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Aggressione di cane a persona: come segnalare

24 Maggio 2021 | Autore:
Aggressione di cane a persona: come segnalare

Chi chiamare quando si viene morsi da un animale di compagnia. Quali sono i doveri del proprietario e le sanzioni in caso di lesioni.

Apparentemente sembrava tranquillo, incapace di fare del male. Invece, chissà che cosa gli è preso quella volta in cui ti sei avvicinato per fargli una carezza e sei finito al pronto soccorso a farti curare una morsicata di un cane sulla mano. E ti è andata ancora bene, perché il padrone lo ha separato da te quando l’animale stava per puntare al tuo stinco. In situazioni come questa, quando c’è stata l’aggressione di cane a persona, come segnalare l’incidente?

Se si tratta solo di uno spavento, cioè se il cane non arriva a fare «assaggiare» fisicamente la potenza del suo morso, magari l’episodio può finire lì raccomandandosi con il padrone di imparare a gestirlo meglio. Ma quando l’aggressione provoca delle lesioni, la legge è molto esplicita sull’obbligo di tempestiva comunicazione a chi di dovere, cioè ai Servizi veterinari pubblici. In modo particolare, se si tratta di cani randagi, le cui condizioni di salute sono del tutto sconosciute.

Vediamo che cos’è previsto in caso di aggressione di cane a persona: come segnalare, chi chiamare, come comportarsi.

Aggressione di un cane: cosa dice la legge

Ci sono due normative di riferimento in merito ad eventuali aggressioni di cani alle persone. Una è il Regolamento di Polizia veterinaria, l’altra è l’ordinanza del ministero della Salute in merito alla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cane.

Il Regolamento di Polizia veterinaria prevede la segnalazione dell’episodio e, per il cane che ha morso una persona o un altro animale, l’obbligo di visita clinica e l’osservazione sanitaria per 10 giorni. Il tutto per prevenire la diffusione della rabbia.

L’ordinanza del ministero della Salute, invece, prevede che i veterinari privati segnalino ai Servizi veterinari pubblici i cani «che richiedono una valutazione comportamentale in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell’incolumità pubblica». E qui, ovviamente, rientrano i cani che hanno aggredito una persona.

Nello specifico, l’ordinanza parla dell’obbligo dei Servizi veterinari di avviare «un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario». Devono, inoltre, detenere un registro aggiornato dei cani dichiarati a rischio elevato di aggressività, i cui proprietari sono tenuti a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e a portare l’animale al guinzaglio e con museruola nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

Anche le Regioni pubblicano le proprie linee guida per la prevenzione dell’aggressione da parte dei cani. Si tratta di regole del tutto simili a quelle emanate a livello nazionale e prevedono la segnalazione ai Servizi di igiene pubblica o ai Servizi veterinari dell’Asl di episodi di morsicatura di cani a persone o ad altri animali.

Aggressione di un cane: come bisogna prevenirla

La legge non stabilisce soltanto che cosa bisogna fare dopo che è avvenuta l’aggressione di un cane a una persona, ma anche quello che il proprietario di un cane è tenuto a fare per evitare che ciò avvenga. Ed è sempre l’ordinanza del ministero della Salute a fissare i paletti entro i quali deve muoversi chi detiene un cane.

Si parte dal presupposto, infatti, che il proprietario di un cane è sempre responsabile «del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente sia penalmente, dei danni o delle lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso». Per prevenire che ciò accada, chi possiede un cane è obbligato a:

  • utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a 1,50 metri quando porta a spasso il cane in aree urbane o in luoghi aperti al pubblico, fatte salve le zone appositamente dedicate ai cani e individuate come tali dai Comuni;
  • portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti;
  • affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
  • informarsi sulle caratteristiche fisiche ed etologiche del cane al momento dell’acquisto, nonché sulle normative in vigore;
  • assicurarsi che l’animale abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui si vive.

L’ordinanza ricorda, inoltre, che ci sono dei percorsi formativi per i proprietari di cani organizzati dai Comuni insieme ai Servizi veterinari, al termine dei quali viene rilasciato il patentino che attesta la partecipazione. Tali corsi possono essere obbligatori, su decisione dei Comuni, per i proprietari dei cani che hanno aggredito delle persone o altri animali.

Aggressione di un cane: può essere reato?

Ci sono dei casi in cui, di fronte all’aggressione di un cane a una persona, non ci si deve limitare alla segnalazione ai Servizi veterinari o di igiene pubblica ma si può anche sporgere denuncia alle forze dell’ordine, allegando un referto medico che attesti le lesioni riportate in seguito all’aggressione. In questo modo, il proprietario del cane potrebbe essere tenuto a rispondere di una di queste ipotesi di reato:

  • omessa custodia di animali;
  • lesioni personali colpose o dolose;
  • omicidio colposo o doloso.

A dire il vero, il reato di omessa custodia dell’animale è stato depenalizzato qualche tempo fa. Significa che oggi il proprietario che lascia un cane incustodito o lo affida a una persona inesperta deve pagare una sanzione amministrativa tra 25 e 258 euro.

Per quanto riguarda, invece, le lesioni colpose, il proprietario o chi ha in custodia l’animale può essere punito con:

  • la reclusione fino a tre mesi o la multa fino a 309 euro in caso di lesioni non gravi;
  • la reclusione da uno a sei mesi o la multa da 123 a 619 euro in caso di lesioni gravi;
  • la reclusione da tre mesi a due anni o la multa da 309 a 1.239 euro in caso di lesioni gravissime;
  • la reclusione fino a 12 anni nei casi più gravi di lesioni personali dolose, cioè provocate con l’intento preciso di adoperare il cane come arma nei confronti della vittima.

note

[1] Min. Salute ordinanza del 06.08.2013.

Autore immagine: canva.com/


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3 Commenti

  1. Ho scampato varie volte l’aggressione di cani randagi e troppe volte ho evitato di chiamare chi di competenza per frenare il fenomeno del randagismo. Intanto, nel mio Comune non c’è alcuna sensibilità per certi episodi. Il fatto è che io riesco a gestirli e allontanarli, ma se beccano qualcuno che inizia a scappare per la paura o ad aizzarli, poi le conseguenze possono essere gravi…molto gravi ed essere aggrediti da un branco perché ce ne sono diversi e si muovono tutti insieme

  2. Ok per i randagi la situazione è molto delicata perché sono animali a piede libero e non si sa mai dove puoi beccarli. Ma parliamo di quei padroni che passeggiato con il cane senza museruola né guinzaglio e magari presi anche dalla foga di giocare questi ti saltano addosso facendoti cadere…Come la mettiamo? Questi soggetti dovrebbero sapere che non bisogna lasciare liberi gli animali per strada perché per quanto possono essere addestrati, non puoi mai sapere come reagiscono ad un movimento improvviso e imprevedibile

  3. Il mio cane è un labrador molto ubbidiente. Ciò nonostante, quando lo porto a spasso non gli do molta corda con il guinzaglio e quando vedo passare la gente e magari mi accorgo che ha paura, lo avvicino alla mia gamba e lo tengo fermo proprio per evitare che anche per gioco possa avvicinarsi a chi non ha il piacere di aver accanto un cane

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