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Vaccino Covid: a chi potrebbe bastare una dose sola

2 Febbraio 2021
Vaccino Covid: a chi potrebbe bastare una dose sola

Secondo un gruppo di scienziati, per chi ha già avuto il Coronavirus sarebbe sufficiente un’unica iniezione, anziché due.

Le ennesime domande sul Coronavirus riguardano i vaccini e chi ha già contratto l’infezione: si deve vaccinare? Non si deve vaccinare? Deve seguire una prassi diversa rispetto a chi non è mai stato contagiato?

Il vaccino anti-Covid è consigliato anche a chi ha sperimentato l’infezione in passato: non è dato sapere di preciso quanto dura l’immunità naturale dopo aver contratto il virus, in ogni caso il vaccino può allungarla e rappresentare una protezione in più.

Secondo un nuovo studio, la modalità, per questi pazienti, può essere diversa dalle canoniche due iniezioni. Lo sostiene l’Icahn School of Medicine a Mount Sinai, l’istituto autore della ricerca. Il lavoro di questi scienziati, pubblicato sulla piattaforma Medrxiv, oggi, è finito sulle pagine del New York Times.

Il team guidato dal virologo Florian Krammer ritiene che, per chi ha già avuto il virus, potrebbe bastare una sola iniezione, dunque una dose singola di vaccino. I ricercatori hanno analizzato i sintomi post-vaccinazione di 231 persone; di queste, 81 avevano avuto il Covid, il resto, invece, non aveva mai sviluppato l’infezione (148).

Entrambi i gruppi del campione analizzato hanno avvertito dolore nel punto in cui era stata fatta l’iniezione. Chi si era già contagiato, più spesso, avvertiva anche altri effetti collaterali più forti (ma comunque temporanei e non preoccupanti), per lo più mal di testa, stanchezza e brividi. Segni di una risposta immunitaria più elevata al vaccino.

Questo, per gli autori dello studio, è indice del fatto che una sola dose di siero anti-Covid può essere sufficiente per loro. I ricercatori sostengono che la «risposta anticorpale» in questi soggetti sia «uguale o addirittura superiore in termini di titoli anticorpali rispetto a quelli trovati dopo la seconda dose in persone che non si sono mai infettate». In parole povere: la loro risposta al vaccino è più elevata rispetto a chi non ha mai contratto il Covid.

Tecnicamente, si chiama «reattogenicità», ossia la capacità di un vaccino di stimolare reazioni avverse comuni previste, come la febbre, il dolore al braccio e altre, rilevate dagli studiosi.

La ricerca ha interessato comunque soltanto un piccolo gruppo di persone – cosa che gli autori specificano -, dunque, dovrà essere sottoposta a ulteriori approfondimenti per dimostrarne i risultati. Se fossero confermati, sarebbe una piccola rivoluzione: sapere di poter fare una sola iniezione agli ex contagiati vorrebbe dire risparmiare molte dosi di vaccino.

Il fatto che la reattogenicità sia più alta nelle persone che hanno già avuto il virus non è però un dato sufficiente per giungere a questa conclusione, secondo altri studiosi. Edward John Wherry, direttore dell’Istituto di immunologia dell’University of Pennsylvania, per esempio, avanza dei dubbi.

Non dev’essere solo rilevata la presenza di anticorpi ma bisogna dimostrare che questi siano in gradi di impedire al virus di replicarsi. «Solo perché un anticorpo si lega a una parte del virus non significa che proteggerà dall’infezione», ha affermato Wherry commentando la ricerca.

Inoltre, c’è anche un altro tema: la stragrande maggioranza dei contagiati sono asintomatici. Molti, quindi, non sarebbero in grado di dire con certezza se hanno mai contratto la malattia, a meno che non abbiano fatto un test sierologico.



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