Diritto e Fisco | Articoli

Dimissioni per giusta causa

23 Maggio 2021
Dimissioni per giusta causa

Se il datore di lavoro pone in essere un comportamento gravemente inadempiente, il lavoratore può dimettersi con effetto immediato.

Sei stufo di subire angherie e prevaricazioni sul posto di lavoro. L’ambiente lavorativo ti sta creando un forte disagio personale e psicologico. Hai deciso di dimetterti ma ti preoccupa la prospettiva di restare a lungo senza stipendio. Vorresti accedere all’indennità di disoccupazione e ti chiedi se, in caso di dimissioni per giusta causa, puoi avere accesso alla Naspi.

Il lavoratore può dimettersi da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in ogni momento, senza dover specificare le motivazioni di questa scelta. L’unico obbligo cui il dipendente dimissionario è soggetto è il rispetto del periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di settore. In caso di dimissioni per giusta causa, tuttavia, il preavviso non è dovuto e il lavoratore può dimettersi in tronco. Ma quali sono i comportamenti datoriali che possono legittimare il recesso per giusta causa? Sulla base delle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza, è possibile stilare un decalogo di condotte che legittimano il recesso in tronco. Ma andiamo per ordine.

Cosa sono le dimissioni del lavoratore?

Nel nostro ordinamento giuridico, non sono ammessi i cosiddetti vincoli perpetui. Ciò significa che se le parti, in un contratto, non prevedono una data finale di scadenza, in linea generale, ciascuno dei contraenti può sempre recedere dal negozio giuridico dando alla controparte un congruo preavviso. Questa regola si applica anche al rapporto di lavoro.

In un contratto di lavoro a termine, le parti non possono recedere dal rapporto ante tempus, salvo il caso della giusta causa. Nel contratto di lavoro a tempo indeterminato, invece, il lavoratore può dimettersi in ogni momento senza dover specificare le ragioni che lo hanno condotto alla decisione di recedere dal rapporto.

Le dimissioni sono, dunque, l’atto di recesso del dipendente, ovvero, l’atto unilaterale recettizio con cui il lavoratore decide di cessare il rapporto di lavoro.

Quali sono gli obblighi del lavoratore in caso di dimissioni?

Come abbiamo detto, le dimissioni sono un atto libero e volontario del dipendente e non sono soggette all’accettazione da parte del datore di lavoro.

Gli unici obblighi che il lavoratore deve rispettare se vuole dimettersi sono:

  1. il rispetto del periodo di preavviso contrattuale [1];
  2. la procedura telematica.

Il preavviso ha la funzione di permettere al datore di lavoro di organizzare l’attività lavorativa in vista della futura uscita del dipendente. La durata del preavviso è prevista dal contratto collettivo di settore e, solitamente, dipende dall’anzianità di servizio del lavoratore e dal suo livello di inquadramento. Se il lavoratore non rispetta il periodo di preavviso, deve versare al datore di lavoro la relativa indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che avrebbe percepito durante il periodo di preavviso non prestato.

La procedura telematica di dimissioni serve, invece, a verificare la reale volontà del dipendente di dimettersi e l’assenza di condizionamenti da parte del datore di lavoro.

Cosa sono le dimissioni per giusta causa?

In alcuni casi, la scelta del lavoratore di dimettersi non deriva dalla sua reale volontà ma da un comportamento del datore di lavoro gravemente inadempiente che non consente la prosecuzione nemmeno temporanea del rapporto di lavoro per il dipendente [2].

In questi casi, il lavoratore può rassegnare le dimissioni per giusta causa che, a differenza delle dimissioni volontarie, lo esonerano dal dovere di rispettare il periodo di preavviso e, anzi, gli danno il diritto di ricevere da parte del datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso proprio come se fosse stata l’azienda a licenziarlo.

Ma quali sono i comportamenti datoriali che possono legittimare le dimissioni in tronco? Sulla base delle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza [3] e dalla prassi dell’Inps [4], è possibile affermare che si considerano per giusta causa le dimissioni determinate da:

  • mancato pagamento degli stipendi;
  • molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • modifiche peggiorative delle mansioni di lavoro;
  • mobbing;
  • notevoli variazioni delle condizioni di impiego a seguito di una cessione di azienda o di ramo d’azienda;
  • trasferimento del dipendente senza le ragioni tecniche, organizzative e produttive richieste dalla legge;
  • comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

Dimissioni per giusta causa: quali diritti?

Il lavoratore che si dimette per giusta causa ha diritto, come abbiamo visto, a non prestare il preavviso contrattuale e a ricevere l’indennità sostitutiva del preavviso.

Inoltre, essendo in questo caso integrato il requisito della perdita involontaria dell’occupazione, il dipendente potrà richiedere all’Inps l’erogazione della Naspi se ricorrono gli ulteriori requisiti previsti dalla legge per la concessione dell’indennità di disoccupazione.

Anche in caso di dimissioni per giusta causa, il dipendente deve seguire la procedura telematica sul sito Cliclavoro e, nel campo “tipologia di comunicazione”, dovrà indicare dimissioni per giusta causa.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Art. 2119 cod. civ.

[3] Cass. n. 1074/1999; Cass. n. 977/1985.

[4] Inps Circolare n. 163 del 20.10.2003.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube