Cronaca | News

Covid: verso la riapertura serale dei ristoranti

2 Febbraio 2021
Covid: verso la riapertura serale dei ristoranti

Per la prima volta, si ricomincia a parlare di cena fuori e lo fa un esponente del Governo, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

Dopo mesi di emergenza sanitaria, causa pandemia di Coronavirus, qualcosa finalmente si incrina nel blocco rigorista del ministero della Salute.

Stamattina, il viceministro Pierpaolo Sileri, numero due di Roberto Speranza, ha rilasciato dichiarazioni che lasciano sperare in un futuro più simile alla vecchia, agognata normalità. Sempre che il resto dell’Esecutivo – quale che sarà – lo segua.

Secondo Sileri, recuperare un po’ della vita di prima deve cominciare a essere garantito agli italiani. Questo perché, a ormai un anno dalla comparsa del Covid, il mondo ha smesso di combattere il «nemico invisibile» a mani nude.

Ci sono i vaccini: Pfizer, Moderna, adesso anche Astrazeneca, in estate Reithera, il siero a cui l’azienda sta lavorando in collaborazione con l’Istituto nazionale Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Tradotto: è tempo di fare dei passi avanti nella riconquista di vecchie abitudini cui non si può rinunciare, soprattutto se non è necessario.

«Con il progredire della vaccinazione anti-Covid devono, e sottolineo devono, riaprire i ristoranti anche la sera – ha detto Sileri, ospite alla trasmissione I fatti vostri, in onda la mattina sulla seconda rete Rai -. Occorre far tornare le persone progressivamente alle proprie attività e a una nuova normalità, pronti a fare un passo indietro se dovesse arrivare una variante aggressiva di Sars-CoV-2 o una nuova recrudescenza del virus».

Una frase importante, che prelude a un’apertura a un po’ di svago: l’industria del tempo libero, dalla ristorazione, ai locali, alla cultura, allo sport, è stata di gran lunga la più penalizzata dalla pandemia. Forse, può essere ora di abbandonare il rigorismo, se il vaccino darà i risultati sperati. Questo potrebbe tradursi in un recupero di almeno alcune delle libertà perdute, come quella di andare a cena fuori. L’auspicio, specie da parte della categoria dei ristoratori, è che l’appello del viceministro venga recepito.

C’è responsabilità: lo dimostrano gli ultimi dati che hanno permesso a quasi tutta Italia di entrare in zona gialla, con un arretramento generale del virus (per approfondire leggi qui: Covid, report Iss: le regioni a maggior rischio).

Ma ci sono anche stanchezza e voglia di tornare, se non proprio alla vita di prima, almeno a concedersi un po’ spensieratezza, come durante una cena fuori. Sileri è il primo esponente del Governo a far presente questa necessità, in forma di imperativo categorico. La notizia che quasi tutto il Paese si sarebbe colorato di giallo è bastata ad affollare centri storici e zone di movida, questo weekend, quasi come una liberazione.

«Io non condanno gli assembramenti mostrati in tv domenica – ha spiegato il viceministro della Salute -. Vedere persone che passeggiano lungo i Navigli di Milano mantenendo la distanza, con la mascherina e senza contatto fisico, non ha niente di male. Anzi, hanno fatto bene a uscire con la bellissima giornata che c’era, se hanno osservato le regole».



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