualunque accordo di contenuto economico, persino di scarso valore come comprare una caramella, è infatti un contratto. Lo è acquistare il biglietto dell’autobus, ordinare una pizza, fare la spesa al supermercato.

Naturalmente, ci sono accordi più impegnativi, come dare o prendere in affitto una casa, oppure vendere o acquistare un immobile. In ogni caso, qualunque sia l’importanza economica del contratto, se la controparte non tiene fede all’impegno preso si possono subire danni economici.

Per tutelarsi nel modo più opportuno bisogna quindi sapere cosa è l’inadempimento del contratto, quando esattamente esso si verifica e quali sono le sue conseguenze. La legge, infatti, mette a disposizione della parte che ha subito l’inadempimento una serie di rimedi per fare valere le proprie ragioni e limitare al minimo il danno. Ecco cosa c’è da sapere.

Qual è il presupposto dell’inadempimento?

Perché vi sia inadempimento contrattuale è necessario, innanzitutto, che tra due o più persone sia stato stipulato un contratto [1], cioè un accordo avente un contenuto economico. Inoltre, il contratto deve essere valido. Occorre dunque che i soggetti interessati raggiungano un’intesa e che se lo comunichino a vicenda.

Pensiamo, ad esempio, a una persona che si reca in un negozio per acquistare un elettrodomestico. Il prezzo esposto è di 200 euro; il cliente si rivolge al negoziante chiedendo se è possibile ottenere uno sconto e gli propone di pagare 180 euro. Il negoziante acconsente: si sono accordati e il contratto è concluso.

Inoltre, il contratto deve essere valido, sia nella forma che nel contenuto. Per quanto riguarda la forma, la legge stabilisce se l’accordo possa o meno avvenire verbalmente.

In particolare, il contratto può essere concluso nelle seguenti forme:

  • verbalmente. È l’ipotesi più frequente nella vita di tutti i giorni, come nell’esempio sopra fatto dell’acquisto dell’elettrodomestico;
  • per fatti concludenti. A volte, per manifestare la propria volontà, non occorrono nemmeno le parole. Un esempio è la spesa fatta al supermercato: il cliente presenta i prodotti scelti alla cassa, esprimendo così il proprio intento di comprarli; il cassiere accetta il denaro e, se necessario, gli dà il resto. Senza che nessuno dei due dicesse una parola, è stato concluso un contratto di compravendita;
  • in forma scritta. Essa è sempre obbligatoria, a pena di nullità del contratto, quando esso ha per oggetto beni immobili (ad esempio case e terreni) o mobili registrati (come le autovetture);
  • per atto pubblico. Atto richiesto a pena di nullità in alcuni contratti come la donazione di beni di un certo valore.

Quanto al contenuto, il contratto per essere valido deve essere conforme alla legge, all’ordine pubblico (cioè ai principi fondamentali su cui si basa la convivenza civile) e al buon costume (cioè alla decenza).

Quando si verifica l’inadempimento contrattuale?

Le parti di un contratto devono eseguire la prestazione a loro carico come concordato, sia per quanto riguarda il tempo, che per le modalità e il luogo in cui essa deve avvenire;

L’inadempimento, cioè il mancato rispetto dell’accordo preso, può essere pertanto:

  • totale, quando una delle parti non esegue del tutto la prestazione alla quale era tenuta. Ad esempio, in una vendita, il venditore consegna la cosa venduta al compratore, ma quest’ultimo non paga il prezzo;
  • parziale, quando una delle parti esegue una prestazione diversa rispetto a quella concordata.

In particolare, riguardo all’inadempimento parziale, la diversità della prestazione può riguardare:

  • l’oggetto. Ad esempio, si compra su un sito Internet una friggitrice e viene recapitato un forno a microonde;
  • la quantità. Si pensi a chi acquista da un fruttivendolo 5 chili di mele e poi, giunto a casa, si accorge che la frutta pesa 3 chili;
  • il luogo. Ad esempio, una spedizione viene recapitata a un indirizzo diverso rispetto a quello del destinatario;
  • il tempo. Ciò si verifica quando una prestazione viene eseguita in ritardo rispetto alla data e, se concordata, all’ora stabilita. Si consideri il caso di una persona che acquista un mazzo di fiori da recapitare a un’amica il giorno del suo compleanno; la consegna avviene, ma il giorno successivo a tale data.

Cosa fare in caso di inadempimento contrattuale?

In caso di inadempimento del contratto, cosa può fare la parte che subisce tale comportamento? La legge prevede i seguenti rimedi, che richiedono l’intervento del giudice:

  • il creditore può chiedere che la parte inadempiente venga condannata ad eseguire la prestazione a suo carico;
  • in alternativa, è possibile ottenere che il contratto venga dichiarato risolto, con la restituzione della prestazione già eseguita dalla parte che ha subito l’inadempimento. Facciamo l’esempio di un contratto di compravendita, in cui il compratore ha pagato il prezzo senza tuttavia ricevere il bene acquistato. Egli può rivolgersi al giudice chiedendo la risoluzione del contratto per l’inadempimento del venditore e, conseguentemente, la restituzione del denaro versato;
  • in ogni caso, in aggiunta alle due azioni sopra elencate, è possibile chiedere il risarcimento del danno. Poniamo il caso di un negoziante che ha acquistato da un grossista una partita di prodotti molto richiesti, ha pagato il prezzo ma non ha mai ricevuto la merce. Oltre alla risoluzione del contratto e al rimborso del denaro versato, egli potrà chiedere di essere risarcito per il mancato guadagno, derivante dall’impossibilità di vendere dei prodotti per i quali i suoi clienti sono stati costretti a rivolgersi ad altri.

La parte che non ha eseguito la prestazione o non l’ha eseguita esattamente ha comunque la possibilità di evitare conseguenze a suo carico se dimostra che l’inadempimento è derivato da causa a lui non imputabile; in sostanza, che esso non è dipeso da sua negligenza [2].


note

[1] Art. 1321 cod. civ.

[2] Art. 1218 cod. civ.


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