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Accesso dell’adottato alle informazioni sulle proprie origini: quando?

12 febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2014



Ogni figlio adottivo ha diritto di accedere alle informazioni sulla propria famiglia biologica anche se entro precisi limiti: vediamo quali.

 

Nell’uomo c’è un istinto innato a conoscere le proprie radici.

Ne è dimostrazione il fatto che, molto spesso, coloro che sono stati adottati cercano comunque informazioni sulla loro famiglia naturale.

Tale desiderio, tuttavia, trova dei precisi limiti nella legge. Se da un lato, infatti, i genitori adottivi hanno il dovere [1] di rivelare al figlio ancora minore la sua condizione (se pur con la libertà di decidere tempi e modi attraverso cui informarlo), dall’altro lato la stessa legge [2] impone – in tema di accesso alle informazioni sulle origini dell’ adottato – un divieto di circolazione nei confronti dei terzi delle notizie riguardanti il rapporto di adozione. Tale condizione, infatti, non può emergere da alcun atto o informazione rilasciata, da qualsiasi Ufficiale di Stato civile, di Anagrafe o qualsiasi altro Ente pubblico o privato, pubblico ufficio o autorità  che possano venire a contatto con la documentazione dell’adottato, a meno che non vi sia una espressa autorizzazione del giudice.

La divulgazione delle informazioni, senza l’autorizzazione del Tribunale, comporta una violazione punita dalla legge penale [3].

Condizioni per l’accesso del figlio alle informazioni

Al figlio adottivo è consentito accedere alle informazioni riguardanti i genitori biologici secondo una disciplina regolata in modo differente in base sia all’età dell’adottato che alle ragioni della ricerca.

In particolare, l’accesso per l’adottato alle suddette informazioni, è subordinato:

– al raggiungimento del 25esimo anno del figlio e alla valutazione discrezionale del Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza dell’adottato cui va depositata la domanda (che potrà negarlo qualora esso possa comportare un “grave turbamento all’equilibrio psico-fisico” del soggetto);

– a ragioni di salute “gravi e comprovate”: in tal caso l’accesso è consentito anche al maggiorenne che non abbia compiuto i 25 anni di età o ai genitori del minorenne;

– alla morte o irreperibilità dei genitori adottivi: in tal caso non occorre l’autorizzazione del Tribunale e l’accesso è sempre consentito.

E se la madre ha partorito in anonimato?

Fino a poco tempo fa, era totalmente precluso all’adottato tale accesso nel caso in cui la madre avesse deciso di partorire in anonimato [4] (per un approfondimento su questo tema leggi l’articolo: https://www.laleggepertutti.it/46073_gravidanza-non-voluta-e-parto-in-anonimato-quali-tutele-per-madre-e-bambino).

Una recente e importante sentenza della Corte Costituzionale [5] ha, invece, riconosciuto alla madre la facoltà di revocare il proprio anonimato nel caso in cui venga a sapere che il figlio naturale abbia chiesto informazioni sulla sua vita. La sentenza ha stabilito, infatti, che il giudice, su richiesta del figlio, possa interpellare la madre per chiederle di revocare l’originaria dichiarazione di rimanere anonima.

La richiesta del figlio verrà fatta pervenire alla madre naturale, che, perciò, potrà:

– rivelare la propria identità;

– decidere di mantenere l’anonimato.

Si è così ulteriormente ampliata la possibilità per l’adottato, di accedere alle informazioni sulle proprie origini.

L’istanza di accesso può essere presentata dall’adottato di persona senza l’assistenza di un difensore (v. modello nella sez. IN PRATICA).

MODELLO DI ISTANZA EX ART. 28 comma 5° L. 149/2001

(La domanda va presentata al Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza della persona adottata che potrebbe non essere quello dove le informazioni si trovano).

Tribunale per i Minorenni di…

Il sottoscritto…., nato a… il…, codice fiscale…  residente a…,

premesso

– di essere stato adottato dai coniugi (indicare nome – cognome – luogo e data di nascita),

– di aver raggiunto l’età di venticinque anni ,

oppure

– che avendo raggiunto la maggiore età sussistono gravi e comprovati motivi  attinenti  alla  propria salute psico-fisica (indicare specificamente i motivi)

chiede

di poter accedere alle informazioni che riguardano la sua origine e l’identità dei suoi genitori biologici.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto

chiede

che l’Illustrissimo Tribunale per i Minorenni di… voglia, ai sensi dell’art. 28 comma 5  L. 149/01, assunte le necessarie informazioni, autorizzare l’accesso alle predette richieste.

Luogo, data e firma

note

 

[1] L’Art. 28 L. n. 184 del 1983 (Diritto del minore ad avere una famiglia), modificato dalla Legge n. 149 del 2001, nella sua nuova formulazione, stabilisce che “Il minore adottato è informato di tale sua condizione ed i genitori adottivi vi provvedono nei modi e termini che essi ritengono più opportuni“.

[2] Art. 4 L.241/90.

[3] Art. 73 L. n. 184/1983.

[4] Art. 30, comma 1, del D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile)

[5]  La Corte Costituzionale, con la sent. n. 278/13 del 18.11.13, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 28, comma 7, della legge n. 184/83 nella parte in cui non prevede la possibilità per il giudice di interpellare, su richiesta del figlio, la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata ai sensi dell’art. 30, comma 1, del D.P.R.  n. 396/00.

Autore immagine: 123rf.com

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