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Covid: le nuove regole per tornare a sciare dal 15 febbraio

2 Febbraio 2021 | Autore:
Covid: le nuove regole per tornare a sciare dal 15 febbraio

Sì alla riapertura anche nelle zone arancioni, ma con limitazioni per evitare assembramenti. Ecco le linee guida dei presidenti delle Regioni.

Tra due settimane scadrà il divieto di apertura degli impianti sciistici, ancora bloccati per l’emergenza Covid. In vista della ripresa dell’attività, la Conferenza delle Regioni ha stilato le nuove regole per tornare a sciare dal 15 febbraio. La buona notizia è che le piste saranno aperte anche nelle zone arancioni. Quella meno buona per chi non si atterrà alle norme di sicurezza è che ci saranno delle limitazioni importanti ma necessarie per evitare un aumento dei contagi.

Nel documento preparato dai governatori, si legge che «per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 3 del DPCM – la cosiddetta zona rossa –, gli impianti resteranno chiusi alla fruizione degli sciatori amatoriali; per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 2 del DPCM – la cosiddetta zona arancione – gli impianti rimangono aperti anche per gli sciatori amatoriali con limite del 50% per tutte le tipologie di impianto – comprese le seggiovie – con utilizzo obbligatorio di FFP2 o di livello superiore».

Riassumendo: no alla riapertura degli impianti in zona rossa, sì all’attività sciistica nelle zone arancioni con l’obbligo di mascherina e limite del 50% della capienza sia sulle piste sia su alcuni impianti di risalita.

Come gestire l’accesso dei frequentatori per evitare assembramenti? Occorrerà agire sugli skipass. Dispongono in proposito i presidenti delle Regioni che sarà necessario «limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, che tenga conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali. In tutte le realtà in cui il controllo degli skipass o delle altre tipologie di titoli di accesso non possa essere svolta con modalità contact-less – precisa il documento – dovranno essere adottate misure idonee ad evitare assembramenti e ridurre le occasioni di contatto, soprattutto nei prevedibili momenti di maggiore afflusso e comunque nel corso dell’intera giornata».

Ma per acquistare gli skipass è necessario mettersi in fila alla biglietteria. Anche su questo – insistono i governatori – occorre agire con un certo metodo, imponendo l’uso della mascherina e adottando «soluzioni organizzative al fine di ridurre code e assembramenti». Le linee guida propongono, ad esempio, il potenziamento della prevendita e/o della prenotazione online o tramite applicazioni per smartphone e la collaborazione con strutture ricettive del luogo per l’acquisto e la consegna dei biglietti.

Per quanto riguarda, invece, gli impianti di risalita, il documento delle Regioni dispone «la portata massima al 100% della capienza delle seggiovie con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità. La portata è ridotta al 50% se le seggiovie vengono utilizzate con la chiusura delle cupole paravento». La stessa percentuale, cioè il 50% della capienza massima, viene disposta per le cabinovie, a bordo delle quali sarà sempre obbligatorio l’uso della mascherina chirurgica «anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità».

Lo stesso vale per le funivie, «sia in fase di salita sia in discesa»: 50% della capienza massima ed obbligo di mascherina.

Niente assembramenti ma nemmeno gruppi di persone troppo vicine: il documento impone «il distanziamento interpersonale di 1 metro in tutte le fasi precedenti il trasporto. Il distanziamento si applica anche a nuclei familiari, conviventi e congiunti, ad eccezione dei soggetti che necessitano di accompagnamento, come i bambini al di sotto di 1,25 m di altezza nel caso delle seggiovie, o di assistenza», come nel caso degli utenti non vedenti.

I gestori degli impianti di risalita «dovranno garantire l’organizzazione e la gestione dei flussi e delle code, l’applicazione di misure (anche visive) per il mantenimento del distanziamento interpersonale e l’introduzione, nei punti strategici (parcheggi, casse, tornelli, aree di servizio, stazioni di partenza, intermedie e di arrivo) di strumenti di comunicazione idonei ad informare tutti gli utenti in merito alle regole ed ai protocolli vigenti per la limitazione del rischio di contagio».

Per quanto riguarda, infine, bar e ristoranti, i singoli titolari devono calcolare e prevedere il numero massimo di persone che possono sostare all’interno contemporaneamente. Il testo varato dai governatori suggerisce «di prevedere sistemi di prenotazione volti ad evitare che ci siano assembramenti in orari di massimo afflusso. È opportuno – si aggiunge – prediligere la consumazione di alimenti e bevande all’aperto, inclusa l’ordinazione e la consegna del cibo da asporto, anche adottando strutture provvisorie».



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2 Commenti

  1. Sono un appassionato di sci e non vedo l’ora di ritornare sulle piste osservando tutte le misure di sicurezza. Chiaro è che le strutture dovranno essere ben attrezzate per accogliere la gente e consentire anche un soggiorno piacevole nonostante le misure anticovid

  2. Ed io che avrei voluto imparare a sciare prima o poi. Anche quest’anno, se ne parla più in là, quando la situazione migliora. Per ora, eviterò di spostarmi, anche se in zona gialla c’è la possibilità di andare in giro tra i vari Comuni. Intanto, meglio seguire le raccomandazioni e restringere i momenti di convivialità. Perché dovrei stare a stretto contatto con un istruttore prima di mettermi a sciare ed evitare di spezzarmi le gambe

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