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Vaccino anti-Covid: Aifa ci ripensa su AstraZeneca

2 Febbraio 2021 | Autore:
Vaccino anti-Covid: Aifa ci ripensa su AstraZeneca

Uso preferenziale sulla popolazione tra 18 e 55 anni, ma utilizzo possibile anche sugli anziani. Von der Leyen: «In arrivo a febbraio 17 milioni di dosi».

Anche gli over 55 potranno ricevere il vaccino anti-Covid di AstraZeneca, finora indicato per la fascia di cittadini tra 18 e 55 anni. Lo ha stabilito l’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, a una condizione però: che la persona che sta per essere vaccinata sia in buone condizioni di salute. Dal Comitato tecnico scientifico resta, comunque, l’indicazione di somministrarlo in via preferenziale sulla popolazione più giovane. Ma con la penuria di fiale di cui si parla sempre più spesso, è probabile che ci sia necessità di somministrare l’AstraZeneca anche agli anziani.

«Sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza – spiega l’Aifa in un documento pubblicato sul proprio sito – il rapporto beneficio-rischio del prodotto risulta favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio».

Compatibilmente con l’organizzazione complessiva della campagna vaccinale e con la disponibilità dei singoli vaccini, la Commissione tecnica e scientifica dell’Aifa avverte che, «in virtù della maggiore robustezza delle evidenze di efficacia, si suggerisce un utilizzo preferenziale dei vaccini a Rna messaggero nei soggetti anziani o a più alto rischio di sviluppare una malattia grave». Al momento, e per il vaccino AstraZeneca in particolare, la Cts suggerisce «un utilizzo preferenziale nelle popolazioni per le quali sono disponibili evidenze maggiormente solide, e cioè soggetti giovani tra i 18 e 55 anni».

Intanto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato nelle scorse ore che AstraZeneca anticiperà le consegne al 7 febbraio con 3,2 milioni di dosi, mentre il 17 febbraio arriveranno 4,9 milioni di fiale ed a fine mese altre 9,2 milioni. Il che significa che nel mese di febbraio l’azienda farmaceutica consegnerà all’Unione europea 17 milioni di dosi del vaccino. A marzo dovrebbero arrivare ulteriori 23 milioni di dosi.

«Noi ci aspettiamo che AstraZeneca rispetti gli obblighi contrattuali – ha auspicato la numero uno dell’Esecutivo Ue –, che recuperi le dosi tagliate nel primo trimestre. Per noi sono importanti febbraio e marzo perché poi dal secondo trimestre le consegne saliranno enormemente. Abbiamo ancora due mesi di tempo per riuscirci, con il nuovo meccanismo per l’autorizzazione all’export le aziende ci devono dire cosa hanno portato fuori dall’Unione da dicembre a oggi. Quando avremo i dati completi che si sostituiranno ai rumors – ha concluso von der Leyen – torneremo al tavolo con AstraZeneca e li richiameremo ai loro obblighi».



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