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Come adottare un bambino straniero: l’adozione internazionale

6 febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 febbraio 2014



L’adozione internazionale è l’adozione di un minore dichiarato in stato di abbandono dalle autorità di un Paese estero; la procedura di adozione segue un articolato iter che avviene, in parte, in Italia e in parte nel Paese straniero: vediamo a che condizioni.

 

Quando si parla di adozione internazionale [1] ci si riferisce sia all’adozione di bambini stranieri residenti all’estero da parte di persone (sia italiane che straniere) con residenza in Italia, sia anche all’adozione da parte di persone residenti all’estero di minori italiani residenti in Italia.

Tempi

I tempi per questo tipo di adozione sono piuttosto lunghi: possono trascorrere, infatti, anche tre – quattro anni dal momento del deposito della domanda.

Costi

Quanto ai costi di un’adozione internazionale, in Italia essi si aggirano tra i 6.000 ed i 14.000 Euro.

La variabilità di tali costi dipende dal fatto che occorre tener conto delle spese dovute ai viaggi, alle permanenze nel Paese straniero (anche di varie settimane), ai servizi di interpretariato e alle spese legali nel Paese estero, che incidono a seconda di quale sia il Paese in cui risiede il bambino.

Condizioni per l’accesso

Per poter accedere a tale forma di adozione occorre che sussistano determinate condizioni:

– che vi sia un minore in stato di abbandono, o privo di assistenza morale e materiale da parte della sua famiglia e non sia possibile tutelarlo nel suo Paese di origine ( per il cosiddetto principio di sussidiarietà);

– che la coppia che intende adottare, anche se straniera [2], risieda in Italia;

– che la coppia che richiede l’adozione sia sposata da almeno tre anni e non vi sia stata negli ultimi tre anni separazione personale neanche di fatto;

– che gli adottanti non abbiano meno 18 anni più dell’adottato e di non più di 45 anni;

– che i coniugi si mostrino capaci di offrire mantenimento, cura e istruzione al bambino che intendono adottare.

Si tratta, in pratica, degli stessi requisiti richiesti dalla legge per l’adozione nazionale di un minore.

Procedimento per l’adozione internazionale

Il procedimento per poter adottare un bambino straniero si articola in tre fasi.

La 1° fase si svolge in Italia.

Gli aspiranti genitori adottivi devono presentare, presso il Tribunale per i minorenni del distretto in cui hanno la residenza effettiva e stabile (o il Tribunale per i minorenni del distretto di ultima residenza se i cittadini risiedono all’estero), una dichiarazione di disponibilità ad adottare un minore straniero, insieme alla richiesta di idoneità all’adozione; a tale dichiarazione va allegata la documentazione attestante il possesso dei requisiti prima elencati (v. modello nella sezione IN PRATICA).

Ricevuta tale dichiarazione, il Tribunale per i minorenni, potrà:

– pronunciare subito un decreto di idoneità all’adozione qualora ritenga che ne sussistano tutti i presupposti [3],

– se non ritiene di pronunciare immediatamente decreto di inidoneità, richiedere (entro 15 giorni dal deposito della dichiarazione) ai servizi sociali degli enti locali, di svolgere accertamenti volti a  verificare la situazione familiare, personale e sociale dei coniugi, allo scopo di valutarne l’idoneità.

Entro quattro mesi, i servizi sociali dovranno trasmettere al Tribunale per i minorenni una relazione completa su quanto accertato.

Una volta in possesso della relazione dei servizi, il Tribunale deve sentire gli aspiranti genitori per poterne valutare direttamente l’idoneità e, sempre che non ritenga opportuni ulteriori approfondimenti, deve decidere sull’idoneità, entro due mesi dalla ricezione della relazione.

Completato l’iter istruttorio, il Tribunale dichiara:

– l’insussistenza dei requisiti per adottare

– oppure l’idoneità all’adozione; in tal caso, il provvedimento dovrà contenere tutte le informazioni utili all’Ente autorizzato volte a favorire il miglior abbinamento genitori-minore.

Il giudizio di idoneità dovrà valutare le caratteristiche di tutto il nucleo familiare e non solo aspiranti genitori adottivi.

Di seguito, la coppia in possesso dell’idoneità potrà iniziare, entro un anno dal rilascio della stessa, la procedura di adozione rivolgendosi a uno degli enti autorizzati. Decorso un anno senza che sia stata avviata la procedura il provvedimento decade.

Il Tribunale potrà revocare il decreto di idoneità, su segnalazione dei servizi locali o degli Enti autorizzati, se si verifichino nuove circostanze, tali da far venir meno il giudizio di idoneità.

Il decreto viene trasmesso alla Commissione per le adozioni internazionali e, se gli aspiranti genitori lo hanno già indicato, all’Ente autorizzato per lo svolgimento delle pratiche necessarie all’adozione internazionale. In Italia, infatti, le adozioni internazionali si conseguono obbligatoriamente attraverso l’intervento di un ente (in Italia ve ne sono circa 70) che segue tutta la procedura di adozione, curando i rapporti con gli aspiranti genitori e l’autorità straniera preposta all’adozione [4].

(Per la scelta dell’ente è possibile consultare questo sito: www.commissioneadozioni.it)

La 2° fase si svolge nello Stato straniero.

L’ente autorizzato deve inviare la domanda di adozione – accompagnata dal decreto di idoneità e dalla relazione del servizio sociale locale – all’Autorità del Paese straniero competente per l’adozione  del minore indicato dagli aspiranti genitori.

L’Autorità straniera:

– formula la proposta d’incontro tra il bambino e la coppia, integrata dalle informazioni  sulla salute, la famiglia e la storia personale del minore

– e trasmette la proposta agli aspiranti genitori.

Gli aspiranti genitori dovranno dare, per iscritto, il proprio consenso alla proposta. Esso verrà poi trasmesso dall’Ente all’Autorità straniera. In particolare, quando la coppia ha accettato l’abbinamento proposto dall’ente, si prepara al viaggio per incontrare il bambino nel paese in cui vive in istituto o in piccole comunità.

Se gli incontri si concludono negativamente, l’Ente ne prende atto e informa la Commissione dei motivi in base ai quali l’incontro non si è rilevato rispondente all’interesse del minore.

Se questi incontri si concludono positivamente, l’Ente:

– concorda, se ve ne siano i requisiti, con l’Autorità straniera di procedere all’adozione, oppure approva, su richiesta dello Stato straniero, la decisione di affidamento preadottivo ai futuri genitori,

– trasmette tutti gli atti alla Commissione per le adozioni internazionali in Italia per ottenere l’autorizzazione all’ingresso del minore in Italia.

 

La Commissione per le adozioni internazionali:

– valutata la documentazione pervenuta dal Paese estero e la relazione dell’Ente, se ritiene esistenti tutte le condizioni, autorizza l’ingresso e la residenza  del minore in Italia.

Emessa l’autorizzazione, gli uffici consolari italiani all’estero, rilasciano il visto d’ingresso per l’affidamento pre-adottivo o l’adozione del minore.

La 3° fase si svolge nuovamente in Italia.

Il minore, una volta entrato in Italia con il visto dell’Autorità consolare, gode degli stessi diritti attribuiti a un minore italiano che si trovi in affidamento familiare.

Nel caso che il provvedimento straniero abbia disposto l’affidamento, il Tribunale riconosce al provvedimento straniero l’efficacia di un affidamento preadottivo.

Qualora, decorso un anno dall’affidamento, esso abbia avuto esito negativo, il Tribunale, revoca il provvedimento di affidamento preadottivo e  può:

– collocare il minore in un ambiente idoneo (ad esempio una comunità);

– successivamente, previa consultazione con il Paese d’origine, può inserirlo in un’altra famiglia perché venga adottato;

– infine, rimpatriarlo nel Paese di origine se ciò risponde al suo interesse.

Se, invece, l’affidamento, ha avuto esito positivo, il Tribunale pronuncia l’adozione e ne dispone la trascrizione nei registri dello stato civile.

Il Tribunale per i minorenni ordina la trascrizione nei registri anche quando il provvedimento dell’Autorità straniera abbia disposto direttamente l’adozione del bambino.

 

Quali effetti produce l’adozione pronunciata all’estero

L’adozione pronunciata all’estero produce gli stessi effetti dell’adozione di minorenni pronunciata in Italia e cioè:

– l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti;

– assume il cognome del padre adottivo;

– cessano i rapporti dell’adottato con la famiglia d’origine (fatti salvi i divieti matrimoniali).

MODELLO DI DOMANDA PER L’ADOZIONE INTERNAZIONALE

Al Sig. PRESIDENTE  DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI………

I sottoscritti coniugi:

marito (indicare le generalità)

moglie (indicare le generalità)

(precisare l’eventuale doppia residenza, qualora la coppia sia residente in due comuni diversi, con l’indicazione del domicilio comune)

 recapiti telefonici

(indicare a chi corrispondono)                                                                            

indirizzo e-mail…………………..

 

dichiarano

di essere disponibili all’adozione di un minore straniero e chiedono che il Tribunale pronunci dichiarazione  di idoneità a predetta adozione ai sensi dell’articolo 29 bis Legge 31 dicembre  1998, n.476.

Dichiarano, altresì, sotto la propria personale responsabilità,  in conformità a quanto previsto dalla legge 15 maggio 1997, n.127 e successive modifiche:

1) che sono coniugati da almeno 3 (tre) anni e precisamente dal …………

ovvero

2) che, coniugati dal_________, convivono in modo stabile e continuativo dal ___________(per complessivi 3(tre) anni);

3) che non sussiste e non ha avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto;

4) che il  nucleo familiare è composto da N._________ persone e precisamente………  indicare generalità di ciascuna);

5) che il loro reddito annuo complessivo lordo ammonta a Euro………………….;

6) che non hanno subito condanne penali, né hanno procedimenti penali in corso.

Gli istanti, sono altresì consapevoli che, in conformità a quanto disposto dal 3° c. dell’art.11 del DPR  n.403/98, le dichiarazioni non veritiere, comporteranno la decadenza dai benefici derivanti dalla presente istanza.

Data _____________________

Firme

_________________________

_________________________

Allegano alla presente domanda copia dei seguenti documenti:

1.             Certificato di sana e robusta costituzione psicofisica (rilasciato dal medico di base o dalla ASL);

2.             Dichiarazione di assenso all’adozione (in carta semplice), da parte dei genitori viventi degli  (in caso di decesso, certificato di morte o autocertificazione del decesso);

3.             Fotocopia documento di identità degli istanti.

Data e firme

note

[1] È disciplinata dalla Legge 476/98 che ha modificato la legge 184/83 con cui l’Italia ha aderito alla Convenzione dell’Aja del 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozioni internazionali.

[2] L’art. 38 della legge 31 maggio 1995 n. 218, prevede che in materia di adozione si applicano le norme dello Stato in cui i richiedenti sono residenti o nel quale la loro vita matrimoniale è prevalentemente localizzata al momento dell’adozione.

[3] Art. 29 bis c. 3 L. 184/83.

[4] Art.31 L. 184/1983.

Autore immagine: 123rf.com

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