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Le verifiche straordinarie all’ascensore: la legge

24 Maggio 2021 | Autore:
Le verifiche straordinarie all’ascensore: la legge

La conformità di un ascensore alla legislazione vigente va verificata ogni due anni nonché in ipotesi specifiche.

In Italia, esiste un numero elevato di ascensori installati sia in edifici pubblici sia in edifici privati. In alcuni casi si tratta di impianti molto datati, addirittura risalenti all’immediato dopoguerra quando vennero montati in occasione della ricostruzione degli immobili distrutti o danneggiati dal conflitto. Proprio per tale motivo, spesso, si pone il problema relativo alla loro sicurezza, considerato che non di rado si sono verificati incidenti, anche mortali, derivanti da guasti e disfunzioni.

A livello governativo, si è cercato di porre rimedio prevedendo espressamente l’obbligo di sottoporre gli impianti a una accurata manutenzione oltre che a verifiche periodiche e straordinarie. In particolare per le verifiche straordinarie all’ascensore, la legge di riferimento è rappresentata dal D.P.R. n. 162/1999, che tutela il proprietario dello stabile, il suo legale rappresentante e l’eventuale collaboratore dalle responsabilità derivanti dal mantenere in esercizio un impianto fuori norma e dal conseguente rischio penale nell’ipotesi di incidente o di infortunio.

Questo riferimento legislativo è stato successivamente modificato ed integrato da altri decreti, come da ultimo dal D.P.R. n. 23/2017. La materia è disciplinata, altresì, da direttive della Unione Europea, quale ad esempio la n. 2014/33/UE, nonché dalle norme UNI 10411.

Ascensori: quali obblighi ha il proprietario/legale rappresentante

Posto che per ascensore deve intendersi un apparecchio di sollevamento che collega piani definiti, mediante un supporto del carico che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull’orizzontale è superiore a 15 gradi o un apparecchio di sollevamento che si sposta lungo un percorso perfettamente definito nello spazio, pur non spostandosi lungo guide rigide [1], la legge prevede che una volta installato in un edificio, il proprietario dello stabile o il suo legale rappresentate (vedi l’amministratore del condominio) è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto nonché a sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni [2].

La manutenzione dell’ascensore va affidata a un soggetto qualificato e competente o a una ditta specializzata che adempie, scrupolosamente, agli obblighi assunti firmando il relativo contratto. A tal fine è opportuno che lo stesso provveda a calendarizzare gli interventi in modo che non vi siano rischi per la sicurezza degli utilizzatori dell’ascensore.

Di solito, il nominativo della ditta incaricata della manutenzione dell’ascensore è indicato in una targa applicata all’interno della cabina, nella quale sono riportati anche i dati relativi all’installatore dell’impianto e il numero di fabbricazione, il numero di matricola attribuito dal competente ufficio comunale, la portata massima espressa in chilogrammi ed il numero massimo di persone.

Inoltre, il proprietario dello stabile o il suo legale rappresentante deve assicurarsi che l’ascensore venga sottoposto, con cadenza biennale, a verifiche periodiche e deve conservare la relativa documentazione.

Come si svolgono le verifiche periodiche

Le verifiche periodiche sono eseguite da tecnici laureati in ingegneria, muniti di certificato di abilitazione rilasciato dall’Arpa competente, da operatori comunitari dotati di specializzazione equivalente oppure da imprese abilitate.

Le verifiche periodiche sono dirette ad accertare se:

  • è stato ottemperato quanto prescritto ed impartito in precedenti verifiche;
  • i dispositivi di sicurezza funzionano regolarmente;
  • le parti dalle quali dipende la sicurezza dell’ascensore o dell’impianto di sollevamento sono in condizioni di efficienza e di corretto funzionamento.

Il soggetto incaricato delle verifiche periodiche deve rilasciare al proprietario o al suo legale rappresentante nonché alla ditta incaricata della manutenzione, il verbale relativo alla verifica, che deve essere inoltrato al competente ufficio comunale.

In caso di esito negativo della verifica periodica, l’impianto deve essere fermato su disposizione del Comune fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Una volta eseguiti gli interventi prescritti nel verbale e dopo avere sottoposto l’ascensore a una verifica straordinaria, l’impianto può essere rimesso in funzione.

Le spese per le verifiche periodiche sono a carico del proprietario dell’immobile nel quale è installato l’ascensore.

Quando vanno eseguite le verifiche straordinarie

Le verifiche straordinarie, alle quali provvedono gli stessi soggetti autorizzati ad eseguire le verifiche periodiche [3], vanno effettuate in tre casi particolari ovvero quando:

  • il verbale di verifica periodica riporta un esito negativo, quindi, occorre intervenire per consentire la messa in sicurezza dell’impianto fermato dal Comune. In tale ipotesi, il soggetto che redige la relazione finale deve evidenziare in modo dettagliato che sono state rimosse le cause che avevano determinato l’esito negativo della precedente verifica;
  • si è verificato un incidente di notevole portata, anche se non ne sono derivati infortuni. Pertanto, il proprietario o il suo legale rappresentante deve darne notizia al competente ufficio comunale al quale è affidato il compito di disporre, immediatamente, il fermo dell’impianto;
  • sono state apportate modifiche significative all’ascensore quali ad esempio il mutamento della velocità, della portata, della corsa, del tipo di azionamento, la sostituzione del macchinario, della cabina con la sua intelaiatura, del quadro elettrico e di quello cilindro-pistone, delle porte di piano e delle difese del vano.

Eseguita le verifiche straordinarie con esito positivo e relativo verbale, l’impianto può tornare in esercizio. I costi delle verifiche straordinarie sono a carico del proprietario dell’edificio.


note

[1] Art. 2 D.P.R. n. 162/1999.

[2] Art. 13 D.P.R. n. 162/1999.

[3] Art. 14 D.P.R. n. 162/1999.


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