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Il Fisco rifiuta di rimborsare il contribuente: come fare ricorso


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2014



A causa di un errore nella dichiarazione dei redditi, ho pagato somme superiori rispetto a quelle dovute al Fisco; ho presentato istanza di rimborso ma è stata respinta: che posso fare?

Il contribuente che ha diritto al rimborso di somme indebitamente versate al Fisco deve presentare un’apposita istanza secondo le modalità e i termini che abbiamo spiegato in un precedente articolo (leggi: “Ecco come chiedere il rimborso delle imposte pagate e non dovute”).

Tuttavia, non è detto che l’Agenzia delle Entrate dia un riscontro positivo all’istanza: essa può, infatti, non rispondere oppure rifiutare il rimborso. In entrambi i casi, il contribuente può impugnare il provvedimento dell’Amministrazione e agire in giudizio dinanzi al giudice tributario.

In particolare, il contribuente può presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale [1]:

in caso di rifiuto espresso del rimborso: entro sessanta giorni dalla notificazione del provvedimento di rifiuto;

in caso di mancata risposta: dopo novanta giorni dalla presentazione della domanda di rimborso ed entro dieci anni dalla data di versamento delle somme dovute. Il silenzio dell’ufficio, decorso il novantesimo giorno dalla domanda, si intende, infatti, come rifiuto.

Le conseguenze del rifiuto espresso e del silenzio-rifiuto sono diverse sul piano dei termini di impugnazione.

Infatti, se l’Amministrazione nega espressamente il rimborso, il relativo provvedimento deve essere impugnato, a pena di inammissibilità, entro e non oltre sessanta giorni dalla notifica al contribuente.

Se, invece, l’Amministrazione non risponde entro novanta giorni, il contribuente può impugnare il ricorso senza dover rispettare termini di decadenza. L’importante è che agisca entro il termine di prescrizione del diritto al rimborso, cioè dieci anni dalla data del pagamento dell’indebito [2].

Il contribuente che impugna il provvedimento dell’Amministrazione finanziaria deve fornire la prova del pagamento non dovuto, dimostrando la ragione dell’indebito (per esempio errore proprio o dell’Agenzia delle entrate).

note

[1] Il riscorso giurisdizionale è ammesso solo se il contribuente ha già presentato richiesta di rimborso all’ufficio competente e questo l’ha rifiutata: non si può agire direttamente in giudizio se prima non si è chiesto il rimborso in via di autotutela.

[2] Art. 21 D. Lgs. n. 546/1992.

Autore immagine: 123rf.com

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